Buongiorno a tutti, Sono un ragazzo di 28 anni. Da anni presento condizione di varicocele, inizialm

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Buongiorno a tutti,
Sono un ragazzo di 28 anni. Da anni presento condizione di varicocele, inizialmente solo a sinistra (operato tramite legatura della vena spermatica ma mi causa ancora problemi) e da alcuni anni anche a destra. Mi sono rivolto ad un urologo che ha provveduto a fare una ecocolordoppler scrotale e ha diagnosticato varicocele di terzo grado sia a sinistra che a destra. In effetti l'intervento chirurgico non è stato un successo e dopo nemmeno un anno ho ripreso a sentire i fastidi. Seguendo il consiglio dell'urologo ho prenotato con il SSN una visita di radiologia interventistica per trattare il problema con scleroembolizzazione, visto che la legatura della vena non mi ha risolto definitivamente. Inoltre, ultimamente, soprattutto a destra comincio a notare gonfiore, grumi venosi visibili, iperalgesia e sensazione di strizzamento del testicolo, come se fosse legato o costretto, il che mi causa dei fastidi talvolta insopportabili e arriva a tal punto da non farmi nemmeno dormire la notte in nessuna posizione. Il tutto, dopo i rapporti sessuali si amplifica con ripercussioni psicologiche abbastanza pesanti. Ma la cosa strana è che quando il radiologo ha fatto l'esame non è apparso nessun varicocele, nonostante abbia tutti i sintomi e mi ha mandato a casa dicendomi che potrebbe essere un problema di altro tipo, ma senza darmi risposta. Ora tornerò da un altro urologo per capire come fare a risolvere, ma la cosa per me è insopportabile. Con SSN a Roma il tempo di attesa per una visita dal radiologo interventista è di almeno 6 mesi se va bene, in privato invece tra visita e intervento mi partirebbero migliaia di euro. Sinceramente, non so che fare e la cosa mi sconforta parecchio. Grazie a chi sa darmi un consiglio su come procedere perchè non so più che fare.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Intanto a sx, se hanno legato la vena spermatica è ovvio che non sia stato visibile nulla... il contrasto non può raggiungere la rete inguino-scrotale e se la recidiva è data dalle collaterali pelvico-inguinali occorre ben altro tipo di valutazione. Non è chiaro se il radiologo poi abbia immesso il contrasto nella vena spermatica e se lo ha fatto può anche essere che l'obliquità di tale vena abbia ridotto l'effetto dando un falso esito negativo. Occorre poi vedere la ecografia doppler pelvico-prostatica associata alla testicolare in quanto è possibile che il varicocele bilaterale sia dato da una forte congestione infiammatoria pelvico-prostatica che dà luogo al sovraccarico e ai reflussi senza interessare le due vene spermatiche principali. Poi occorre valutare lo spermiogramma senza minimizzazioni. Fatte le ecografie e lo spermiogramma con molta attenzione, si potrà decidere se intervenire per via subinguinale bilaterale, sede in cui si può associare, se necessaria una flebografia locale per legare tutte le collaterali refluenti. Certamente ci sarà poi da definire lo stato pelvico-prostatico e le sue ragioni per attivare la adeguata strategia terapeutica. Purtroppo fare tutto ciò rapidamente, prima che si inneschino danno irreversibili, richiede un ottimo andrologo che gestisca il tutto... con il SSN la vedo decisamente dura, ma non impossibile.

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