Buonasera. Sono una ragazza di 24 anni e credo di soffrire di depressione da 13 anni, o forse anche
Buonasera. Sono una ragazza di 24 anni e credo di soffrire di depressione da 13 anni, o forse anche da prima. La causa del mio problema è la mia famiglia, per nulla funzionale. Non ho soldi, ho anche alcuni problemi fisici che sto cercando di risolvere. Sono in una situazione che peggiora soltanto. Non riesco a trovare lavoro perché non ho i requisiti che la gente ricerca, e in più soffro di ansia nelle situazioni formali. Per quanto cerchi di sopportare, implodo ed esplodo in continuazione. Ho bisogno di aiuto ed ho bisogno di stare in un posto dove io possa sentirmi al sicuro (cosa che non sento mai) e considerata. Esistono strutture dove poter essere aiutati non a pagamento? Non potrò mai stare bene in mezzo a persone che peggiorano la situazione e non le danno peso. Grazie
25 risposte
Buongiorno. Leggendo le tue parole comprendo le difficoltà e immagino la sofferenza che vivi quotidianamente. Purtroppo non so rispondere a questa tua domanda, ma credo che qualche informazione più precisa potresti trovarla presso uno dei consultori familiari (presenti in quasi tutte le ASL) del territorio. Lì dovresti trovare diversi operatori tra cui l’assistente sociale e vari psicologi con diverse specializzazioni, che spero possano aiutarti/indirizzarti in maniera più adeguata. Un caro saluto
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Buongiorno. Dalle tue parole sicuramente si avverte una grande sofferenza e molte difficoltà che non ti permettono di vivere serenamente. Non so in che zona ti trovi, ma ti consiglio di rivolgerti ai consultori della sua zona dove potrai intraprendere un percorso gratuito (ad esempio nella mia zona è attivo lo spazio giovani nel consultorio che va dai 14 ai 24 anni). Se non ci sono consultori ASL puoi provare a rivolgerti a consultori familiari privati accreditati che offrono colloqui gratuiti o con il solo pagamento del ticket sanitario (ogni regione ha le sue indicazioni). Spero di averti dato alcune utili informazioni. In bocca al lupo, un caro saluto!
Buonasera, Per poter essere aiutata gratuitamente, Oltre a quelli che le hanno consigliato in precedenza le colleghe, può informarsi se sul suo territorio sono presenti strutture, quali ad esempio cooperative, che hanno attivi progetti ai quali può aderire. Spero che riesca a trovare qualcuno che possa aiutarla. Saluti MF
Concordo con le colleghe nella speranza che possa presto essere accolta alla Asl e sostenuta nel suo percorso di autonomia e svincolamento dalla sua famiglia! Le faccio un gran in bocca al lupo! Dott.ssa Federica Serafini Psicologa Psicoterapeuta
Gentilissima, in Lombardia l'ATS territoriale ossia il centro psicosociale territoriale può aiutarla prendondola in carico dal medico competente, lo psichiatra e può ricevere supporto psicologico gratuito se c'è un'invalidità oppure con il pagamento del ticket prima visita. Nelle altre regioni sono presenti i CIM, centri di igiene mentale che funzionano pressapoco allo stesso modo. L'invio è sempre da parte del medico di famiglia. In alcune province sono presenti associazioni di psicologi volontari o che applicano prezzi bassi e calmierati. Se fa una ricerca nella zona in cui abita può trovare sicuramente un professionista in grado di aiutarla. Tanti auguri!! Omar Vitali
Buongiorno. Oltre a tutti i suggerimenti precedenti aggiungo, se possibile, di verificare presso le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia presenti in una città a lei vicina. Solitamente tutte le scuole hanno un centro clinico con prezzi privato-sociali
Buonasera, per poter essere aiutata gratuitamente, oltre a quelli che le hanno consigliato in precedenza le colleghe, può informarsi su opportunità presenti nel suo territorio. Noi a Grosseto per esempio abbiamo creato uno sportello professionale con una equipe di professionisti in collaborazione con la caritas Diocesana. Spero che riesca a trovare qualcuno che possa aiutarla.
