Buongiorno ho 59 anni e negli ultimi anni ho sofferto di lombosciatalgia. A mnarzo scorso dopo un ep

Buongiorno ho 59 anni e negli ultimi anni ho sofferto di lombosciatalgia. A mnarzo scorso dopo un episodio di dolore acuto zona L2 L3 che mi ha bloccato per due giorni e che ho curato con antifiammatori ed iniezioni di cortisone per una settimana, ho effettuato cmq esame di RM al rachide lombosacrale dove mi veniva refertata la seguente diagnosi: “Persiste rettificato il rachide lombare. Non comparsa di crolli vertebrali o listesi somatiche. Noto quadro di spondilo–disco-artrosi. Conservato il segnale della spongiosa ossea. Attuale rilievo in L2.L3 Ernia sottolegamentosa mediana- paramediana che presenta componente estrusa e migrata cranialmente per un tratto di circa 12 mm che comprime il sacco durale sul versante prevalentemente paramediana giungendo a ridosso della tasca di emergenza della radice di L3 di destra. Il medesimo disco peraltro risulta circonferenzialmente protruso, impegnante i forami di coniugazione ove oblitera i piani periradicolari inferiori. In L3-L4 bulging discale con impegno bilaterale dei forami di coniugazione, ove risultano obliterati i piani periradicolari inferiori, reperto un po’ più evidente a destra. In L4-L5 e L5-S1 bulging discali, con impegno del forame di coniugazione e modesta compressione sul sacco durale. Nella norma il cono midollare e radici della cauda. Parziale ipotrofia del tessuto muscolare paraspinale. Sono passati due mesi da allora ed ho solo qualche disturbo quando sto troppo seduto al lavoro e devo ancora fare la visita neurochirurgica . E possibile che rischi un intervento con un referto così o basta una cura conservativa? grazie

1 risposta


Buongiorno, dal referto emerge un'ernia discale L2-L3 di dimensioni significative, con migrazione craniale e contatto/compressione delle strutture nervose vicine. Tuttavia, la decisione di un eventuale intervento non si basa esclusivamente sulle immagini della risonanza, ma soprattutto sui sintomi e sull'esame clinico. Il fatto che, a distanza di due mesi dall'episodio acuto, lei riferisca un netto miglioramento e solo qualche fastidio quando rimane seduto a lungo è certamente un elemento favorevole. In molti casi, anche ernie discali apparentemente importanti alla risonanza possono essere gestite con trattamento conservativo quando il dolore regredisce e non sono presenti deficit neurologici significativi. La visita neurochirurgica resta comunque opportuna per correlare il referto ai suoi sintomi attuali e valutare eventuali segni neurologici che la risonanza da sola non può evidenziare. In linea generale, in assenza di dolore persistente importante, perdita di forza, disturbi della sensibilità in peggioramento o alterazioni della funzione urinaria/intestinale, è possibile che venga consigliato un percorso conservativo con monitoraggio clinico. Cordiali saluti.

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