Buongiorno dottori, ho già scritto una volta in merito al mio problema e ora riassumo il tutto, vi

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Buongiorno dottori,
ho già scritto una volta in merito al mio problema e ora riassumo il tutto, vi aggiorno e vi chiedo alcune cose. Avevo una cisti sebacea da circa 4 anni e mezzo nella schiena che non mi aveva dato mai nessun problema. A fine agosto inizia a farmi male e il medico di famiglia mi da una crema a base antibiotico/cortisonica da mettere per 10/15 giorni ma, anziché vedere miglioramenti, la cisti aumenta di dimensioni e diventa molto dolente e brucia tanto anche al sfiorare dei vestiti. Cosi vado dal chirurgo il quale, dopo una ramanzina per essere venuto cosi tardi (cisti era diventata sui 5 cm), mi incide il giorno dopo la cisti e inserisce lo zaffo (23 settembre). Per 5 settimane vado ogni 2 giorni per sostituire zaffo e fare medicazione e poi altre 2 settimane la medicazione consiste nella solo applicazione del betadine. Alla fine martedi scorso (16 novembre), dopo quasi 2 mesi dall'incisione, il dottore toglie tutto e dice di vederci tra un mesetto per programmare asportazione, a meno che non noto qualcosa prima.
Dopo aver tolto la medicazione posso ovviamente poggiare la schiena finalmente, ma il contatto con i vestiti mi provoca ancora una certa sensibilità in quella zona, un leggero bruciore diciamo. Può essere dovuto ai 2 mesi di continui cerotti che mi hanno irritato quella zona?
Inoltre se passo con il dito vedo che nella zona dove era gonfia, la pelle oggi è sgonfia, anzi sembra anche più rientrata rispetto alla pelle circostante e poi vi è una zona un po' più in rilievo, che penso sia la capsula della cisti (metà semicirconferenza), perché corrisponde col segno della cisti visibile. E' normale questa cosa? Diciamo vi è una zona in rilievo che corrisponde con lo scheletro della cisti, poi il cerchio interno è sgonfio e altra semicirconferenza cisti non è in rilievo ( il dottore mi disse che era venuta via un pezzo durante il drenaggio). Può essere dovuto a quello?
Grazie per la vostra pazienza e professionalità.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Premesso che forse sarebbe stato meglio rimuovere l'intera ciste, per quanto nel farlo avrebbe potuto rompersi e quindi portare poi a quanto è stato fatto, il trauma locale del drenaggio e delle medicazioni ha generato la reazione infiammatoria che è ancora in corso e sino a quando non verrà rimossa la capsula della ciste e pulita per bene l'area interessata, proseguirà dando qualche fastidio. Ora bisognerà vedere come il chirurgo procederà, ma certo ci vorrà ancora del tempo.

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