Buongiorno, Ho 47 anni, 1,80, normopeso; sono in cura da circa due anni per una prostatite, manif

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Buongiorno,

Ho 47 anni, 1,80, normopeso; sono in cura da circa due anni per una prostatite, manifestatasi con lievi dolori e indolenzimenti a livello dell'apparato urinario, ridotto flusso minzionale, eiaculazione precoce e difficoltà erettili (ridotte o annullate erezioni notturne , difficoltà al raggiungimento dell'erezione). Esami ormonali e spermiogramma negativi. Alla prima ecografia, prostata molto ingrossata, congesta, dolente al tatto. Curato inizialmente con un ciclo di ibuprofene e terapia con telefil (primi sei mesi quotidianamente, il successivo anno e mezzo a giorni alterni) e terazosina.
All'ultimo controllo a metà ottobre la prostata risultava totalmente sfiammata, liscia, dimensionalmente "compatibile con le dimensioni attese in un individuo della sua età". Tuttavia, permangono dolori (non costanti) nella zona delle vie urinarie e la funzione sessuale, sia pur molto migliorata, non è paragonabile alla situazione precedente all'insorgere del disturbo. L'urologo che mi ha in cura ha deciso di sospendere la terazosina introducendo un integratore (Idiprost gold) e confermando il telefil a giorni alterni.
Mi chiedo a cosa debbano essere imputati i sintomi che permangono, dato che il problema primariamente individuato parrebbe risolto, e se non si debbano indagare altre possibili cause. Sottolineo che le ecografie svolte non hanno messo in evidenza problemi di altro tipo all'apparato urinario.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Con tutto l'antinfiammatorio generale è probabile che la congestione infiammatoria si sia ridotta, ma risolta certamente no e il tadalafil (telefil) non aiuta sul tema sostenendo la vasodilatazione. Lo stato ormonale va accuratamente valutato soprattutto con tutti gli ormoni necessari e definendo i rapporti tra di loro: capita che i valori in sé siano accettabili, ma che i rapporti siano alterati dando ragione così delle disfunzioni. L'alfa-litico ha aumentato la congestione per quanto possa aver migliorato il deflusso urinario. Forse confonde lo spermiogramma con la spermiocoltura... la seconda poteva essere negativa, il primo era ed è improbabile che sia realmente a posto. L'ultimo controllo con quali esami è stato fatto? Non sembra con una ecografia doppler e il doppler magari mancava anche nella prima per cui è impossibile che abbia potuto valutare lo stato di congestione. Certo la sola valutazione digitale può essere utile ma non è in grado di discriminare il reale stato pelvico-prostatico. Improbabile che l'idiprost le dia soluzione ai problemi se non altro perché la serenoa contenuta ha azione anti-androgena ed inibisce la funzione prostatica e sessuale. Come vede ci sono molte ragioni per cui la sua sintomatologia sia persistente, così come la sua congestione infiammatoria e cercare di sostenere l'erezione con il telefil e simili non ha senso se non si risolvono stabilmente ed adeguatamente i problemi. Per fare ciò occorre che siano valutate le ragioni genitali (pelvico-prostatiche e testicolari) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno) così da attivare la adeguata strategia terapeutica.

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