Buonasera,scrivo qui per avere più pareri perché oggi rasento la disperazione. Ho un bimbo di 14 gi
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risposte
Buonasera,scrivo qui per avere più pareri perché oggi rasento la disperazione.
Ho un bimbo di 14 giorni dorme,mangia molto,cresce e lo allatto al seno.
Oggi però è dalle 7:00 che ogni mezz'ora massimo vuole attaccarsi al mio seno, sennò strilla abbiamo provato di tutto, massaggini( pancia morbida nessuno spasmo,cacca fatta),bagnetto,cullarlo in ogni modo,rumori bianchi vibrazioni,avvolgerlo quando si addormenta,nulla... solo seno o urla disperato.Cosi lo attacco ma nn so se faccio bene così tanto e sono davvero sfinita.Potrebbe esserci un rimedio o mi devo rassegnare?Ho chiesto anche al mio pediatra ma ancora non mi ha contattata.grazie a chiunque possa rispondere.
Ho un bimbo di 14 giorni dorme,mangia molto,cresce e lo allatto al seno.
Oggi però è dalle 7:00 che ogni mezz'ora massimo vuole attaccarsi al mio seno, sennò strilla abbiamo provato di tutto, massaggini( pancia morbida nessuno spasmo,cacca fatta),bagnetto,cullarlo in ogni modo,rumori bianchi vibrazioni,avvolgerlo quando si addormenta,nulla... solo seno o urla disperato.Cosi lo attacco ma nn so se faccio bene così tanto e sono davvero sfinita.Potrebbe esserci un rimedio o mi devo rassegnare?Ho chiesto anche al mio pediatra ma ancora non mi ha contattata.grazie a chiunque possa rispondere.
Buonasera cara, immagino soltanto come tu possa sentirti. I primi giorni sono i più impegnativi, pensa solo che fino a qualche settimana fa lui era dentro di te e avevo tutto quello di cui aveva bisogno mentre adesso è in un ambiente nuovo e vuole solo te. Quello che posso consigliarti è di chiedere supporto alla famiglia o amici per la gestione casa/spesa ecc... E di valutare la fascia per tenerlo a contatto con te ma rimanendo libera di muoverti.
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Buongiorno
Le motivazioni per cui il tuo piccolo si comporta così sono diverse .
Come diceva la collega il fatto di stare 9 mesi con te comporta che i suoi bisogni erano soddisfatti istantaneamente .
L attacco al seno può essere dovuto al bisogno di nutrirsi ma anche di bere o per consolazione o semplicemente la necessità di coccole .
Stai facendo un ottimo lavoro e attaccarlo a richiesta e’ la cosa giusta da fare , sicuramente da valutare anche lo stato dell’allattamento e la crescita con un’ostetrica a te vicina.
Non dimentichiamo anche la presenza degli scatti di crescita che comportano un attacco proprio di questo tipo per far sì che il seno produca maggiormente latte per le esigenze future di crescita del tuo piccolo .
Le motivazioni per cui il tuo piccolo si comporta così sono diverse .
Come diceva la collega il fatto di stare 9 mesi con te comporta che i suoi bisogni erano soddisfatti istantaneamente .
L attacco al seno può essere dovuto al bisogno di nutrirsi ma anche di bere o per consolazione o semplicemente la necessità di coccole .
Stai facendo un ottimo lavoro e attaccarlo a richiesta e’ la cosa giusta da fare , sicuramente da valutare anche lo stato dell’allattamento e la crescita con un’ostetrica a te vicina.
Non dimentichiamo anche la presenza degli scatti di crescita che comportano un attacco proprio di questo tipo per far sì che il seno produca maggiormente latte per le esigenze future di crescita del tuo piccolo .
Buonasera,
prima di tutto ti mando un grande abbraccio, perché quello che stai vivendo è comune ma profondamente faticoso, soprattutto nei primissimi giorni dopo la nascita.
A 14 giorni, i neonati non hanno ancora un ritmo prevedibile e spesso vivono giornate come quella che descrivi: attaccamenti continui, irrequietezza, rifiuto di qualunque consolazione che non sia il seno. Questo può essere dovuto a:
Un picco di crescita (o “scatto di sviluppo”), che avviene spesso intorno a 10–15 giorni: il bambino si attacca più spesso per stimolare il seno ad aumentare la produzione di latte.
Un forte bisogno di contatto e regolazione: il seno non è solo nutrizione, ma anche calma, calore, battito familiare.
Una giornata “no”, come può succedere anche ai neonati, magari con stanchezza accumulata, immaturità del sistema nervoso o semplicemente bisogno intenso di vicinanza.
Attaccarlo frequentemente non è sbagliato, anzi: è la risposta più naturale al suo bisogno. Stai facendo esattamente quello che serve.
Capisco però quanto possa essere sfiancante. Ti suggerisco:
Se puoi, chiedi supporto pratico a casa: qualcuno che tenga il piccolo tra una poppata e l’altra, così tu puoi dormire anche solo 30 minuti.
Prova a stare con lui a contatto pelle a pelle anche quando non mangia: a volte si calma più facilmente così.
Se la situazione dovesse ripetersi a lungo o se hai dubbi su come sta poppando, una valutazione con un’ostetrica esperta in allattamento può aiutarti tantissimo a chiarire se tutto procede bene o se si può alleggerire un po’ la gestione.
Ma da quanto racconti, non c’è nulla che stai facendo “male”, né nulla che indichi un problema grave: solo un neonato nei suoi primi, faticosi giorni di adattamento alla vita extra-uterina.
Coraggio: non sarà sempre così. E se senti che hai bisogno di un confronto più approfondito, sono qui
prima di tutto ti mando un grande abbraccio, perché quello che stai vivendo è comune ma profondamente faticoso, soprattutto nei primissimi giorni dopo la nascita.
A 14 giorni, i neonati non hanno ancora un ritmo prevedibile e spesso vivono giornate come quella che descrivi: attaccamenti continui, irrequietezza, rifiuto di qualunque consolazione che non sia il seno. Questo può essere dovuto a:
Un picco di crescita (o “scatto di sviluppo”), che avviene spesso intorno a 10–15 giorni: il bambino si attacca più spesso per stimolare il seno ad aumentare la produzione di latte.
Un forte bisogno di contatto e regolazione: il seno non è solo nutrizione, ma anche calma, calore, battito familiare.
Una giornata “no”, come può succedere anche ai neonati, magari con stanchezza accumulata, immaturità del sistema nervoso o semplicemente bisogno intenso di vicinanza.
Attaccarlo frequentemente non è sbagliato, anzi: è la risposta più naturale al suo bisogno. Stai facendo esattamente quello che serve.
Capisco però quanto possa essere sfiancante. Ti suggerisco:
Se puoi, chiedi supporto pratico a casa: qualcuno che tenga il piccolo tra una poppata e l’altra, così tu puoi dormire anche solo 30 minuti.
Prova a stare con lui a contatto pelle a pelle anche quando non mangia: a volte si calma più facilmente così.
Se la situazione dovesse ripetersi a lungo o se hai dubbi su come sta poppando, una valutazione con un’ostetrica esperta in allattamento può aiutarti tantissimo a chiarire se tutto procede bene o se si può alleggerire un po’ la gestione.
Ma da quanto racconti, non c’è nulla che stai facendo “male”, né nulla che indichi un problema grave: solo un neonato nei suoi primi, faticosi giorni di adattamento alla vita extra-uterina.
Coraggio: non sarà sempre così. E se senti che hai bisogno di un confronto più approfondito, sono qui
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