Buonasera ...soffro da molti anni di paure relative a malattie gravi che potrebbero accadere sulla m

Buonasera ...soffro da molti anni di paure relative a malattie gravi che potrebbero accadere sulla mia famiglia o su persone a me care con la sensazione che potrebbero accadere in qualsiasi momento. ( es. Sentire dire che una persona è ammalata o che gli è successo qualcosa di grave mi fa associare automaticamente lo stesso problema sulle persone a me più care).Ovviamente questo mi fa stare male e mi fa compiere dei rituali anche mentali e non solo ( complulsioni) affinché queste paure diminuiscono piano piano di intensità. Altra paura mia più grande è sentire parlare di persone gay. Succede la stessa medesima cosa di riferirle e pensarle a persone che mi sono vicine nella vita , nel lavoro e nell amicizia. È come se nella testa si accendesse un interruttore all improvviso senza volerlo accendere. Poi mi succede pure di controllare molte volte una porta che è già stata chiusa , il rubinetto del gas, anche un numero che ho scritto mi devo fare convinto che è effettivamente lo stesso numero che ho pensato di scrivere. Grazie a tutti i dottori che mi risponderanno per capire come poter risolvere questo mio problema che mi rende la vita di tutti i giorni molto complicata.

7 risposte


Buonasera. Potrebbe trattarsi di uno specifico disturbo e potrebbe essere curato. Vale la pena approfondirlo con una visita specialistica attenta e approfondita. Sono disponibile per un consulto online.

Dott. Antonio Amato

Dott. Antonio Amato

psichiatra

Pomigliano d'Arco

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Come sembra lei sappia già, i disturbi che lamenta suggeriscono una diagnosi di Disturbo Ossessivo-compulsivo. Per quel che riguarda il trattamento farmacologico, in genere questo disturbo risponde bene a farmaci che appartengono alla categoria degli SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina). È necessaria un po' di pazienza per vedere i primi risultati perché in genere occorrono dosi più alte di quelle necessarie per trattare la depressione.


Dalla descrizione che riporta emergono aspetti che potrebbero essere compatibili con un disturbo ossessivo-compulsivo. Tuttavia, una diagnosi può essere formulata solo previa approfondita valutazione psichiatrica specialistica, che le consiglio di fare, utile anche eventualmente ad impostare una terapia farmacologica se indicata. Parallelamente, può essere molto utile intraprendere un percorso psicoterapeutico orientato sulla diagnosi specifica.


Buonasera, l'esperienza che descrive è piuttosto comune per le persone con disturbo ossessivo-compulsivo. Potrebbe esserle utile avere un confronto specialistico con uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale ed eventualmente uno psichiatra per valutare se affiancare a una terapia psicologica anche una terapia farmacologia


Da quanto descrive, il quadro è molto compatibile con un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), con ossessioni a contenuto di malattia/danno e a contenuto sessuale/identitario, accompagnate da compulsioni sia comportamentali sia mentali. È importante sottolineare che il contenuto dei pensieri intrusivi non indica desideri, intenzioni o caratteristiche personali: nel DOC proprio l'intrusività e l'importanza attribuita a questi pensieri alimentano il circolo ossessivo-compulsivo. Il DOC è però trattabile efficacemente. Il trattamento di prima scelta è generalmente la psicoterapia cognitivo-comportamentale ; in base alla gravità può essere indicato anche un trattamento farmacologico. Le suggerirei una valutazione con uno specialista esperto di DOC: non è necessario continuare a cercare rassicurazioni o a neutralizzare mentalmente i pensieri, perché questi comportamenti tendono a mantenerli nel tempo.


Buonasera. Quello che descrive presenta diversi elementi caratteristici del disturbo ossessivo-compulsivo: pensieri e immagini che compaiono involontariamente, generano ansia e spingono a mettere in atto controlli, rituali o compulsioni mentali per ottenere temporaneamente sollievo. Anche i pensieri riguardanti malattie o orientamento sessuale possono assumere questa forma: il punto non è il loro contenuto, ma il fatto che siano intrusivi, indesiderati e seguiti dal bisogno di ottenere certezza o neutralizzarli. Più si cerca la certezza assoluta, purtroppo, più il meccanismo tende a mantenersi. Le consiglio una valutazione psichiatrica e un percorso psicoterapeutico specifico, in particolare cognitivo-comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta (ERP). È un disturbo che può diventare molto invalidante, ma per il quale disponiamo fortunatamente di trattamenti efficaci.


Gentile, ciò che scrive meriterebbe un ampio approfondimento e quel che posso riferirle in questa sede sarà necessariamente parziale. Vivere in una realtà continuamente assediata dal dubbio, dal pericolo e dall’inquietudine, e sentire tutto questo come estraneo e inspiegabile, è davvero fonte di sofferenza e disagio. La mia impressione, però, è che le cose che lei ha elencato abbiano tutte almeno un punto decisivo in comune, ovvero una sorta di paura fondamentale che le accomuna e le rende coerenti fra loro. Questo, a mio parere, è un buon inizio per un percorso di esplorazione psicoterapeutica dei suoi vissuti. Per esperienza, le dico inoltre che sintomi di questo tipo, e soprattutto così intensi come lei li ha descritti, trovano spesso giovamento da una terapia farmacologica. Il farmaco ha l’unica funzione di ridurne l’intensità e l’intrusività e, con essi, anche il malessere che le suscitano ogni giorno. Questo aiuto, inoltre, le faciliterebbe anche il lavoro psicoterapeutico, ovvero la comprensione dell’origine e del significato di questi suoi vissuti. Una buona serata.

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