Buongiorno, ho 34 anni e il fastidio che ho da un paio di mesi è un leggero bruciore alla parte a
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Buongiorno,
ho 34 anni e il fastidio che ho da un paio di mesi è un leggero bruciore alla parte alta interna del pene dopo aver urinato e che dura per circa un'ora.
Tale leggero bruciore aumenta alla pressione, ma nulla di insopportabile. Inoltre si manifesta di più dopo le minzioni del pomeriggio/sera rispetto alla mattina.
Inizialmente, avevo scambiato tale fastidio per uno stimolo più frequente ad urinare, cosa che in effetti non è.
Nessun altro sintomo (no dolori, no minzioni notturne, no urgenze, no frequenza aumentata).
Nel frattempo ho eseguito tramite medico di base urinocultura negativa, esami del sangue nella norma ed ecografia basso addome senza rilievi.
Prima di andare dall'urologo mi sono reso conto che tale fastidio post-minzione si attenua parecchio se, facendo la doccia, ho cura di non far arrivare bagnoschiuma sul pene.
Mi sono quindi ricordato che proprio due mesi fa, lavandomi in doccia con bagnoschiuma generico, al contatto del pene col sapone avevo sentito un 'vero' bruciore al glande che si era ripetuto anche all'inizio e durante le successive minzioni.
Ho riportato tutto ciò all'urologo che, a seguito di visita completa e notando alcuni piccoli arrossamenti sul glande, mi ha diagnosticato lieve balanopostite.
Prostata invece 'consona per età'.
Quindi igiene con Balanil, integratore Juflus per 30 gg, Topster 10 gg e dieta.
Dopo 15 gg: sostanziale miglioramento (fastidio post-minzione di entità e durata inferiore) specie da quando ho cura di non far arrivare bagnoschiuma sul pene, compreso il Balanil stesso che mi provocava un po' di bruciore e che ho per il momento interrotto.
Non è però ancora del tutto passato sebbene migliori lentamente.
Da ultimo, e chiudo, un paio di giorni fa assumendo dell'acqua e bicarbonato come rimedio della nonna per una piccola indigestione mi sono reso conto che, alla prima minzione, tale fastidio era ancora minore se non quasi sparito!
Ora, prima di tornare dall'urologo, vi chiederei gentilmente un parere: è consistente l'ipotesi di balanopostite come reazione all'uso prolungato di bagnoschiuma e conseguente uretra irritata?
E' corretto pensare che la prostata sia estranea da tutto ciò?
Ammetto che online mi è capitato di leggere di infezioni da candida e similari come cause di uretrite: l'urinocultura avrebbe invece dovuto evidenziarle qualora presenti?
Vi ringrazio in anticipo.
ho 34 anni e il fastidio che ho da un paio di mesi è un leggero bruciore alla parte alta interna del pene dopo aver urinato e che dura per circa un'ora.
Tale leggero bruciore aumenta alla pressione, ma nulla di insopportabile. Inoltre si manifesta di più dopo le minzioni del pomeriggio/sera rispetto alla mattina.
Inizialmente, avevo scambiato tale fastidio per uno stimolo più frequente ad urinare, cosa che in effetti non è.
Nessun altro sintomo (no dolori, no minzioni notturne, no urgenze, no frequenza aumentata).
Nel frattempo ho eseguito tramite medico di base urinocultura negativa, esami del sangue nella norma ed ecografia basso addome senza rilievi.
Prima di andare dall'urologo mi sono reso conto che tale fastidio post-minzione si attenua parecchio se, facendo la doccia, ho cura di non far arrivare bagnoschiuma sul pene.
Mi sono quindi ricordato che proprio due mesi fa, lavandomi in doccia con bagnoschiuma generico, al contatto del pene col sapone avevo sentito un 'vero' bruciore al glande che si era ripetuto anche all'inizio e durante le successive minzioni.
Ho riportato tutto ciò all'urologo che, a seguito di visita completa e notando alcuni piccoli arrossamenti sul glande, mi ha diagnosticato lieve balanopostite.
Prostata invece 'consona per età'.
Quindi igiene con Balanil, integratore Juflus per 30 gg, Topster 10 gg e dieta.
Dopo 15 gg: sostanziale miglioramento (fastidio post-minzione di entità e durata inferiore) specie da quando ho cura di non far arrivare bagnoschiuma sul pene, compreso il Balanil stesso che mi provocava un po' di bruciore e che ho per il momento interrotto.
Non è però ancora del tutto passato sebbene migliori lentamente.
Da ultimo, e chiudo, un paio di giorni fa assumendo dell'acqua e bicarbonato come rimedio della nonna per una piccola indigestione mi sono reso conto che, alla prima minzione, tale fastidio era ancora minore se non quasi sparito!
Ora, prima di tornare dall'urologo, vi chiederei gentilmente un parere: è consistente l'ipotesi di balanopostite come reazione all'uso prolungato di bagnoschiuma e conseguente uretra irritata?
E' corretto pensare che la prostata sia estranea da tutto ciò?
Ammetto che online mi è capitato di leggere di infezioni da candida e similari come cause di uretrite: l'urinocultura avrebbe invece dovuto evidenziarle qualora presenti?
Vi ringrazio in anticipo.
E' altamente probabile che lei abbia una congestione infiammatoria pelvico-prostatica che non risolta ha alti e bassi. Poco o nulla centra il bagnoschiuma che se finisce su un'area irritata è ovvio che bruci o dia fastidio, così come il balanil o qualunque altro sapone: l'area irritata al glande è presumibilmente connessa ad un prepuzio che copre troppo e scorre male... forse lo stato è stato sottovalutato o minimizzato. L'urinocoltura negativa esclude infezione della via urinaria ma null'altro (per la prostata occorre la coltura del secreto prostatico estratto al meato) e i generici esami del sangue non sono in grado di dire granché. E' altrettanto possibile che la generica ecografia del basso addome non abbia valutato il reale stato della prostata, così come sostenere che è consona all'età. Peraltro prescrive il cortisone per una "lieve prostatite" è quantomeno inappropriato. Ovvio che qualunque prodotto decongestionante migliori il sintomo ma non risolve un problema che va meglio definito nelle sue ragioni genitali e, nel caso, generali. Cerchi u buon andrologo che riprenda in mano la situazione e esegua quanto serve per poi attivare la reale utile terapia.
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