Buongiorno Ho 47 anni nel 2021 causa FA ho subito un intervento di crioablazione delle vene polmon
Buongiorno Ho 47 anni nel 2021 causa FA ho subito un intervento di crioablazione delle vene polmonari da qualche mese ho avuto qualche recidiva e mi è stato prescritto il sotalolo dopo altre recidive è stato sospeso e sostituito con tambocor 2x50 ma i miei battiti sono aumentati 80/100 durante le attività a volte anche sopra i 100 quando nuoto il medico mi ha detto che la sospensione può causare una ipersensibilità del cuore quindi i battiti si alzano ma poi dovrebbero scendere e se questa terapia funziona non è necessario rifare una seconda ablazione Al momento non ho più avuto episodi di FA Il sotalolo mi è stato interrotto bruscamente e subito sostituito con tambocor Volevo chiedere gentilmente un vostro parere Grazie e scusate il disturbo
2 risposte
Buongiorno. Il sotalolo è un betabloccante mentre il tambocor è un antiaritmico. Il primo farmaco abbassa la frequenza cardiaca e controlla secondariamente il ritmo. Il secondo serve più che altro per evitare che possa ritornare la fibrillazione atriale. La ablazione di fibrillazione atriale ha una efficacia variabile a seconda della patologia cardiovascolare o sistemica che la ha determinata ed un secondo tentativo di ablazione è comunque non scevro da rischi e non necessariamente efficace. Propenderei per continuare con flecainide se non presenti valvulopatie o problemi strutturali cardiaci e restare sotto controllo cardiologico per decidere una eventuale più adeguata strategia terapeutica
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Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e le confermo che la sospensione del Sotalolo, soprattutto se brusca, può effettivamente determinare un aumento della frequenza cardiaca per un periodo transitorio, legato alla cosiddetta “ipersensibilità da sospensione” dei beta-bloccanti. Il Tambocor (flecainide) non ha effetto sul rallentamento della frequenza cardiaca come il Sotalolo, quindi è normale osservare una frequenza più elevata, soprattutto durante l’attività fisica. Tuttavia, se al momento non ha più avuto episodi di fibrillazione atriale e tollera bene la terapia, può essere ragionevole proseguire così, monitorando nel tempo la situazione. Se l’incremento della frequenza cardiaca dovesse risultare persistente e fastidioso, si può valutare l’aggiunta di una bassa dose di beta-bloccante, sempre sotto controllo medico. L’eventuale indicazione a una seconda ablazione va sempre valutata in base alla frequenza e alla gravità delle recidive, ma se la terapia attuale si dimostra efficace, come indicato dal suo cardiologo, non è necessariamente richiesto un ulteriore intervento. Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, sarò felice di aiutarla con una visita in studio oppure con una consulenza online, così da poter valutare insieme ogni suo dubbio con la massima tranquillità. Un caro saluto, Dott. Alessandro Orrù
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