Buongiorno dottori, ho lasciato da poco il mio moroso perché non si fidava di me e non si confidava.

Buongiorno dottori, ho lasciato da poco il mio moroso perché non si fidava di me e non si confidava. Certo, se stavamo insieme, un minimo do confidenza lo avevamo! Eppure non mi è bastato per costruire una relazione stabile di coppia e una famiglia. Gli chiedevo della sua giornata e mi raccontava poco. Ma il problema stava nel discutere su scelte comuni, tipo la casa, banalmente appartamento o casa singola, vasca o doccia... lui mi ha detto che avrebbe voluto vivere nella casa che suo padre aveva costruito per loro due fratelli. Ma se poi volevo scendere nei particolari, nel pratico, lui si chiudeva a riccio e mi accusava di metterlo contro suo padre o di ferirlo. Quindi stavo zitta. Oppure, se dicevo o facevo qualcosa di sbagliato, che non piaceva a chi incontravamo, lui non me lo faceva notare subito, ma dopo qualche ora e questo mi faceva arrabbiare perché sembrava che non desse dignità, né a me, né a sé e nemmeno alla terza parte. Ho continuato a dargli opportunità ma lui campava sempre scuse o non capiva cosa volessi da lui. Adesso che ho chiuso definitivamente, lui dice di aver capito e abbozza delle confidenze. Gli ho ribadito il no contatto e di imparare a confidarsi prima con gli altri e poi forse potrà provare con me. So che non smetterà di provarci con me. Come misuro la sua capacità di confidarsi? Che non sia solo un modo per accalappiarmi. Ho già individuato in queste piccole prove che non mi dice ancora tutto: mi svela alcune considerazioni sul lavoro e se cerco di esporli altri punti di vista, mi fa intendere che ci ha già pensato ma non me lo ha riferito. Quindi ancora nasconde. Grazie a chi mi darà una mano

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