Buongiorno Dottore, Sono una ragazza di 25 anni e soffro da un anno di cistiti post-coitali ricorre

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Buongiorno Dottore,
Sono una ragazza di 25 anni e soffro da un anno di cistiti post-coitali ricorrenti curate con antibiotici (Augumentin, Ciproxin, Monuril). Mi sono rivolta alla mia ginecologa che mi ha prescritto diversi integratori (Cistiflux, D-Mannoro, Lactoflorene cist), e cure locali (ovuli vaginali, Meclon Hydra). Inoltre assumo periodicamente fermenti lattici e integratori per le difese immunitarie, utilizzo prodotti specifici per l’igiene intima e bevo circa 2 litri e mezzo di acqua al giorno. Nonostante ciò a continuo ad avere episodi acuti di cistiti emorragiche a seguito dei rapporti (avendo una relazione a distanza questi si ripetono per circa una settimana ogni 20 giorni). Ho eseguito due urinocolture ma entrambe risultate sterili in quanto eseguite o a seguito della cura antibiotica (dopo 20 giorni) o con modalità scorrette, data la mia impossibilità a trattenere l’urina per il tempo necessario. Vorrei chiedere come sarebbe possibile individuare l’antibiotico corretto data l’impossibilità di eseguire un’urinocoltura adeguata (purtroppo, nonostante gli sforzi, a circa 30 min da una minzione insorge “un’incontinenza” che non mi permette in alcun modo di raccogliere le urine adatte). Vorrei precisare che successivamente all’assunzione dell’antibiotico i sintomi si alleviano sensibilmente nel giro di qualche ora fino a scomparire in circa 24-36 ore. La ringrazio molto per la sua attenzione.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Prima di tutto è necessario sottolineare che non è detto che il problema abbia origine batterica e quindi non è detto che ci si debba riempire di antibiotici vari: il farlo espone solo a produrre resistenze, tossicità farmacologica e alterazione del microbiota urinario e intestinale e con conseguente indebolimento del sistema immunitario locale e generale. Vanno attentamente valutate le ragioni infiammatorie che, considerato producano anche emorragie (spero solo microematurie: ma siamo sicuri che provengano dalla via urinaria?), possono avere anche ragioni generali importanti. L'eccesso di uso di integratori vari rischia nel medio-lungo periodo, se non motivati da carenze reali, di ottenere l'effetto opposto a quello atteso. Occorre pertanto in primo luogo valutare lo stato vescicale (quello genitale immagino sia già stato attentamente valutato dal ginecoloco) e della intera via urinaria e subito dopo agire con gli esami più generali (metabolismo, ossidazione, immunità, nutrizione, ecc.).

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