Buongiorno, ho 31 anni. Premetto che lavoro 8 ore al giorno utilizzando il mouse. Qualche mese fa, a

1 risposte
Buongiorno, ho 31 anni. Premetto che lavoro 8 ore al giorno utilizzando il mouse. Qualche mese fa, a seguito di allenamento in palestra durante il quale ho eseguito trazioni alla sbarra (che ho sospeso proprio per il fastidio/ carico alle mani che mi provocano) mi si gonfio' la nocca del mignolo della mano dx (quella a metà dito) provocandomi dolore/ fastidio ma non ci detti peso. Poi il gonfiore/ rossore cessarono. Successe poi la stessa cosa con il dito indice sempre della mano dx e leggermente anche il pollice.
Pur non avendo gonfiore ora percepisco che se sbatto contro qualcosa con le nocche citate avverto fastidio. Giorni fa al lavoro cominciò a darmi fastidio di nuovo il mignolo, sensazione passata una volta finito di lavorare e dunque di usare il mouse. In generale però appunto mi è rimasta particolare sensibilità in queste nocche. Non ho rigidità mattutina, anzi la mattina non avverto proprio niente, lo avverto appunto se "sbatto" contro qualcosa. Non mi sembra proprio di aver problemi ulteriori, anzi mi alleno frequentemente senza difficoltà. Il problema è circoscritto alla mano dx, almeno per ora.
Devo dare per scontato di avere un esordio di artrite reumatoide oppure può trattarsi anche di qualcos'altro? E' solo l'artrite la possibile causa di questi sintomi? grazie mille (sono in attesa di visita dal medico di base, che avrò purtroppo a fine febbraio)
Aggiungo che non ho altri problemi, almeno per ora (a parte soffrire di ansia e ovaio policistico)
Dott.ssa Marta Maset
Reumatologo, Geriatra, Internista
Conegliano
Salve. Non è detto assolutamente che i suoi sintomi siano l'esordio di una artrite reumatoide. Anzi, il sospetto più facile è una forma iniziale di artrosi, dove NON c'è chiara infiammazione dell'articolazione, ma l'osso tende a deformarsi un po' e la cartilagine che sta tra le ossa si rovina. Può essere facilitato dal tipo di lavoro, ma anche esserci una predisposizione familiare, per esempio se la mamma o la nonna avevano sintomi simili. Seguire l'andamento nel tempo e completare con una ecografia articolare, oltre ovviamente ad alcuni esami del sangue, può aiutare ad indirizzare la diagnosi.

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