Buonasera, sono un uomo di 44 anni, 11 mesi fa (fine settembre 2023) mi sono sottoposto ad intervent
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Buonasera, sono un uomo di 44 anni, 11 mesi fa (fine settembre 2023) mi sono sottoposto ad intervento di circoncisione completa per fimosi serrata. Vi racconto di seguito la mia storia, purtroppo non ancora conclusasi, un po' per "sentirmi meno solo", condividendola con chi può capirmi, un po' per avere un parere, dovendo ora decidere come orientarmi.
Per il primo mese dopo l'intervento il dolore è stato costante e importante, soprattutto nella zona del frenulo, dovuto, credo, anche alla cicatrizzazione che è stata lenta. I punti sono caduti in circa 6 settimane, e dopo questo periodo mi sentivo meglio. A dicembre, però, a 3 mesi dall'intervento, ho iniziato ad avvertire dei fastidi, nella zona del frenulo. Il fastidio si è trasformato in dolore e nei mesi successivi ho fatto alcune visite per approfondire. Mi è stata diagnosticata una cicatrice esuberante, un cheloide nella zona del frenulo. Le conseguenze di questa cicatrice sono molto variabili, anche di giorno in giorno, senza un apparente motivo: passo da giorni in cui non ho particolari fastidi, ad altri in cui ho fastidio da sfregamento (per diversi mesi ho tenuto una garza intorno al pene a protezione), ad altri ancora, come oggi, in cui ho dolore in tutta la zona anche stando fermo, situazione questa decisamente invalidante. In queste ultime occasioni provo a ridurre il dolore con ibuprofene, ma con scarsi risultati.
Il primo tentativo per riassorbire/curare la cicatrice è stato con crema cortisonica, per due settimane, con esito negativo. Ho fatto poi due infiltrazioni di cortisone a distanza di una settimana tra loro (durante le infiltrazioni ho percepito un dolore indescrivibile, che non augurerei al peggiore dei nemici...), ma l'unico risultato è stato avere dolore nei giorni successivi all'infiltrazione stessa, senza alcun beneficio. L'urologo che mi ha in cura mi ha prospettato come ultima soluzione l'exeresi del tessuto esuberante.
In questi mesi ho iniziato a documentarmi, nei vari siti web (dove ovviamente si può trovare di tutto), e in più occasioni ho letto che l'intervento chirurgico di asportazione di un cheloide ha un'alta percentuale di recidiva, con il rischio addirittura di insorgenza di una cicatrice più grande.
Ora sono di fronte ad un bivio: operarmi, sperando che l'operazione risolva davvero il problema (che non è estetico - quello mi interessa relativamente - ma proprio di presenza di fastidio e soprattutto dolore), e non comprometta invece irreparabilmente la situazione... o restare così, ma non così come oggi, perché oggi il dolore è stato proprio insopportabile. Oppure? Esiste una terza strada?
Vi chiedo gentilmente un vostro parere; magari avete affrontato situazioni simili, con vostri pazienti, ed un punto di vista diverso e autorevole potrebbe darmi qualche speranza in più.
Ringrazio coloro che avranno il tempo di leggere questa mia storia e darmi un feedback.
Per il primo mese dopo l'intervento il dolore è stato costante e importante, soprattutto nella zona del frenulo, dovuto, credo, anche alla cicatrizzazione che è stata lenta. I punti sono caduti in circa 6 settimane, e dopo questo periodo mi sentivo meglio. A dicembre, però, a 3 mesi dall'intervento, ho iniziato ad avvertire dei fastidi, nella zona del frenulo. Il fastidio si è trasformato in dolore e nei mesi successivi ho fatto alcune visite per approfondire. Mi è stata diagnosticata una cicatrice esuberante, un cheloide nella zona del frenulo. Le conseguenze di questa cicatrice sono molto variabili, anche di giorno in giorno, senza un apparente motivo: passo da giorni in cui non ho particolari fastidi, ad altri in cui ho fastidio da sfregamento (per diversi mesi ho tenuto una garza intorno al pene a protezione), ad altri ancora, come oggi, in cui ho dolore in tutta la zona anche stando fermo, situazione questa decisamente invalidante. In queste ultime occasioni provo a ridurre il dolore con ibuprofene, ma con scarsi risultati.
Il primo tentativo per riassorbire/curare la cicatrice è stato con crema cortisonica, per due settimane, con esito negativo. Ho fatto poi due infiltrazioni di cortisone a distanza di una settimana tra loro (durante le infiltrazioni ho percepito un dolore indescrivibile, che non augurerei al peggiore dei nemici...), ma l'unico risultato è stato avere dolore nei giorni successivi all'infiltrazione stessa, senza alcun beneficio. L'urologo che mi ha in cura mi ha prospettato come ultima soluzione l'exeresi del tessuto esuberante.
In questi mesi ho iniziato a documentarmi, nei vari siti web (dove ovviamente si può trovare di tutto), e in più occasioni ho letto che l'intervento chirurgico di asportazione di un cheloide ha un'alta percentuale di recidiva, con il rischio addirittura di insorgenza di una cicatrice più grande.
Ora sono di fronte ad un bivio: operarmi, sperando che l'operazione risolva davvero il problema (che non è estetico - quello mi interessa relativamente - ma proprio di presenza di fastidio e soprattutto dolore), e non comprometta invece irreparabilmente la situazione... o restare così, ma non così come oggi, perché oggi il dolore è stato proprio insopportabile. Oppure? Esiste una terza strada?
Vi chiedo gentilmente un vostro parere; magari avete affrontato situazioni simili, con vostri pazienti, ed un punto di vista diverso e autorevole potrebbe darmi qualche speranza in più.
Ringrazio coloro che avranno il tempo di leggere questa mia storia e darmi un feedback.
Quanto descrive è frutto presumibilmente dell'eccesso di medicazioni, della scarsa pulizia dell'area operata e della scarsa mobilizzazione, oltre che del ritardo di eliminazione dei punti (andavano rimossi dopo 15-20 giorni visto che non cadevano. Ma tant'è... quanto residuato ad ora più che un cheloide presumiblmente è una fibrosi su cui il cortisone non poteva fare nulla e, anche se è passato molto tempo, può essere provata l'infiltrazione locale di un fibrinolitico (pentossifillina) associata eventualmente a jalurtonidasi per una o due volte. Se non dà soluzione alcuna in 15 o 20 gironi allroa occorrerà fare la revisione chirurgica facendo molta attenzione alla gestione post-operatoria. Ovvio che occorra una buona dose di rilassamento (tecniche yoga) perché tutto questo periodo di stress lo l'ha aiutata.
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