Buonasera tutti gentili psicologi.. ultimamente ho il forte sospetto di avere un disturbo di persona

Buonasera tutti gentili psicologi.. ultimamente ho il forte sospetto di avere un disturbo di personalità narcisistico del tipo covert, sto pensando di rivolgermi a un terapeuta per chiedere un aiuto perché ho il sentore che nella mia vita troppe cose non funzionano e tutto questo va avanti dall’adolescenza o forse anche prima. Da sempre mi sento diverso, strano, mancante di qualcosa e percepisco un profondo vuoto affettivo, una grande solitudine e un’incapacità di fare chiarezza su me stesso.. non sto bene da sempre in mezzo alle persone, sento che c’è qualcosa che non va, mi sento inferiore, privo di interessi e argomenti, non riesco a star bene con me stesso e di conseguenza con gli altri. Da anni mi sono isolato e conduco una vita eremitica, ho solo 30 anni e ho paura che le cose non cambino mai perché effettivamente non voglio, creo distanza tra me e gli altri, freddezza, non riesco ad entrare in profondità con le persone, a conoscerle e farmi conoscere, sono sempre sulla difensiva, ho paura di continui attacchi alla mia persona, ho paura di essere umiliato, giudicato, deriso e offeso, scartato, spesso sento di non riuscire ad essere interessato genuinamente a ciò che gli altri dicono, alle loro vite, mi sento apatico e spesso depresso.. non riesco a coltivare sogni e ambizioni perché non so chi sono, non so cosa mi piace, tutto quello che faccio lo faccio in modo meccanico, ho soltanto per mantenere un immagine positiva agli occhi degli altri, ho lasciato l’università e adesso lavoro e anche sul lavoro sto riscontrando diverse difficoltà.. ho un approccio suoerficiale alla vita, vivo alla giornata, non programmo il mio futuro, non c’è nulla che mi interessi.. anni fa ho tagliato i ponti con le uniche persone che frequentavo perché ho notato nei miei confronti degli atteggiamenti di falsità e cattiveria, ho sempre subito nella vita..

25 risposte


Salve, credo che l'idea di intraprendere una psicoterapia le possa essere di aiuto, per comprendere le origini e far fronte al disagio che descrive. Rimango disponibile. Bicchi

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Buongiorno, vista la delicatezza della situazione e la sofferenza riportata a differenti livelli le consiglio di intraprendere un percorso psicologico. Rimango a disposizione per dei colloqui online

Dr. Michele Arnaboldi

Dr. Michele Arnaboldi

psicologo

Bovisio Masciago

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Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico connesso alla genesi della sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Buongiorno, sono d’accordo con i colleghi. Le sue parole riportano una profonda sofferenza. Le suggerisco un buon percorso di psicoterapia. Cordiali saluti


Buongiorno, noto in lei una consapevolezza dei propri meccanismi e dinamiche ricorrenti, vuol dire che da tempo ha notato qualcosa che non funziona e ci ha riflettuto con attenzione. Un percorso psicologico sicuramente potrebbe aiutare a mettere insieme i tasselli e avere nuove consapevolezze su cui basare un lavoro di miglioramento per il proprio benessere Rimango a disposizione Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi


Salve, non pensi alla diagnosi che si è attribuito, piuttosto si concentri a scegliere un terapeuta che possa aiutarla. Penso davvero che sia il momento giusto per lei di iniziare una percorso di terapia che l'aiuti a ritrovare se stesso. Resto a disposizione per una consulenza on line. Cordiali saluti


Gentile signore, richieda una consulenza con uno specialista. Solo con un attento ed empatico ascolto specialistico può essere riconosciuto il nucleo della sua sofferenza, al di là dell’etichettamento diagnostico. Ha già capito da solo di essere in difficoltà ma In questa sede non potrà ricevere l’aiuto di cui necessita. Coraggio! Tanti auguri Mgf


