Buonasera sono una donna di 57 anni e da circa 6 anni ho ernia discale nonostante ho avuto già due i
Buonasera sono una donna di 57 anni e da circa 6 anni ho ernia discale nonostante ho avuto già due interventi in l5 s1 nel 2001 e 2002+sindrome delle faccette articolari, all'inizio la terapia farmacologica funziona,ma oramai non funziona più,ho provato di tutto,persino infiltrazioni articolari ecoguidate,fisioterapia,esercizi, ma nemmeno quelli servono, non sono in grado di svolgere nessuna attività, non riesco a stare in piedi ferma nemmeno per mezz'ora, tantomeno fare una passeggiata, devo passare quasi tutto il giorno dal stare stesa sul divano a una sedia comoda in plastica, ogni volta mi fanno fare sempre RMN nuova,ma non mi viene detto cosa devo fare. Che ne pensate? Grazie.
1 risposta
Il quadro che descrive è purtroppo emblematico di quella che in ambito specialistico definiamo "Sindrome da fallimento chirurgico spinale" (FBSS), spesso associata a una sofferenza cronica delle faccette articolari. Comprendo perfettamente la sua frustrazione: eseguire ripetutamente nuove Risonanze Magnetiche senza che queste si traducano in una reale proposta terapeutica genera solo un forte senso di impotenza. Il motivo per cui le terapie farmacologiche e le infiltrazioni standard non funzionano più risiede nella natura del suo dolore, che dopo anni e due interventi è diventato "cronico e strutturato". In questi casi l'infiammazione non è più solo temporanea, ma i nervi stessi si sono sensibilizzati e trasmettono un segnale di dolore continuo. Quando le terapie di primo livello falliscono, il passo successivo non è quasi mai un terzo intervento chirurgico tradizionale, né la prescrizione di una nuova RM. Le linee guida indicano il ricorso a procedure algologiche avanzate come la "Neuromodulazione": tecniche mininvasive di secondo livello che mirano a spegnere la trasmissione del dolore direttamente sul nervo interessato o sulle vie nervose interessate. Il consiglio clinico più utile che posso darle oggi è di interrompere questo circolo vizioso di esami e rivolgersi a un centro superspecializzato in Terapia del Dolore complessa o a un Neurochirurgo dedicato. Serve una revisione critica del suo caso clinico per valutare la fattibilità di queste procedure avanzate e aiutarla a recuperare una mobilità dignitosa. Un cordiale saluto, Dr. Alessandro Giammarusti.
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