Buongiorno, ho 36 anni e sono seguito da un urologo per prostatite. Inizialmente presentavo nicturia

Buongiorno, ho 36 anni e sono seguito da un urologo per prostatite. Inizialmente presentavo nicturia, sensazione di incompleto svuotamento con minzione in due tempi, saltuaria urgenza e disuria. Alla visita la prostata risultava piccola ma fortemente dolente alla digitopressione. Ho seguito la terapia prescritta dall’urologo con Bactrim, Permixon e Topster. Al successivo controllo avevo ottenuto un netto miglioramento, con benessere minzionale e prostata regolare e solo leggermente dolente. L’urologo mi ha quindi consigliato di proseguire periodicamente la terapia con Permixon. Mi è stato inoltre consigliato di valutare la circoncisione: riesco a retrarre il prepuzio e a scoprire il glande, anche se con una certa difficoltà; normalmente il glande rimane sempre coperto ed è molto sensibile quando viene scoperto, tanto che il contatto provoca fastidio e bruciore. In farmacia, al posto di Permixon, mi è stato proposto un integratore che contiene 320 mg di Serenoa repens, associata a licopene, zinco, selenio, vitamina E e altri componenti antiossidanti. Vorrei sapere se, pur contenendo la stessa quantità di Serenoa repens indicata per Permixon, questo integratore possa essere considerato equivalente oppure se esistano differenze importanti nel tipo e nella standardizzazione dell’estratto. Considerando il miglioramento ottenuto con la precedente terapia, è opportuno chiedere al mio urologo se continuare con Permixon anziché sostituirlo con l’integratore? Inoltre, i disturbi di prepuzio e glande descritti possono avere una relazione con problemi infiammatori urologici e rendere utile la circoncisione?

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