Buonasera, sono un uomo di 57 anni, circa 30 anni fa, a causa di una vescica ingrossata circa 600 cc

2 risposte
Buonasera, sono un uomo di 57 anni, circa 30 anni fa, a causa di una vescica ingrossata circa 600 cc di volume e con importante residuo post minzionale circa 180 cc, ho subito un intervento al collo vescicale, per malattia dello stesso e uno agli ureteri, perché avevo le valvole che non impedivano più il reflusso delle urine ai reni, ragione per cui anno posizionato del teflon per fare in modo che ciò non avvenisse più, da allora non ho più avuto problemi, con un modesto ristagno post minzionale di circa 50 cc, questo sino a qualche anno fa, dove ho iniziato ad avere qualche problema a urinare, nel senso che per farla ero costretto a sedute sempre più lunghe sul wc, a causa del covid, ho avuto difficoltà a fare i controlli di routine, (ecografia a vescica piena e vuota per valutare il residuo post minzionale).
Circa 2 mesi fa mi viene un'infezione alla vie urinarie con febbricola, diagnosticata come cistite, curata con Ciproxin ogni 12 ore per 9 giorni, perché anche se i sintomi erano passati "Bruciore e Febbricola" le urine erano ancora torbide, per cui il medico decideva di proseguire la cura sino a quando le urine diventarono chiare.
Dopo 3 giorni senza antibiotico le urine ritornano torbide, essendo venerdì sera, non avendo, la disponibilità del mio medico di base, mi sono recato al pronto soccorso, dove l'indomani mi hanno visitato in urologia, la valutazione dell'urologo e stata "Ritenzione urinaria. Si posiziona catetere foley 16 ch che drena 900 cc di urine torbide. Si esegue lavaggio.
Terapia Cefixima
Cistoscopia diagnostica programmata il (15 giorni dopo, ore 10,30).
Effettuata la cura antibiotica x 5 giorni come indicatomi dall'urologo, al 3° giorno senza antibiotico le urine si fanno nuovamente torbide, siamo di nuovo a fine settimana, mi reco nuovamente al pronto soccorso, vengo visitato l'indomani mattina in urologia, l'urologo di turno mi visita verifica con ecografia e da questa valutazione: Portatore di CV; In programma cistoscopia il xx/xx/xx .
Controllo ETG: Catetere in sede; Vescica Ispessita, Reni nella norma.
Consiglio : Urorec; Permixon; Monuril
Effettuata la cura come indicato, il 3° giorno senza antibiotico mi sento nuovamente male con urine torbide, bruciori e febbricola. il medico di base decide di curarmi con ciproxin, per 6 giorni, faccio la cura prevista e durante la stessa effettuo la Cistoscopia programmata, l'esito è : Uretra pervia, lieve ipertrofia della prostata, collo vescicale ndr. Ingresso in vescica, meati Ureterali in sede di normale morfologia, esplorazione dei quadranti vescicali senza riscontro di alterazioni da riferire ad evidenti neoformazioni. Vescica da sforzo. Collo vescicale ndr.
Conclusioni: Sospetta Ipocontrattilità detrusoriale
Si consiglia: Auto cateterismi (Paziente istruito in tal senso)
Controllo in data (dopo quattro giorni) ed eventuale piano per presidi.
Utile prenotare esame urodinamico invasivo.
Torno a casa, da quel momento inizio a fare auto cateterismi quattro volte al giorno, termino di prendere l'antibiotico 1 o 2 gg dopo, dopo 5 gg senza cura si ripresentano le urine torbide il bruciore e la febbricola, siamo a fine settimana con ferragosto al lunedì successivo impossibile aspettare x fare urinocoltura come aveva deciso il medico di base, per cui di nuovo antibiotico ciproxin ogni 24 ore x 6 gg, terminata la cura, 8 gg dopo senza assumere antibiotico effettuo urinocoltura, l'esito è negativo, penso che finalmente abbiamo risolto almeno il problema delle infezioni, ma purtroppo a 18 gg esatti dal termine dell'antibiotico si ripresentano le urine torbide, per cui l'indomani mattina, essendo già premunito, effettuo la raccolta delle urine della notte e le porto a fare l'urinocoltura, anche questa volta l'esito è negativo, il medico di base pensa che non sia di origine batterica, salvo ricredersi quando gli faccio notare che dopo aver portato le urine ad analizzare, sapendo che avrei dovuto aspettare l'esito per tre giorni, non resistendo al dolore e ai bruciori avevo iniziato la cura antibiotica Ciproxin ogni 24 ore avendo i primi benefici nel giro di 12 ore circa.
Allo stato attuale effettuo auto cateterismi quattro volte al giorno, mi sono reso conto che sento lo stimolo di urinare solo dai 600 cc in su, la mia capacita vescicale e di circa 1100 cc., quelle poche volte che mi sono avvicinato a tale riempimento sono riuscito a espellere normalmente circa 400 cc mentre il resto l'ho dovuto togliere col catetere, sono ancora sotto copertura antibiotica (4° giorno) a basso dosaggio, le urine stanno piano piano ritornando limpide, sono riuscito ad avere un appuntamento per l'esame urodinamico invasivo tra 12 giorni.
Il problema principale è cercare di capire perché la vescica non si svuota, spero si capisca dal esame urodinamico in programma, ma anche capire cosa può provocare queste urine torbide con bruciore e febbricola, che non fanno rilevare nulla nell'urinocoltura.
Grazie per l'eventuale risposta.
Dr. Stefano Bastiani
Agopuntore, Angiologo, Urologo
Trieste
Autocateterismo mi pare un po' esagerato
Forse basta alfa bloccante è un mio rilassate
Forse basta anche flussimetria senza esame urodinamico completo

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Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Magari serve una adeguata valutazione diagnostica che non trascuri nessun aspetto locale (della condizione prostatica non si parla mai) e a quanto riporta la via uretrale è pervia e non ci sarebbero esisti riferibile al precedente intervento sul collo che peraltro diede esito utile mantenuti per 30 anni... quindi gli eventi in gioco sono recenti. anche quelle coltura effettuate troppo ravvicinate all'antibiotico (servono come minimo 20 giorni di intervallo) e solo sulle urine non sono significative. Poi tutto quel bombardamento con l'antibiotico (peraltro il ciproxin come se piovesse con tutti i problemi di tossicità che induce) hanno finito per far saltare ogni reattività immunoriparativa locale e generale. Certo la disconnessione esecutiva tra i vari esami e la diversità degli urologi succedutesi non ha aiutato per nulla al corretto e utile inquadramento. Il problema maggiore è il carente svuotamento vescicale che lei riporta e che rende necessario svolgere tutto quanto serve in una sola giornata per poi dare il rimedio d'urgenza contestuale e avere così il tempo di ripristinare una adeguata funzione con la realmente utile terapia.

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