Buongiorno, ho 51 anni e da due anni soffro di coccigodinia e sacralgia. Non mi posso sedere senza a

Buongiorno, ho 51 anni e da due anni soffro di coccigodinia e sacralgia. Non mi posso sedere senza avere un forte dolore e in piedi ho un costante dolore nell'osso sacro. Dalla diagnostica effettuata risulta un dismorfismo congenito con sinostosi delle vertebre coccigee e vertebra di transizione sacro caudale, un lipoma intraosseo e il coccige prominente posteriormente. Potenziali evocati sacrali e multisensoriali nella norma. Ho fatto diverse terapie farmacologiche, infiltrazioni, ozono terapia, fisiokinesiterapia, osteopata e chinesiologo. Diverse visite ortopediche, neurochirurgiche, proctologiche, ginecologiche e reumatologiche. Il mio caso sembra essere di difficile risoluzione e il dolore mi compromette la normale vita quotidiana, di relazione e lavorativa. Ho provato tutte le ciambelle ortopediche che non mi danno nessun sollievo. Potete, cortesemente, darmi delle indicazioni per risolvere il mio problema? Grazie.

1 risposta


Buongiorno, mi dispiace per la situazione che descrive. Quando una coccigodinia persiste da anni e non risponde a farmaci, fisioterapia, infiltrazioni e altre terapie conservative, è importante rivalutare attentamente la causa del dolore e verificare se il coccige sia effettivamente il principale generatore del dolore. Nel suo caso, la presenza di anomalie anatomiche congenite e di un coccige prominente posteriormente potrebbe avere un ruolo significativo nella sintomatologia, soprattutto considerando il dolore marcato in posizione seduta. Tuttavia, a distanza e senza visionare gli esami, non è possibile stabilire con certezza quale sia il trattamento più indicato. Nei casi di coccigodinia cronica refrattaria come il suo, può essere utile una valutazione presso un centro di terapia del dolore o un'équipe dedicata alla patologia del coccige. Oltre alle infiltrazioni tradizionali, esistono procedure più specifiche, come il blocco del ganglio impar o la radiofrequenza del ganglio impar, che in alcuni pazienti consentono un controllo significativo del dolore. Nei casi selezionati, quando è documentata una chiara correlazione tra alterazione anatomica e sintomi e tutte le terapie conservative hanno fallito, può essere presa in considerazione anche una valutazione chirurgica specialistica. Le suggerisco quindi di raccogliere tutta la documentazione (RMN, TAC, radiografie dinamiche, referti delle infiltrazioni già eseguite) e richiedere una valutazione presso un centro con esperienza specifica nel trattamento del dolore pelvico e della coccigodinia cronica. Le auguro di trovare finalmente una soluzione adeguata al suo problema.

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