Buongiorno, Le difficoltà che descrive andrebbero certamente affrontate in un contesto professionale oltre che adeguato alle sue possibilità. Fortunatamente sul territorio sono presenti consultori pubblici e strutture private con progetti finanziati che applicano tariffe agevolate, si informi presso la ASL della sua zona. Un caro saluto
Buongiorno. Mi è parso di capire che con "stare in un posto dove io possa sentirmi al sicuro" intendesse trovare una soluzione residenziale per allontanarsi dalla famiglia. Credo che il primo passo che possa fare sia intraprendere un percorso di consulenza psicologica ed eventualmente di psicoterapia, provando ad usufruire i servizi dell'ASL o cercando associazioni sul suo territorio che si occupano di offrire servizi di stampo psicologico gratuitamente o a costi contenuti. Il professionista che leggerà nel dettaglio la sua situazione e, cosa principale, si occuperà della sua sofferenza, potrà trovare la soluzione ed i percorsi più adatti a lei, magari anche invitandola ad una terapia familiare. Cordialmente
Gentile, vista l'esigenza che racconti ti invito a contattare l'ASL o anche il consultorio appartenente al tuo territorio per avere supporto psicologico tramite ricetta medica. Chiedi indicazione al tuo medico curante.
Buongiorno, mi spiace molto per la sua situazione. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo che la aiuti ad imbastire il giusto percorso di cambiamento. Se non ha disponibilità economica si rivolga ai servizi ASL o i centri d'ascolto. dott Tealdi
Buongiorno mi spiace molto per la sua situazione il consiglio è quello di rivolgersi ai servizi Asl del suo territorio così che si possa individuare il percorso più adatto al lei.
Salve, giustamente i miei colleghi le hanno dato le informazioni adatte per la sua richiesta, quindi sicuramente troverà un centro per poter eseguire delle sedute di psicoterapia ad un costo basso o anche gratis pagando un tichet. Mi vorrei soffermarmi sui suoi disagi da superare, ho capito che ha dei problemi d'interazione con gli altri e che non si sente al sicuro e che non ha nessun supporto dalla famiglia. Prima di tutto deve cercare un supporto psicologico e nello stesso tempo le consiglierei di trovare un piccolo lavoro, anche come baby sitter o aiutando qualche anziano, guadagnando dei soldi si sentirà più autosufficiente e sicuramente aumenterebbe la sua stima e fiducia nei suoi confronti e libera di non dover chiedere niente. Le auguro di trovare la strada giusta per le sue esigenze, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
Mia cara purtroppo mi rendo conto che la sua situazione non sia facile. In diverse strutture pubbliche ormai è difficile trovare uno psicologo che le permetta di fare colloqui pagando il ticket, ma non demorderei. Sicuramente in Consultorio troverà qualche specialista che le possa dare una mano. Lei stessa deve aver valutato la possibilità di trovarsi un lavoro per potersi pagare le sue cose, fra le quali magari anche un percorso di psicoterapia. Non demorda! C'è una frase che mi risuona molto che dice "Il primo passo non ti porta dove vuoi, ma ti toglie da dove sei" Alejandro Jodorowsky. Provi a cambiare qualcosa nella sua vita, nel suo modo di affrontarla e qualcosa si muoverà Dr. M. Elena Cinti
Buongiorno. Concordo con i colleghi rispetto alla possibilità di rivolgersi a un Centro Psicosociale (CPS) tramite l'azienda territoriale locale. Là troverà professionisti che sapranno fornirle un pacchetto di colloqui finalizzati alla gestione delle difficoltà che Lei riporta. Le preavviso, tuttavia, che se desidera prendere in mano la situazione Le verrà chiesto un atto di responsabilizzazione rispetto alla sofferenza che riporta: se Lei ritiene che tutti i Suoi problemi siano causati dal contesto familiare, per quanto disfunzionale, il vissuto depressivo non La abbandonerà facilmente. In bocca al lupo! Cordialità, DMP