Buongiorno. Una psicoterapia può certamente aiutarla a vivere meglio l’esperienza che ha di sé. Considerati i diversi aspetti emotivi e affettivi che descrive e che trova insoddisfacenti, se desidera può certamente contattare una specialista e valutare insieme a lui l’ipotesi di un lavoro psicoterapeutico appropriato. SG


Salve nella sua nota lei descrive con attenzione alcuni vissuti e come questi siano legati ad una sensazione negativa. Inoltre non pone nessun quesito come se lei volesse raccontarsi. Ora sta a lei decidere se rimanere in questa posizione in cui si descrive o se esplicitare la sua richiesta. Come può notare facilmente molte persone hanno risposto alla suo nota e pertanto hanno letto con interesse quanto ha condiviso. Un cordiale saluto


Buongiorno, sono d'accordo con la collega nel ritenere molto utile dare voce ai dubbi attraverso un percorso terapeutico. Buona giornata MT


Buonasera, grazie per la sua condivisione. C'è sempre tempo per migliorare la qualità della propria vita e occuparsi di se stessi.La psicoterapia serve anche a questo. Coraggio. Un caro saluto.


Buongiorno e grazie per averci descritto con così tanta precisione la sua attuale situazione che, capisco, le stia portando un forte disagio e difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni. Prendere coscienza dell'esistenza di un problema è sicuramente un enorme passo in avanti, nonchè un primo e decisivo passo passo verso un vero cambiamento. Non posso fare altro che confermarle che ritagliarsi uno spazio in cui ascoltarsi ed in cui sentirsi ascoltato potrebbe permetterle di elaborare i suoi vissuti e dare un significato più profondo al suo sentire aprendo le strade a quel cambiamento che sembra tanto difficile, ma che nella sua mente comincia ad essere desiderato e pensato. Se lo desiderasse resto a sua disposzione anche per dei colloqui online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana


Buonasera, lei spiega molto bene la qualità dei suoi vissuti, indipendentemente da una diagnosi che qui sarebbe oltremodo incauto fare. Un percorso psicoterapeutico le permetterebbe di comprenderne meglio le cause al fine di elaborare il disagio e trovare nuove strategie adattive, considerando il costo che paga per quelle attualmente adottate. Un saluto Dott.ssa Marina Bonadeni


Buona sera! Innanzitutto i miei complimenti per la sua descrizione... Molto calzante, precisa e densa emotivamente! La vita è sempre una questione di urti e spinte... Certe volte la paura dei primi impedisce di godere delle seconde! Mi pare la sua situazione... Dovrei però capire meglio! Le auguro di trovare la persona che fa per lei... Un saluto LUCA PEZZANO

Dott. Luca Pezzano

Dott. Luca Pezzano

psicologo

Rosignano Marittimo

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Buongiorno, la ringrazio per il suo intervento e per la chiarezza ed il coraggio nel descrivere la sua situazione di vita. Concordo con i colleghi nel ritenere che si tratta di una condizione complessa, che merita un adeguato approfondimento a livello terapeutico. Le auguro buona giornata. Dssa Claudia Muccinelli


Buongiorno, e grazie per aver condiviso il suo vissuto e descritto con precisione la sua attuale situazione che comprensibilmente le sta portando disagio e sofferenza. Mi sembra molto centrato sul problema e motivato a trovare una possibile risoluzione, che senza dubbio prevede un lavoro su si sé impegnativo e per il quale le suggerisco di consultare uno psicologo: avere a disposizione uno spazio di ascolto empatico potrebbe permetterle di comprendere ed elaborare le radici profonde della sua sofferenza e della sua personalità, senza forzare in categorie diagnostiche che pur dando una prima idea di comprensione di sé sono limitanti rispetto ad una autentica e ampia lettura di tutto il proprio vissuto. Cordialmente, dott.ssa Eleonora Donatelli


