Buongiorno, a seguito di intervento di colectomia sub totale per megacolon eseguito in luglio 2024,

Buongiorno, a seguito di intervento di colectomia sub totale per megacolon eseguito in luglio 2024, ho avuto aderenze in ottobre 2024, purtroppo i punti hanno ceduto e sono finita in rianimazione in coma farmacologico per 4 mesi per perforazione intestinale e shoch settico: Ci sono voluti mesi per richiudere il mio intestino (i punti cedevano sempre). Mi è stata applicata in emergenza una ileostomia ad alta portata (altezza del digiuno) che si infiamma spesso , provocando molto disagio e dolore. A seguito dell'intestino corto faccio 12 ore di parenterale. da un po' di tempo mi succede che ho lo stimolo a defecare naturalmente ed escono feci liquide. Io ho asportato 90 cm di colon, il resto è congelato mi e' stato detto. Posso sperare in una ricanalizzazione o devo mettermi il cuore in pace? Grazie

2 risposte


Purtroppo non è possibile darle indicazioni di merito in questa sede senza verificare il suo stato complessivo e lo stato attuale del suo apparato digerente che non sembra essere messo bene. Deve discutere per bene la questione con l'internista e il gastorenterologo che, suppongo la seguano, per poter verificare lo stato delle cose e le reali prospettive, senza nessun frauntndimento e senza nascondersi nulla.

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buongiorno. La sua è una situazione chirurgica molto complessa e, senza conoscere esattamente la lunghezza e l'anatomia dell'intestino residuo, non è possibile dirle se una ricanalizzazione sia tecnicamente realizzabile. Tuttavia, non è detto che debba necessariamente “mettersi il cuore in pace”. Nei pazienti con intestino corto, quando esiste un tratto intestinale distale e/o colon escluso ancora utilizzabile, la possibilità di ripristinare la continuità intestinale deve essere valutata attentamente. Le linee guida ESPEN raccomandano, quando tecnicamente possibile, di considerare il recupero dell'intestino escluso e la ricostruzione della continuità, anche con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalla nutrizione parenterale. Lo stimolo a defecare e la fuoriuscita di materiale liquido dall'ano non significano necessariamente che le feci stiano “passando” dalla stomia: il colon e il retto esclusi possono continuare a produrre muco e dare stimolo evacuativo. Nel suo caso ritengo fondamentale una valutazione presso un centro altamente specializzato in insufficienza intestinale e sindrome dell'intestino corto, con un chirurgo esperto di ricostruzioni intestinali complesse e un team di nutrizione clinica. Sarebbe necessario studiare attentamente i precedenti verbali operatori e definire, con esami radiologici mirati, quanti centimetri di tenue residuo siano presenti, quale tratto sia escluso e quanto colon sia ancora utilizzabile. Solo dopo questa ricostruzione anatomica si può rispondere seriamente alla domanda sulla ricanalizzazione. Considerata la sua storia, credo che valga assolutamente la pena richiedere una valutazione specialistica di secondo livello. Cordiali saluti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.