Buongiorno , con la presente inoltro RMN recente per consulenza il paziente ora è ricoverato presso

Buongiorno , con la presente inoltro RMN recente per consulenza il paziente ora è ricoverato presso struttura riabilitativa. Controllo in paziente con Mielopatia post-traumatica del 04.04.2022 L'esame conferma la presenza di un'area di alterato segnale endomidollare , caratterizzata da una iperintensità nelle sequenze T2 pesate e da una ipointensità nelle sequenze T1 dipendenti, posta all'altezza del disco intervertebrale compreso fra C3-C4 con estensione longitudinale di circa 8 mm, che pertanto risulta lievemente ridotta rispetto al controllo precedente effettuato in data 15.05.2022. A questo livello è presente una protrusione di materiale discale ad ampio raggio responsabile di una amputazione dello spazio subaracnoideo e di una impronta sul profilo midollare , oltre che di un restringimento dei recessi radicolari bilateralmente. Allo stesso livello il canale vertebrale risulta ristretto posteriormente per fenomeni di ipertrofia su base degenerativa dei massicci articolari e dei legamenti gialli responsabili di un impronta posteriore sulla superficie midollare. Anche a livello di C5-C6 è presente protrusione di materiale discale ad ampio raggio responsabile di un impronta posteriore sullo spazio subaracnoideo e di un restringimento dei recessi radicolari bilateralmente . A livello di C4 - C5 e C6 C7 sono presenti piu' modeste protrusioni posteriori di materiale discale ad ampio raggio in sede mediana responsabili di una impronta sullo spazio subaracnoideo. I diametri del canale vertebrale sono di tipo stretto sia su base congenita sia su base degenerativa .

1 risposta


Buongiorno, premesso che, a distanza di tempo, un intervento neurochirurgico su un danno midollare ormai instaurato, anche effettuando una buona decompressione, non è in grado di dare soddisfacenti risultati clinici, un caso come questo necessita della visione diretta dell’immagine di risonanza magnetica e necessita di una ottima valutazione clinica per determinare il grado di compromissione neurologica. Soltanto dal raffronto di questi due parametri è possibile dare delle indicazioni che non siano generiche o futili, anche soltanto sulla prognosi del paziente.

Dr. Mario Fusco

Dr. Mario Fusco

neurochirurgo

Seriate

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