Buongiorno dottori, sono una ragazza di 29 anni e da 6 anni sono in una relazione stabile. Pe
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Buongiorno dottori,
sono una ragazza di 29 anni e da 6 anni sono in una relazione stabile.
Per quanto riguarda la mia storia personale, ho sofferto di ansia fin da bambina, che si manifestava con frequenti episodi di vomito. Non ho mai trovato un supporto adeguato per questo problema, ma nel tempo ho imparato a gestirlo da sola. Sono cresciuta in una famiglia piuttosto rigida, con un forte senso del dovere e molta attenzione al giudizio degli altri.
Durante il periodo del Covid ho iniziato ad assumere una bassa dose di duloxetina per pensieri intrusivi e ossessivi, legati soprattutto al mio passato e a una forte gelosia verso il mio ragazzo. La mia famiglia non ha mai compreso questa mia difficoltà. In seguito ho intrapreso un percorso di psicoterapia grazie al quale sono riuscita a liberarmi sia dai pensieri ossessivi sia dalla gelosia.
Per quanto riguarda la sfera sessuale, nella mia famiglia il sesso è sempre stato un tabù. Ho tentato il mio primo rapporto intorno ai 19 anni, ma non sono riuscita ad avere penetrazione a causa del dolore intenso. Ho provato diverse terapie senza risultati evidenti, finché a 24 anni, con l’attuale compagno, sono finalmente riuscita ad avere penetrazione. All’inizio provavo attrazione, eccitazione, e riuscivo ad avere rapporti nonostante il dolore. Raggiungo l’orgasmo tramite stimolazione esterna.
La situazione attuale è la seguente: sto seguendo una terapia per il dolore (ipertono e vestibolodinia diagnosticati di recente), e in effetti qualcosa sta migliorando. Tuttavia ho ancora una grande sensibilità e non riesco a pensare all'atto sessuale come qualcosa di piacevole. Raggiungo l’orgasmo in modo pressochè "apatico", semplicemente senza dolore e con stimolazione esterna ma il piacere dura solo una frazione di secondo; subito dopo subentra fastidio e ipersensibilità al tatto. La ginecologa mi ha detto che i recettori del dolore risultano troppo attivi e che, da questo punto di vista, non ci siano interventi specifici da fare.
In questo momento non provo attrazione fisica verso il mio ragazzo, non ho desiderio sessuale né verso i rapporti né verso la masturbazione. Per il resto, la nostra relazione funziona bene.
Mi chiedo se questa mancanza di desiderio e attrazione possa essere legata al rapporto di coppia — come se da parte mia l’attrazione fosse svanita — oppure se possa dipendere da me e dalle mie caratteristiche personali, come la tendenza ossessiva, la rimuginazione e le paranoie .
Vi ringrazio.
sono una ragazza di 29 anni e da 6 anni sono in una relazione stabile.
Per quanto riguarda la mia storia personale, ho sofferto di ansia fin da bambina, che si manifestava con frequenti episodi di vomito. Non ho mai trovato un supporto adeguato per questo problema, ma nel tempo ho imparato a gestirlo da sola. Sono cresciuta in una famiglia piuttosto rigida, con un forte senso del dovere e molta attenzione al giudizio degli altri.
Durante il periodo del Covid ho iniziato ad assumere una bassa dose di duloxetina per pensieri intrusivi e ossessivi, legati soprattutto al mio passato e a una forte gelosia verso il mio ragazzo. La mia famiglia non ha mai compreso questa mia difficoltà. In seguito ho intrapreso un percorso di psicoterapia grazie al quale sono riuscita a liberarmi sia dai pensieri ossessivi sia dalla gelosia.
Per quanto riguarda la sfera sessuale, nella mia famiglia il sesso è sempre stato un tabù. Ho tentato il mio primo rapporto intorno ai 19 anni, ma non sono riuscita ad avere penetrazione a causa del dolore intenso. Ho provato diverse terapie senza risultati evidenti, finché a 24 anni, con l’attuale compagno, sono finalmente riuscita ad avere penetrazione. All’inizio provavo attrazione, eccitazione, e riuscivo ad avere rapporti nonostante il dolore. Raggiungo l’orgasmo tramite stimolazione esterna.
