Buongiorno gentili Dottori, volevo porre la seguente domanda previa premessa. Ho 60 anni, maschio e
Buongiorno gentili Dottori, volevo porre la seguente domanda previa premessa. Ho 60 anni, maschio e mi è stata diagnosticata tramite apposito esame una forte osteoporosi causata da malassorbimento intestinale. Mi è stato prescritto il Prolia da fare ogni 6 mesi, oltre ad una terapia con Normix e vari fermenti lattici e probiotici per l’intestino poiché dal referto relativo all’intolleranza al lattulosio, era risultata una sovraccrescita di batteri.( lo ha definito “lavaggio intestinale”) Essendo angosciato da tutta questa situazione, ho cercato di documentarmi ed ho letto che il Prolia pur essendo un monoclonale di fatto ha gli stessi effetti collaterali dei bifosfonati ( mi terrorizza l’ipotesi della necrosi mandibolare ) ma anche il fatto che quando si interrompe l’assunzione, si torna “indietro” maggiormente rispetto a questi ultimi, che comunque avendo problemi di stomaco non riuscirei mai ad assumerli. Corrisponde a vero quanto sopra? Quindi una volta che si smettono le terapie ( perché leggevo che non si possono fare a vita ma per un massimo di 5 anni) si ritorna al punto di partenza? Grazie
1 risposta
Gent.mo, le informazioni sono vere; il denosumab è un ottimo farmaco per le ossa, ma per questo effetto detto "rebound" non va ritardata l'iniezione di Prolia allo scadere dei 6 mesi. Quando arriverà poi al termine del ciclo di terapia, il suo Endocrinologo o Endocrinologa le prescriverà molto probabilmente un bisfosfonato, come da normale prassi, proprio per evitare il noto effetto rebound.
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