Buongiorno dottore volevo un suo consulto per quando riguarda la mia situazione. Ho fatto l interven
Buongiorno dottore volevo un suo consulto per quando riguarda la mia situazione. Ho fatto l intervento di artrodesi lombare l5 s1 5 mesi fa, ma ho ancora dolori cronici lombosacrale e ogni tanto nella gamba e nell anca sinistra, Ogni qual volta che sto all'impiedi o seduta e mi da sollievo quando mi sdraio. I dolori non sono cambiati, piuttosto sono aumentati. Ho fatto risonanza standard ma negativa. Analisi al sangue, del ves pcr e sono alti. Anca ana fattore reumatoide negativi. Ho preso farmaci antidolorici, antinfiammatori e cortisone ma nessun miglioramento. Al tatto quando tocco dei punti vicinissimo le ferite mi fanno malissimo come se bruciassero. Cosa può essere successo? Il dottore neurochirurgo mi ha mandato dal dottore della terapia del dolore e mi ha detto che può provare con delle infiltrazioni nelle articolazione sacroiliache per vedere se c'è l'infiammazione li. Ma non è sicuro! Lei cosa ne pensa?
2 risposte
uongiorno signora, comprendo la sua frustrazione. Il quadro che descrive rientra spesso nella Sindrome da Fallimento Chirurgico Spinale (FBSS), un'evenienza clinica non rara dopo un'artrodesi L5-S1. La Risonanza Magnetica standard purtroppo fatica a rilevare l'infiammazione delle terminazioni nervose inglobate nella cicatrice chirurgica, che è spesso la causa del forte "bruciore" al tatto e che giustifica i suoi indici infiammatori alterati (VES e PCR). Inoltre, avendo bloccato il movimento tra L5 e S1, le articolazioni sacroiliache si trovano a sopportare un carico meccanico anomalo, infiammandosi (ecco perché il dolore aumenta quando sta in piedi o seduta). L'intuizione del collega di indagare l'articolazione sacroiliaca è molto valida. In questi casi il protocollo d'elezione prevede un "blocco diagnostico": un'infiltrazione di precisione eseguita rigorosamente sotto guida ecografica o radioscopica. Tuttavia, prima di procedere con qualsiasi terapia interventistica, è indispensabile un inquadramento clinico accurato e la visione diretta delle immagini del CD della Risonanza Magnetica (il solo referto cartaceo non è mai sufficiente). Le consiglio di consultare uno specialista in neurochirurgia e terapia del dolore interventistica per programmare questo percorso in sicurezza. Un cordiale saluto
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Questa combinazione di dati merita una risposta molto diretta, perché la triade che descrive deve far escludere con priorità una complicanza infettiva post-chirurgica (infezione profonda del sito operatorio, spondilodiscite iatrogena o infezione dell'impianto). Questa è la diagnosi differenziale più critica in un paziente con artrodesi recente e indici infiammatori elevati. Non è una certezza, ma è un'ipotesi che non può essere gestita in ambulatorio con terapia del dolore. Il fatto che la RM standard risulti "negativa" non esclude questa possibilità: le infezioni profonde degli impianti metallici sono notoriamente difficili da rilevare con la RM convenzionale a causa degli artefatti metallici. Il neurochirurgo che ha proposto le infiltrazioni sacroiliache sta lavorando su un'ipotesi alternativa plausibile, ma prima di procedere è indispensabile escludere l'infezione. Torni dal neurochirurgo operatore con il referto degli esami del sangue e segnali esplicitamente i valori di VES e PCR: queste informazioni cambiano l'ordine delle priorità diagnostiche.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