La situazione attuale è la seguente: sto seguendo una terapia per il dolore (ipertono e vestibolodinia diagnosticati di recente), e in effetti qualcosa sta migliorando. Tuttavia ho ancora una grande sensibilità e non riesco a pensare all'atto sessuale come qualcosa di piacevole. Raggiungo l’orgasmo in modo pressochè "apatico", semplicemente senza dolore e con stimolazione esterna ma il piacere dura solo una frazione di secondo; subito dopo subentra fastidio e ipersensibilità al tatto. La ginecologa mi ha detto che i recettori del dolore risultano troppo attivi e che, da questo punto di vista, non ci siano interventi specifici da fare.
In questo momento non provo attrazione fisica verso il mio ragazzo, non ho desiderio sessuale né verso i rapporti né verso la masturbazione. Per il resto, la nostra relazione funziona bene.
Mi chiedo se questa mancanza di desiderio e attrazione possa essere legata al rapporto di coppia — come se da parte mia l’attrazione fosse svanita — oppure se possa dipendere da me e dalle mie caratteristiche personali, come la tendenza ossessiva, la rimuginazione e le paranoie .
Vi ringrazio.
potrebbe anche essere ostacolata dal dolore provato, ho avuto altri casi simili, abbiamo risolta ampliando l'ingresso in vagina , se necessario, e rendendo la penetrazione più facilitata
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Grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la tua storia. Da quanto scrivi emerge un quadro complesso e delicato che coinvolge aspetti fisici, psicologici e relazionali. Il dolore persistente durante i rapporti può influenzare profondamente il desiderio sessuale. Se per anni il sesso è stato associato a dolore e disagio, è comprensibile che il desiderio si sia spento come forma di protezione del corpo e della mente. Non provare desiderio non significa necessariamente che l'amore o il legame siano finiti. Spesso, in relazioni durature ed affettivamente solide, il desiderio sessuale può affievolirsi anche per fattori esterni (stress, dolore, ansia) senza che il sentimento venga meno. Allo stesso tempo, però, è utile esplorare se ci siano dinamiche latenti nel legame che possano incidere sulla componente erotica. Forse oggi potrebbe essere utile una terapia sessuologica individuale o di coppia. La sessualità può essere riscoperta con gradualità se ci si dà il permesso di ascoltarsi davvero. Il tuo vissuto non è sbagliato.
Buongiorno — grazie per aver descritto la situazione con chiarezza. Riassumo brevemente le possibili cause e i passi concreti che si possono provare, senza essere prolissa.
Cause probabili (non esclusive, spesso sovrapposte)
Dolore persistente (vestibolodinia/algodinia) e ipertono del pavimento pelvico: possono mantenere dolore e ipersensibilità anche dopo miglioramenti iniziali; la terapia fisica del pavimento pelvico e tecniche locali spesso aiutano a ridurre spasmo e dolore. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Iperattivazione dei recettori del dolore / sensibilizzazione centrale: spiega perché anche stimoli che dovrebbero essere neutri risultano dolorosi o fastidiosi; richiede approcci multimodali (medico, fisio, psicologico). PMC
Effetti dei farmaci (duloxetina): gli antidepressivi SNRIs/SSRI possono ridurre desiderio, eccitamento e la capacità di raggiungere orgasmo; anche se la dose è bassa, è un elemento da considerare. Wiley Online Library+1
Fattori psicologici e relazionali: ansia cronica, rimuginio, tabù familiari sul sesso e la storia di gelosia/ossessioni possono ridurre l’attrazione, il piacere e favorire evitamento o risposta “apatico-difensiva” durante il contatto sessuale. PMC
Perché puoi provare orgasmo “apatico” ma non piacere duraturo
Il dolore e l’ipersensibilità possono interrompere la risposta emotiva e sensoriale positiva; inoltre, se il sistema nervoso è orientato a “difesa”, l’orgasmo può risultare fisicamente possibile ma senza il coinvolgimento affettivo o il senso di piacere sostenuto. Anche gli antidepressivi possono smorzare la componente emotiva del piacere. Wiley Online Library+1
Possibili interventi utili (approccio integrato, non sequenziale)
Rivalutazione farmacologica con il medico che ha prescritto la duloxetina per valutare se la dose o il farmaco possano influire sul desiderio e se è opportuno modificarlo. Wiley Online Library
Fisioterapia pelvica specializzata (rilassamento, biofeedback, dilatazione graduale, trigger point release) per ridurre l’ipertono e migliorare la tolleranza al contatto. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Terapia sessuale / psicoterapia focalizzata sulla sessualità (inclusa CBT o mindfulness-based therapy): per lavorare su ansia, rimuginio, tabù, paura del dolore e per re-imparare il piacere (es. esercizi di sensate focus, graduale esposizione senza penetrazione). PubMed+1
Intervento di coppia quando utile, per migliorare comunicazione, intimità non sessuale, e sostenere esercizi a casa. Cleveland Clinic
Relazione o “problema mio”?
