Buongiorno dottori, vi racconto brevemente la mia storia. Sono una donna di 41 anni, normopeso,
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risposte
Buongiorno dottori,
vi racconto brevemente la mia storia.
Sono una donna di 41 anni, normopeso, non fumatrice.
Ad agosto 2022 ho partorito la mia bimba e qualche giorno prima del parto ho iniziato ad avere valori pressori oltre i 90/140, tant'è che mi hanno indotto il parto (possibile preclampsia).
Qualche giorno dopo il parto, i valori pressori sono nuovamente aumentati, e ho iniziato la terapia con labetalolo 2 volte al giorno.
In questo anno e mezzo ho provato più volte a ridurre il labetalolo, ma dopo qualche giorno di pressione ok, la minima tende a rialzarsi sopra 85/90 (massima ok).
Sono stata da 2 cardiologi, entrambi sostengono che il problema pressorio possa essere legato all'allattamento (allatto ancora 2 volte al giorno).
Proseguo quindi con la cura di labetalolo, con buon controllo pressorio, tranne qualche picco sporadico e nel frattempo cambio medico di base.
La nuova dottoressa mi prescrive il dosaggio delle catecolemine nel sangue e urine e i valori sono allarmanti:
Adrenalina plasmatica 35.6 (range 20 -190)
Noradrenalina plasmatica 3493 (70 - 480)
Dopamina plasmatica 777 (<30)
Metenefrina libera urina 24h 30.6 (<33.3)
Normetanefeina libera urine 24h 37.0 (<35.2)
Metoxitiramina libera urine 24h 39.8
Per questo motivo lei ipotizza un feocromocitoma e mi ha fatto impegnativa per eco addome urgente e visita endocrinologica (prenotata fra un mese).
Nel frattempo io sono molto preoccupata.
Com'è possibile che i valori siano così alti nel sangue, mentre sono quasi normali nelle urine?
Potrebbe trattarsi di altra patologia?
Vi ringrazio
vi racconto brevemente la mia storia.
Sono una donna di 41 anni, normopeso, non fumatrice.
Ad agosto 2022 ho partorito la mia bimba e qualche giorno prima del parto ho iniziato ad avere valori pressori oltre i 90/140, tant'è che mi hanno indotto il parto (possibile preclampsia).
Qualche giorno dopo il parto, i valori pressori sono nuovamente aumentati, e ho iniziato la terapia con labetalolo 2 volte al giorno.
In questo anno e mezzo ho provato più volte a ridurre il labetalolo, ma dopo qualche giorno di pressione ok, la minima tende a rialzarsi sopra 85/90 (massima ok).
Sono stata da 2 cardiologi, entrambi sostengono che il problema pressorio possa essere legato all'allattamento (allatto ancora 2 volte al giorno).
Proseguo quindi con la cura di labetalolo, con buon controllo pressorio, tranne qualche picco sporadico e nel frattempo cambio medico di base.
La nuova dottoressa mi prescrive il dosaggio delle catecolemine nel sangue e urine e i valori sono allarmanti:
Adrenalina plasmatica 35.6 (range 20 -190)
Noradrenalina plasmatica 3493 (70 - 480)
Dopamina plasmatica 777 (<30)
Metenefrina libera urina 24h 30.6 (<33.3)
Normetanefeina libera urine 24h 37.0 (<35.2)
Metoxitiramina libera urine 24h 39.8
Per questo motivo lei ipotizza un feocromocitoma e mi ha fatto impegnativa per eco addome urgente e visita endocrinologica (prenotata fra un mese).
Nel frattempo io sono molto preoccupata.
Com'è possibile che i valori siano così alti nel sangue, mentre sono quasi normali nelle urine?
Potrebbe trattarsi di altra patologia?
Vi ringrazio
L'esame di scelta per la diagnosi di feocromocitoma è il dosaggio delle metanefrine plasmatiche e/o urinarie delle 24 ore, poiché queste presentano una miglior accuratezza rispetto alle catecolamine.
Peraltro, bisogna ricordare che si tratta di esami che risentono di numerose interferenze farmacologiche (tra cui lo stesso labetalolo) e non farmacologiche. A titolo d'esempio, il dosaggio delle catecolamine e metanefrine plasmatiche è influenzato dalla posizione tenuta dal paziente durante il prelievo e andrebbe pertanto eseguito dopo aver mantenuto la posizione supina per circa 20-30 minuti. Al contrario, i valori di catecolamine e metanefrine urinarie possono essere influenzati da una raccolta delle urine delle 24 ore non adeguata.
Queste possibili interferenze devono essere attentamente considerate nell'interpretazione degli esami, dal momento che possono spesso portare a risultati falsamente positivi o negativi.
In base alle caratteristiche del paziente (età, sintomi, entità del rialzo delle catecolamine/metanefrine rispetto ai limiti di riferimento, etc.), in presenza di un valore aumentato, si può procedere a una nuova determinazione dei valori plasmatici e/o urinari, cercando di minimizzare le possibili interferenze, oppure passare ad esami di secondo livello (la TC o la RM addome con mezzo di contrasto sono a tal proposito generalmente da preferire all'ecografia, che in questo contesto presenta una bassa sensibilità diagnostica).
Peraltro, bisogna ricordare che si tratta di esami che risentono di numerose interferenze farmacologiche (tra cui lo stesso labetalolo) e non farmacologiche. A titolo d'esempio, il dosaggio delle catecolamine e metanefrine plasmatiche è influenzato dalla posizione tenuta dal paziente durante il prelievo e andrebbe pertanto eseguito dopo aver mantenuto la posizione supina per circa 20-30 minuti. Al contrario, i valori di catecolamine e metanefrine urinarie possono essere influenzati da una raccolta delle urine delle 24 ore non adeguata.
Queste possibili interferenze devono essere attentamente considerate nell'interpretazione degli esami, dal momento che possono spesso portare a risultati falsamente positivi o negativi.
In base alle caratteristiche del paziente (età, sintomi, entità del rialzo delle catecolamine/metanefrine rispetto ai limiti di riferimento, etc.), in presenza di un valore aumentato, si può procedere a una nuova determinazione dei valori plasmatici e/o urinari, cercando di minimizzare le possibili interferenze, oppure passare ad esami di secondo livello (la TC o la RM addome con mezzo di contrasto sono a tal proposito generalmente da preferire all'ecografia, che in questo contesto presenta una bassa sensibilità diagnostica).
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