Buongiorno cari dottori. Da circa 20 giorni a questa parte al minimo sforzo (due rampe di scale, un
Buongiorno cari dottori. Da circa 20 giorni a questa parte al minimo sforzo (due rampe di scale, una lieve salita, l'inizio di una lezione di step in palestra) sento delle irregolarità del battito che potrei assimilare a delle extrasistole: un tuffo al petto, la sensazione di battito irregolare appena la frequenza aumenta per lo sforzo. Le ho avute sporadicamente in passato, ho effettuato un holter che ne aveva registrate un'ottantina in 48 ore sopraventricolari, con rare coppie (7), però tutte o quasi a riposo. La cosa che mi preoccupa allo stato attuale è che appena faccio le scale o gli sforzi che accennavo prima le avverto. Sono più pericolose quando si attivano sotto sforzo? Preciso che non fumo, non pratico attività sportiva costante, ma non ho neppure una vita sedentaria, non bevo alcolici, neppure caffè. So che la presenza di extrasistoli saltuarie non è un segnale di allarme, ma mi preoccupa la loro insorgenza sotto il minimo sforzo. Le ultime analisi del sangue rilevavano una carenza di vitamina D, mentre il ferro era nei limiti, seppur basso. In questi giorni ho effettuato una prova da sforzo, il cui esito è stato confortante per assenza di aritmie complesse, però alla frequenza di 155 battiti ho avuto episodi di extrasistole sopraventricolari isolate, il tracciato ne riporta 3 o poco più. Il dottore, raggiunta la frequenza di 158 battiti, nonostante non fosse il massimale rispetto alla mia età, ha detto che avrei potuto rallentare. Il recupero è stato buono, senza extrasistole. Ho anche effettuato un nuovo ecocardiogramma e risulta tutto nella norma. Tuttavia, nei giorni successivi, ci sono stati dei pomeriggi in cui, soltanto camminando, sentivo continui vuoti nel petto: tonfi, pause e battiti alterati. A riposo non le percepisco o quasi. Neppure di notte. Vi ringrazio se vorrete darmi un'altra opinione che possa aiutarmi a capire meglio la situazione: mi fido del parere del dottore, però devo dirvi che questa situazione di attivazione al minimo “sforzo” (se così si può chiamare camminare o salire le scale) mi preoccupa un pochino. Non sono mai stata una sportiva, tuttavia cammino, faccio escursioni in montagna, durante i viaggi e le vacanze mi capita di fare trekking con dislivelli medi e non ho mai avvertito questo genere di sintomo. Solo una tachicardia da cuore poco allenato, ma senza irregolarità nel battito. Un caro saluto.
1 risposta
Buongiorno, capisco la Sua preoccupazione, soprattutto perché la percezione delle extrasistoli durante lo sforzo tende spontaneamente a spaventare di più rispetto a quelle a riposo. La prima cosa importante, però, è che gli esami che ha eseguito sono molto rassicuranti: ecocardiogramma normale, prova da sforzo senza aritmie complesse né segni di ischemia, recupero corretto e presenza soltanto di poche extrasistoli sopraventricolari isolate a frequenze elevate. In un cuore strutturalmente sano, questo tipo di extrasistolia è generalmente considerato benigno. È vero che le extrasistoli “da sforzo” meritano sempre un po’ più di attenzione rispetto a quelle esclusivamente a riposo, ma nel Suo caso il dato fondamentale è che: sono sopraventricolari e non ventricolari complesse compaiono in numero molto limitato non aumentano nel recupero non si associano a sintomi importanti come sincope o dolore toracico il test da sforzo è stato considerato rassicurante dal cardiologo Molto probabilmente sta vivendo una fase di aumentata sensibilità del sistema neurovegetativo, in cui il cuore reagisce in modo più “percettibile” all’aumento della frequenza cardiaca. Quando si è più attenti al battito, anche minime irregolarità fisiologiche vengono avvertite molto di più, soprattutto all’inizio dello sforzo, momento in cui il sistema adrenergico si attiva rapidamente. Anche il fatto che le extrasistoli siano quasi assenti a riposo e durante la notte è un elemento tranquillizzante. Se ci fosse una patologia aritmica significativa, spesso il comportamento sarebbe diverso. La carenza di vitamina D e un ferro borderline possono contribuire indirettamente a una maggiore stanchezza muscolare e neurovegetativa, ma non spiegano da soli il quadro. In questi casi è importante anche valutare sonno, stress, alimentazione e livello di allenamento reale: talvolta, dopo periodi di minore attività o maggiore tensione, il cuore “si fa sentire” di più durante gli sforzi abituali. Il fatto che in passato facesse trekking e attività senza problemi e che ora percepisca maggiormente il battito non significa necessariamente che il cuore sia cambiato, ma più probabilmente che sia cambiata la soglia di percezione del sintomo. Alla luce degli esami già eseguiti, non sembrano emergere segnali di pericolosità. Piuttosto, può essere utile lavorare su una ripresa graduale e costante dell’attività aerobica, sull’equilibrio nutrizionale (ferro, vitamina D, idratazione) e sulla riduzione dello stato di allerta verso il battito. Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.
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