Buonasera, sono una ragazza sana, di 22 anni, sportiva e in forma (sono alta 175 per 60 kg). Ho semp
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Buonasera, sono una ragazza sana, di 22 anni, sportiva e in forma (sono alta 175 per 60 kg). Ho sempre fatto tanto sport. Dal 2021 ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, ho fatto una visita cardiologica completa per eliminare qualsiasi altra causa possibile (purtroppo durante il primo episodio ho anche fatto una visita in ospedale, che dava analisi del sangue perfette e ECG perfetto). Ultimamente sto meglio con gli attacchi di panico, ma soffro ancora un po' di ansia anche se in modo leggero. Stasera mentre ero a danza, dopo aver riprovato diverse volte di fila la coreografia (molto cardio), ho cominciato ad avvertire diversi tonfi al cuore, poi passati appena la fatica passava. È stato uno sforzo molto intenso, ma i tonfi li ho avvertiti subìto dopo la fine della coreografia e non qualche minuto/ora dopo. Mi sono calmata tutto è passato e sono tornata a casa. Ora mi chiedo, dato che sono anni che mi alleno, che ho fatto nel 2021 una visita cardiologica completa (e l'anno scorso un ECG a riposo) è il caso che io ne faccia un altra? Inoltre potrebbero essere extrasistole? Devo preoccuparmi e controllarle o comunque posso stare serena perché fisiologiche ad uno sforzo eccessivo?
Buonasera, grazie per aver condiviso in modo così chiaro la sua esperienza.
Da quanto descrive, è molto probabile che i "tonfi al cuore" avvertiti dopo l’intensa attività fisica siano stati delle extrasistoli, ovvero battiti cardiaci "fuori tempo", percepiti spesso come un colpo in petto o una pausa seguita da un battito più forte. Le extrasistoli, soprattutto se isolate e in una persona giovane, sana, sportiva e con un cuore già valutato come strutturalmente normale, sono generalmente benigne. È frequente che compaiano in condizioni di affaticamento, stress fisico o emotivo, oppure in momenti di recupero dopo uno sforzo intenso, proprio come nel suo caso.
Considerando che ha già eseguito una valutazione cardiologica completa nel 2021 e un ECG più recente, e che i sintomi non sono persistenti né si accompagnano a perdita di coscienza, dolore toracico importante o cali di pressione, non è strettamente necessario ripetere subito una visita, soprattutto se l’episodio è stato unico e si è risolto spontaneamente. Tuttavia, se queste sensazioni dovessero diventare frequenti, comparire anche a riposo, oppure interferire con la sua qualità di vita o l’attività sportiva, una rivalutazione con ECG dinamico (Holter) o test da sforzo potrebbe essere utile, più che altro per sua tranquillità e per confermare la benignità del fenomeno.
In conclusione, alla luce del suo stato di salute, dell’attività sportiva regolare e degli esami già eseguiti, può stare serena, soprattutto se l’episodio è rimasto isolato. L’ansia può amplificare molto la percezione del battito cardiaco, ma questo non significa che ci sia un problema cardiaco reale. Riconoscere questi segnali come parte di una risposta fisiologica allo sforzo e alla tensione può già essere un passo verso una gestione più serena della situazione.
Da quanto descrive, è molto probabile che i "tonfi al cuore" avvertiti dopo l’intensa attività fisica siano stati delle extrasistoli, ovvero battiti cardiaci "fuori tempo", percepiti spesso come un colpo in petto o una pausa seguita da un battito più forte. Le extrasistoli, soprattutto se isolate e in una persona giovane, sana, sportiva e con un cuore già valutato come strutturalmente normale, sono generalmente benigne. È frequente che compaiano in condizioni di affaticamento, stress fisico o emotivo, oppure in momenti di recupero dopo uno sforzo intenso, proprio come nel suo caso.
Considerando che ha già eseguito una valutazione cardiologica completa nel 2021 e un ECG più recente, e che i sintomi non sono persistenti né si accompagnano a perdita di coscienza, dolore toracico importante o cali di pressione, non è strettamente necessario ripetere subito una visita, soprattutto se l’episodio è stato unico e si è risolto spontaneamente. Tuttavia, se queste sensazioni dovessero diventare frequenti, comparire anche a riposo, oppure interferire con la sua qualità di vita o l’attività sportiva, una rivalutazione con ECG dinamico (Holter) o test da sforzo potrebbe essere utile, più che altro per sua tranquillità e per confermare la benignità del fenomeno.
In conclusione, alla luce del suo stato di salute, dell’attività sportiva regolare e degli esami già eseguiti, può stare serena, soprattutto se l’episodio è rimasto isolato. L’ansia può amplificare molto la percezione del battito cardiaco, ma questo non significa che ci sia un problema cardiaco reale. Riconoscere questi segnali come parte di una risposta fisiologica allo sforzo e alla tensione può già essere un passo verso una gestione più serena della situazione.
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