Non è quasi mai solo l’uno o solo l’altro. Il dolore, i farmaci, le caratteristiche personali (ansia/ruminazione) e la dinamica di coppia interagiscono. È possibile che l’attrazione si sia attenuata per motivi legati al dolore e allo stress sessuale (quindi non necessariamente “colpa” della relazione), ma anche che aspetti personali (paure, attenzione al giudizio, rimuginio) mantengano o amplifichino il problema. Per questo il trattamento è multidisciplinare.
Cosa fare ora, in pratica (ordine suggerito ma flessibile)
Parlare con il medico che gestisce la duloxetina per una revisione farmacologica. Wiley Online Library
Iniziare/continuare percorso con fisioterapista pelvico esperto e con una sessuologa/psicoterapeuta specializzata in dolore genito-pelvico. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Integrare con tecniche di gestione dell’ansia (CBT, mindfulness) e con esercizi di coppia/sensate focus per ricostruire gradualmente piacere e intimità. OUP Academic+1
Capisco quanto tutto questo sia faticoso: l’ideale è un approccio multidisciplinare e personalizzato che affronti insieme dolore somatico, aspetti farmacologici, e fattori psicologici/relazionali. È consigliabile approfondire con uno specialista che possa valutare il quadro completo (ginecologo esperto in dolore vulvare, fisioterapista pelvico e una sessuologa/psicoterapeuta).
Con stima,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Cause probabili (non esclusive, spesso sovrapposte)
Dolore persistente (vestibolodinia/algodinia) e ipertono del pavimento pelvico: possono mantenere dolore e ipersensibilità anche dopo miglioramenti iniziali; la terapia fisica del pavimento pelvico e tecniche locali spesso aiutano a ridurre spasmo e dolore. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Iperattivazione dei recettori del dolore / sensibilizzazione centrale: spiega perché anche stimoli che dovrebbero essere neutri risultano dolorosi o fastidiosi; richiede approcci multimodali (medico, fisio, psicologico). PMC
Effetti dei farmaci (duloxetina): gli antidepressivi SNRIs/SSRI possono ridurre desiderio, eccitamento e la capacità di raggiungere orgasmo; anche se la dose è bassa, è un elemento da considerare. Wiley Online Library+1
Fattori psicologici e relazionali: ansia cronica, rimuginio, tabù familiari sul sesso e la storia di gelosia/ossessioni possono ridurre l’attrazione, il piacere e favorire evitamento o risposta “apatico-difensiva” durante il contatto sessuale. PMC
Perché puoi provare orgasmo “apatico” ma non piacere duraturo
Il dolore e l’ipersensibilità possono interrompere la risposta emotiva e sensoriale positiva; inoltre, se il sistema nervoso è orientato a “difesa”, l’orgasmo può risultare fisicamente possibile ma senza il coinvolgimento affettivo o il senso di piacere sostenuto. Anche gli antidepressivi possono smorzare la componente emotiva del piacere. Wiley Online Library+1
Possibili interventi utili (approccio integrato, non sequenziale)
Rivalutazione farmacologica con il medico che ha prescritto la duloxetina per valutare se la dose o il farmaco possano influire sul desiderio e se è opportuno modificarlo. Wiley Online Library
Fisioterapia pelvica specializzata (rilassamento, biofeedback, dilatazione graduale, trigger point release) per ridurre l’ipertono e migliorare la tolleranza al contatto. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Terapia sessuale / psicoterapia focalizzata sulla sessualità (inclusa CBT o mindfulness-based therapy): per lavorare su ansia, rimuginio, tabù, paura del dolore e per re-imparare il piacere (es. esercizi di sensate focus, graduale esposizione senza penetrazione). PubMed+1
Intervento di coppia quando utile, per migliorare comunicazione, intimità non sessuale, e sostenere esercizi a casa. Cleveland Clinic
Relazione o “problema mio”?
Non è quasi mai solo l’uno o solo l’altro. Il dolore, i farmaci, le caratteristiche personali (ansia/ruminazione) e la dinamica di coppia interagiscono. È possibile che l’attrazione si sia attenuata per motivi legati al dolore e allo stress sessuale (quindi non necessariamente “colpa” della relazione), ma anche che aspetti personali (paure, attenzione al giudizio, rimuginio) mantengano o amplifichino il problema. Per questo il trattamento è multidisciplinare.
