Buongiorno, Ho 29 anni appena compiuti e da maggio 2023 sto avvertendo diversi fastidi a livello ur

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Buongiorno,
Ho 29 anni appena compiuti e da maggio 2023 sto avvertendo diversi fastidi a livello urologico e sessuale. In particolare modo a maggio scorso iniziai con l’avvertire un peso e un fastidio al fianco sinistro e un bruciore a livello prostatico. Dopo ecografia e visita urologica mi venne diagnosticata prostatite mentre a livello renale nulla di rilevante. Dopo circa un mese di antibiotico e antinfiammatori la prostatite acuta sembrava passata, mentre ho continuato ad avvertire dolore al fianco almeno per altri 3 mesi. Tornato a visita ad agosto non sono state rilevate particolari problematiche e mi è stata prescritta solo una cura di mantenimento con peaprostil per due mesi. Da allora non ho mai più risolto del tutto le problematiche nel senso che continuo ad avere urine spesso schiumose. Ho fatto 4 volte esame urine in questo periodo e a parte emazie leggermente presenti e leucociti non ho mai avuto altri valori rilevanti, a detta dell’urologo. Fatto sta che da circa due mesi sono diventati più acuti sintomi come erezioni scarse e sicuramente nettamente più deboli e non appena faccio qualche sgarro a livello alimentare o bevendo alcool in quantità moderate avverto urine più torbide e ricche di schiuma in superficie, oltre a stanchezza e dolori muscolari . Ho paura a questo punto che possa esserci qualche problematica renale all’origine, anche se l’emocromo e l’ecografia addominale non evidenzia nulla, ma per il dolore e il fastidio che ho spesso al fianco sinistro. Unico valore in eccesso colesterolo, ma anche trigliceridi nella norma. Come devo procedere per risolvere questi problemi sessuali e urologici? Inoltre aggiungo che in tutti questi mesi il flusso di urina sembra meno forte, mentre le quantità di urine mi sembra si siano incrementate. Grazie a tutti per le risposte.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Diciamo che l'urologo ha eseguito ben poco per valutare il so quadro e si è precipitato a prescriverle antibiotici inutili in assenza di una dimostrata e significativa crescita batterica o della via urinaria o dell'area prostatica. Lei non ha mai avuto una prostatite acuta, ma semplicemente una accentuazione di una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica che trascinava evidentemente da tempo e che andava adeguatamente indagata nelle sue ragioni genitlai con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno) così da poter impostare la utile strategia terapeutica. Possibile che l'emocromo riveli in realtà uno stato infiammatorio latente, ma occorre calcolare i dovuti indici (NLR, PLR, SII) così come per il profilo lipidico (un colesterolo alto da solo non dice granché per quanto non sia un buon segnale metabolico-ossidativo che ha problemi vista la sua reattività alle variazioni alimentari). L'ecografia renale ha dei limiti che non possono essere oltrepassati e a fronte del suo dolore e della microematuria (certo può essere di origine prostatica) per cui diventa utile una urotac contrastografica. In tutto ciò la DE e forse una riduzione della capacità fertile sarebbero anche giustificate e da risolvere. Certo serve un ottimo andrologo che faccia tutto quanto sopra indicato e poi lo interpreti adeguatamente.

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