Concordo con i miei colleghi, la diagnosi è di secondaria importanza. Ammesso che l'abbia centrata, nonostante dalla Sua scrupolosa descrizione di sè non mi sembra essere quella corretta, a poco rileva. Ci sono milioni di narcisisti, milioni di ansiosi, milioni di depressi, e così via, e, al di là delle basi comuni del disturbo, ognuno ha la sua storia che merita un discorso a sè stante. Qual è la Sua richiesta specifica? Dice che vorrebbe rivolgersi a un terapeuta: lo cerca qui? Sceglierà sulla base delle nostre risposte o ci sta chiedendo se effettivamente sia il caso di farlo? Da noi in questa sede non potrebbe che ricevere una risposta affermativa... Non perché la diamo affermativa a prescindere, ma perché, al di là del fatto che un percorso psicologico non può che essere d'aiuto a tutti, mi pare Lei lo abbia già deciso e che effettivamente ne abbia bisogno. Non l'ho mai scritto prima, ma sarei felice di poter lavorare con Lei perché dimostra un grado di consapevolezza e una motivazione a essere collaborativo davvero sorprendenti. Come dico spesso a chi scrive qui, rivolgersi a noi è già un primo passo importante, Lei ci ha messo quel quid in più che fa prospettare un percorso molto affascinante e fruttuoso. Sono disponibile presso il mio studio ma anche online, se preferisce. Complimenti per la Sua autoanalisi e grazie per averla condivisa con noi.


In base q a quanto lei ha descritto nel suo messaggio c'è da chiedersi : " che cosa le fa pensare di avere un disturbo narcisistico di personalità e sopratutto, che bisogno c'è di riconoscersi all'interno di un sistema psicodiagnostico?


Mi dispiace molto sapere che ti senti in questo modo e che stai affrontando una situazione così complessa e difficile. La tua consapevolezza riguardo ai tuoi sentimenti e ai tuoi comportamenti è già un passo importante verso la comprensione di te stesso e, potenzialmente, verso un cambiamento positivo. Riflessioni sulle tue Esperienze Sentimenti di Vuoto e Solitudine: È comune sentirsi isolati e avere la percezione di un "profondo vuoto affettivo", specialmente se si è avuto difficoltà nelle relazioni interpersonali. Questo può portare a sentimenti di apatia e depressione, rendendo difficile trovare motivazione e interessi. Difesa e Diffidenza: La paura di essere giudicati o umiliati può portarti a creare una barriera tra te e gli altri. Questo meccanismo di difesa, sebbene possa sembrare protettivo, alla fine può aumentare la sensazione di isolamento e rendere difficile sviluppare relazioni significative. Difficoltà di Connessione: Non sentirti interessato agli altri o alla loro vita può essere un segnale di disconnessione, che può derivare da esperienze passate di sofferenza o tradimento. Questa mancanza di connessione può portare a sentimenti di apatia e disinteresse generale. Senso di Identità: La mancanza di chiarezza su chi sei, cosa desideri e cosa ti appassiona è una difficoltà comune, soprattutto in periodi di crisi emotiva. Sentirsi "superficiale" e agire in modo "meccanico" può riflettere una disconnessione dalla propria vera identità. Possibili Prossimi Passi Rivolgersi a un Terapeuta: La tua decisione di considerare la terapia è un passo fondamentale. Un professionista può aiutarti a esplorare queste sensazioni e a lavorare su strategie per migliorare le tue relazioni, la tua autostima e la tua capacità di affrontare il futuro. È importante trovare un terapeuta con cui ti senti a tuo agio, in modo da poter affrontare le tue paure e vulnerabilità. Esplorare le Emozioni: In terapia, potresti lavorare su come affrontare e comprendere le tue emozioni, piuttosto che evitarle. L'esplorazione delle tue paure e dei tuoi traumi passati può aiutarti a sbloccare una maggiore consapevolezza di te stesso e delle tue necessità. Piccoli Passi Verso la Connessione: Potresti provare a compiere piccoli passi verso la riconnessione con gli altri. Inizia con interazioni brevi e superficiali, ma cerca di essere presente e ascoltare gli altri. Potrebbe essere utile esercitarsi nell'essere curioso verso le esperienze altrui, anche se può risultare difficile. Attività di Autoconoscenza: Prova a dedicarti a attività che ti possano aiutare a esplorare i tuoi interessi e la tua identità. Scrivere, disegnare o impegnarsi in hobby potrebbe darti spazio per riflettere su chi sei e cosa desideri. Lavorare sulla Pianificazione Futura: Sebbene possa sembrare difficile, prova a scrivere alcune piccole aspirazioni o obiettivi. Anche se non hai idee chiare, avere un punto di riferimento può darti una direzione e una motivazione. Mindfulness e Auto-compassione: Praticare la mindfulness e l’auto-compassione può aiutarti a riconoscere i tuoi pensieri e sentimenti senza giudizio. Queste pratiche possono aumentare la tua consapevolezza e aiutarti a sviluppare una relazione più positiva con te stesso. Riconoscere il Coraggio Riconoscere di avere difficoltà e desiderare un cambiamento è già un atto di coraggio. Non è facile affrontare i propri sentimenti e vulnerabilità, ma il fatto che tu stia cercando aiuto è un segno che desideri migliorare la tua vita. La strada verso il cambiamento può essere lunga, ma con il supporto giusto e la tua determinazione, è possibile costruire relazioni più significative e una vita più soddisfacente.