Cosa fare ora, in pratica (ordine suggerito ma flessibile)
Parlare con il medico che gestisce la duloxetina per una revisione farmacologica. Wiley Online Library
Iniziare/continuare percorso con fisioterapista pelvico esperto e con una sessuologa/psicoterapeuta specializzata in dolore genito-pelvico. info.primarycare.hms.harvard.edu+1
Integrare con tecniche di gestione dell’ansia (CBT, mindfulness) e con esercizi di coppia/sensate focus per ricostruire gradualmente piacere e intimità. OUP Academic+1
Capisco quanto tutto questo sia faticoso: l’ideale è un approccio multidisciplinare e personalizzato che affronti insieme dolore somatico, aspetti farmacologici, e fattori psicologici/relazionali. È consigliabile approfondire con uno specialista che possa valutare il quadro completo (ginecologo esperto in dolore vulvare, fisioterapista pelvico e una sessuologa/psicoterapeuta).
Con stima,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
La situazione che descrive è complessa e merita attenzione, ma non è rara. Il desiderio sessuale femminile è influenzato da molti fattori: biologici, psicologici e relazionali. Dolore cronico, come quello legato a vestibolodinia e ipertono pelvico, può spegnere il desiderio perché il corpo associa l’intimità alla sofferenza, creando un circolo difficile da interrompere. A questo si aggiungono aspetti emotivi: ansia, pensieri ossessivi, educazione rigida e tabù sul sesso possono condizionare profondamente la percezione del piacere e la capacità di lasciarsi andare.
Non è detto che la mancanza di attrazione dipenda solo dal rapporto di coppia: spesso è il risultato di fattori personali, come stress, esperienze passate e difficoltà a connettersi con il proprio corpo. In altre parole, non è un “difetto” né una colpa, ma una reazione naturale a condizioni che hanno inciso sulla sua storia e sul suo benessere sessuale.
Il fatto che la relazione funzioni bene è un punto di forza. In questi casi, può essere utile continuare la terapia per il dolore e affiancare un percorso psicologico mirato alla sessualità, che aiuti a ricostruire il legame con il piacere senza pressioni. Alcune donne trovano beneficio nella mindfulness applicata alla sessualità: non è una soluzione immediata, ma un modo per riscoprire il corpo e le sensazioni senza giudizio, riportando l’attenzione al presente e riducendo la ruminazione mentale.
Non è sola in questa esperienza, e parlarne è già un passo importante. Con il giusto supporto, è possibile ritrovare un equilibrio e una forma di intimità che non sia legata solo alla penetrazione, ma al piacere e alla connessione emotiva.
Non è detto che la mancanza di attrazione dipenda solo dal rapporto di coppia: spesso è il risultato di fattori personali, come stress, esperienze passate e difficoltà a connettersi con il proprio corpo. In altre parole, non è un “difetto” né una colpa, ma una reazione naturale a condizioni che hanno inciso sulla sua storia e sul suo benessere sessuale.
Il fatto che la relazione funzioni bene è un punto di forza. In questi casi, può essere utile continuare la terapia per il dolore e affiancare un percorso psicologico mirato alla sessualità, che aiuti a ricostruire il legame con il piacere senza pressioni. Alcune donne trovano beneficio nella mindfulness applicata alla sessualità: non è una soluzione immediata, ma un modo per riscoprire il corpo e le sensazioni senza giudizio, riportando l’attenzione al presente e riducendo la ruminazione mentale.
Non è sola in questa esperienza, e parlarne è già un passo importante. Con il giusto supporto, è possibile ritrovare un equilibrio e una forma di intimità che non sia legata solo alla penetrazione, ma al piacere e alla connessione emotiva.
Per quanto riguarda il dolore alla penetrazione sicuramente dipende dalla difficoltà a lasciarsi andare e quindi ad essere rilassata durante il rapporto . Tuttavia non è vero che non c'è niente da fare perché attraverso tecniche di rilassamento abbinato a psicoterapia ho ottenuto sempre ottimi risultati con i miei pazienti. Per quanto poi il rapporto con il suo ragazzo c'è da indagare quanto sia ancora forte o la relazione ha qualche difficoltà. La saluto e se ha bisogno ci sono. Dott. Lina Isardi
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