Buonasera. La situazione che descrive necessita di un aiuto e di un supporto costante. Quando la famiglia è l'origine delle problematiche e, per di più, le mantiene, la situazione è ancora più gravosa. Faccia riferimento al CSM di riferimento della sua zona, per valutare una presa in carico. Le faccio i miei migliori auguri. Massimiliano Trossello
Buonasera! Da ciò che scrivi è chiara la sofferenza che provi e di sicuro un percorso adatto potrà giovare al tuo vivere quotidiano. Raccogli più informazioni sui consultori della tua zona; puoi anche informarti con il tuo medico curante sulla procedura per accedere. Non so da dove scrivi, ma se abiti in Emilia Romagna puoi contattarmi in privato e vedrò di darti informazioni più dettagliate. In bocca al lupo Dott. ssa Valeria Randisi
Salve, ha bisogno sicuramente di un aiuto psicologico e ne è consapevole, quindi può rivolgersi ad un consultorio della Asl o comunque ad una struttura convenzionata Asl, chieda maggiori informazioni al suo medico di base. Saluti.
Buonasera. Mi trovo d'accordo con i colleghi riguardo alla possibilità di rivolgersi a un centro psicosociale tramite l'asl. In questo modo potrà accedere a uno spazio d'ascolto economicamente sostenibile che le consentirà, supportatata da un professionista, di gestire le difficoltà che riporta. Tuttavia, occorre motivazione e impegno per intraprendere un percorso terapeutico...mettersi in gioco è fondamentale per una buona riuscita. In bocca al lupo! AC
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Comunque, ha mai provato a contattare i consultori? Potrebbero aiutarla. Buona giornata. Dott. Fiori
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Alessandro D'Agostini
Ciao, da ciò che scrivi emerge un grande peso emotivo che porti da molti anni, e la consapevolezza di quanto il contesto familiare e le difficoltà economiche abbiano inciso sul tuo benessere. Il bisogno di sentirti al sicuro e considerata è fondamentale, e rappresenta il punto da cui può iniziare un vero cambiamento. Esistono diverse strutture pubbliche e gratuite a cui puoi rivolgerti per ricevere aiuto: i Centri di Salute Mentale (CSM) della tua ASL, dove operano psicologi e psichiatri, oppure i consultori familiari, che offrono sostegno psicologico e orientamento anche a chi si trova in difficoltà economiche. Puoi anche chiedere al tuo medico di base di indicarti il centro più vicino. Il primo passo, anche se può sembrare piccolo, è fondamentale per non restare sola nel dolore e iniziare a costruire, passo dopo passo, un luogo interno di sicurezza e fiducia. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Petroni
Gentile, le tue parole trasmettono con estrema chiarezza il senso di soffocamento e di urgenza che stai vivendo. Sentirsi "senza pelle" in un ambiente familiare che, anziché proteggere, logora e invalida il proprio dolore è una delle esperienze più faticose che una persona possa affrontare, specialmente quando questa condizione si protrae dall'infanzia. Quello che descrivi come un continuo "implodere ed esplodere" è la risposta naturale di un sistema nervoso che da tredici anni è costretto a vivere in modalità di allerta, senza mai trovare quel luogo sicuro di cui ogni essere umano ha bisogno per fiorire. È importante che tu sappia che la tua ansia nelle situazioni formali e la difficoltà nel trovare lavoro non sono colpe o mancanze di requisiti personali, ma ferite causate da un ambiente che non ti ha fornito le basi di sicurezza necessarie per interfacciarti con il mondo esterno. Comprendo perfettamente che la priorità attuale sia trovare un'ancora di salvezza che sia accessibile e slegata dalle tue attuali possibilità economiche. La buona notizia è che il sistema sanitario e il terzo settore offrono percorsi di supporto gratuiti o a bassissimo costo, pensati proprio per chi si trova in situazioni di vulnerabilità familiare ed economica. Il primo punto di riferimento fondamentale è il Consultorio Familiare della tua zona: sono