Gentilissimo, spero di rassicurarla nel dirle che un soggetto con disturbo narcisistico di personalità, per esperienza, non pensa neanche di doversi rivolgere ad uno psicologo. Un soggetto con disturbo narcisistico di personalità non teme attacchi, umiliazioni, giudizi, derisioni e offese. La percezione di sé è proiettata anche sugli altri, ed essendo una visione grandiosa di sé, anche gli altri hanno una visione positiva di lui, secondo il pensiero di un soggetto con tale disturbo. Quelli che elenca sono tutte preoccupazioni che meritano di essere esplorate, ma tenderei ad escludere si tratti di un disturbo narcisistico. Si conceda di capirci di più. Saluti.


Buonasera, grazie per il suo messaggio. Intanto, le dico subito che mi dispiace che si senta così. Tuttavia, si denota un certo livello di consapevolezza da parte sua e anche un certo grado di volontà verso un chiarimento che possa portarla ad una maggiore serenità. Questo lo si denota, non solo da come ha scritto e da che cosa ha scritto, ma anche perché ha esplicitamente detto di volersi rivolgere a qualcuno che possa guidarla in questo percorso. Bene. Al di là della presenza di una diagnosi di disturbo di qualsiasi tipo, cosa che comunque questa sede non permetterebbe di approfondire, la inviterei intanto a riflettere su questi aspetti: l'elemento consapevolezza e l'energia verso la possibilità di un miglioramento della sua condizione, i quali si percepiscono anche solo dal messaggio che ha scritto qui. Provi a concentrarsi soprattutto su questi elementi, importantissimi, e provi a pensare appunto all'eventualità di intraprendere un percorso di conoscenza di sé che possano permetterle di andare verso una condizione di maggiore benessere. La ringrazio ancora, spero di esserle stata d'aiuto e resto a disposizione. Buona serata


Buongiorno, innanzitutto mi dispiace molto per la sua sofferenza. Mi ha colpito il fatto che lei cerchi di definire il suo vissuto attraverso una diagnosi. Sebbene possa sembrare così dalle informazioni che sono accessibili a tutti, le diagnosi hanno l'unica utilità di far comunicare gli specialisti. Le diagnosi sono dei nomi, delle categorie ma non descrivono più di tanto la complessità dell'esperienza umana. Mi chiedo se lei, con questa domanda pubblica, stia cercando qualcuno che le confermi questa diagnosi. Leggendo, mi rendo conto della sua sofferenza, e mi sento di consigliarle di trovare uno spazio, con uno specialista, in presenza, per poter cominciare a lavorare su come vive la relazione con sé stesso, nonché, di conseguenza, con gli altri.