strutture pubbliche dove l'accesso è diretto (non serve l'impegnativa del medico) e dove puoi trovare psicologi, assistenti sociali e talvolta educatori pronti ad ascoltarti gratuitamente e a valutare insieme a te un progetto di sganciamento o di supporto. In parallelo, esistono i CSM (Centri di Salute Mentale) dell'ASL, che offrono percorsi terapeutici tramite il pagamento del solo ticket (se non sei esente per reddito o patologia), garantendo una presa in carico professionale e continuativa. Oltre alla terapia, esistono anche realtà chiamate Comunità Alloggio o Case Rifugio, che possono essere attivate tramite i servizi sociali del tuo comune qualora la situazione abitativa diventi insostenibile o pericolosa per la tua incolumità psicofisica. Queste strutture nascono proprio per offrire quel "posto al sicuro" che cerchi, permettendoti di allontanarti da un ambiente disfunzionale e di iniziare un percorso di autonomia lavorativa e personale in un contesto protetto. Non sei sola in questo labirinto: la tua richiesta di aiuto è il primo, fondamentale mattone per costruire una vita in cui tu possa finalmente smettere di sopportare e iniziare a respirare.
Buonasera, la ringrazio per aver trovato la forza di condividere una situazione che appare molto dolorosa e che, dalle sue parole, sembra accompagnarla da tanti anni. Si percepiscono una grande sofferenza, un senso di solitudine e la fatica di dover affrontare contemporaneamente difficoltà familiari, emotive, fisiche ed economiche senza sentirsi adeguatamente sostenuta. Quando una persona cresce o vive a lungo in un ambiente percepito come poco sicuro, invalidante o poco attento ai suoi bisogni emotivi, può sviluppare nel tempo sentimenti di tristezza persistente, sfiducia, ansia e una costante sensazione di essere in allerta. Per questo motivo è importante non minimizzare ciò che sta vivendo e cercare un supporto adeguato il prima possibile. Se ritiene di avere bisogno di un aiuto psicologico ma le risorse economiche sono limitate, può informarsi presso i consultori della sua zona. I consultori pubblici offrono spesso colloqui psicologici a costi molto contenuti o gratuitamente, a seconda della situazione e del territorio. Può inoltre rivolgersi al suo medico di base per discutere della sofferenza che sta attraversando e valutare insieme un invio ai servizi di salute mentale territoriali, che fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale e possono offrire percorsi psicologici e psichiatrici accessibili. Le suggerirei di non attendere che la situazione peggiori ulteriormente prima di chiedere aiuto. Dal suo racconto emerge un bisogno profondo di trovare uno spazio protetto in cui sentirsi ascoltata, compresa e presa sul serio. Un percorso psicologico potrebbe rappresentare proprio quel luogo relazionale sicuro che oggi sente di non avere. Vorrei anche sottolineare che il fatto di sentirsi "esplodere" o "implodere" continuamente non significa che lei sia sbagliata o incapace di gestire le emozioni. Spesso queste reazioni sono il segnale di una sofferenza accumulata per molto tempo e di bisogni emotivi che non hanno trovato adeguato riconoscimento. Se dovesse accorgersi che la disperazione sta diventando molto intensa, o se dovessero comparire pensieri di farsi del male o di non voler più vivere, le raccomando di rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o ai servizi di emergenza della sua zona, senza affrontare tutto da sola. Il primo passo che descrive nel suo messaggio è già molto importante: riconoscere di avere bisogno di aiuto e cercare informazioni per ottenerlo. Merita di essere ascoltata e sostenuta, e credo che contattare quanto prima un consultorio o il servizio di salute mentale territoriale possa essere un modo concreto per iniziare a costruire quello spazio di sicurezza e attenzione di cui sente così profondamente il bisogno.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
