Salve, la tua riflessione è molto lucida e dimostra un importante livello di consapevolezza, che è già un primo passo nel processo di cambiamento. Le difficoltà che descrivi — il vuoto affettivo, la difficoltà a sentire connessione con gli altri, il timore del giudizio e la sensazione di vivere in modo meccanico — non definiscono necessariamente un disturbo di personalità narcisistico, ma indicano certamente una sofferenza profonda nella percezione di sé e nella costruzione dei legami. Questi vissuti spesso hanno radici lontane, legate a esperienze di invalidazione, mancanza di riconoscimento emotivo o ferite relazionali precoci che portano, con il tempo, a sviluppare strategie difensive come il distacco, la freddezza apparente o il bisogno di controllo dell’immagine. Dietro queste difese, però, c’è quasi sempre un grande bisogno di accettazione e di contatto autentico. Rivolgerti a un terapeuta è la scelta migliore: un percorso psicoterapeutico, soprattutto di tipo psicodinamico o integrato, può aiutarti a comprendere le origini di questo senso di vuoto e a ricostruire gradualmente un senso di identità più stabile, capace di relazionarsi senza paura né maschere. Nel frattempo, può essere utile iniziare ad annotare i momenti in cui senti maggiormente la distanza da te stesso o dagli altri, cercando di osservare — senza giudizio — cosa provi e cosa temi possa accadere in quei momenti. È un modo per iniziare a ricucire un dialogo interno più sincero e meno difensivo. Resto a disposizione per aiutarti a capire meglio come orientarti nella scelta del percorso terapeutico più adatto a te.


Buonasera, il modo in cui descrive la sua esperienza interiore rivela un grande livello di consapevolezza e introspezione, qualità tutt’altro che comuni. Dietro il suo racconto non c’è superficialità, ma il dolore di chi da molto tempo sente di non riuscire a trovare un posto stabile dentro di sé e nel mondo. Le difficoltà che riporta — il senso di vuoto, la paura del giudizio, la difficoltà a entrare in relazione autentica, l’isolamento e l’incapacità di provare interesse o piacere — possono effettivamente appartenere a un’area della personalità che fatica a costruire sicurezza, fiducia e continuità nel tempo. Tuttavia, più che pensare a un’etichetta diagnostica come “disturbo narcisistico covert”, sarebbe importante considerare la sua storia, cioè come e quando queste sensazioni hanno preso forma, e quale significato emotivo hanno per lei. Spesso chi si sente “freddo” o “distaccato” in realtà ha imparato, fin da giovane, a proteggersi dal dolore attraverso il controllo o il ritiro. È un modo per sopravvivere, non per mancanza di empatia. Il passo che sta per fare — cercare un terapeuta — è quello giusto: non per ricevere una definizione, ma per iniziare un percorso di ricostruzione identitaria, per capire chi è al di là delle difese che nel tempo ha costruito. Con un lavoro psicoterapeutico graduale potrà ritrovare contatto con le proprie emozioni, con i bisogni autentici e con il desiderio di appartenenza che oggi sembra spento ma non è perduto. Ha già iniziato il cammino nel momento stesso in cui ha trovato il coraggio di parlarne. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

Dott.ssa Sara Petroni

psicologo clinico

Tarquinia

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Buonasera, da quello che leggo mi sembra che lei abbia una buona consapevolezza di quello che prova e di come si sente con se stesso e con gli altri, indipendentemente dall'ipotetica diagnosi che si attribuito. Le consiglio di fare leva proprio su questa consapevolezza e di intraprendere un percorso di terapia che possa aiutarla a far luce su di sè, potrebbe essere un lavoro lungo e tortuoso, ma tra le righe io percepisco un suo estremo bisogno di chiarezza e di benessere, potrebbe quindi valerne davvero la pena. Coraggio, sono eventualmente a sua disposizione, anche online. Un caro saluto

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.