Buonasera, scrivo per chiedere un parere professionale riguardo a mia figlia, che ha quasi 2 anni.
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Buonasera, scrivo per chiedere un parere professionale riguardo a mia figlia, che ha quasi 2 anni.
È sempre stata allattata al seno a richiesta e, nonostante abbiamo iniziato lo svezzamento intorno ai 7 mesi, non ha mai mostrato un reale interesse per il cibo. Ha sempre rifiutato la maggior parte degli alimenti, inclusi frutta, verdura e carne/pesce, chiedendo quasi esclusivamente il seno. Le uniche eccezioni sono sempre state pane e formaggio.
Abbiamo provato diversi approcci allo svezzamento (consistenze, tempi e modalità), incluso l’autosvezzamento con pasti condivisi, senza grandi risultati. Probabilmente non ha aiutato il fatto che io lavori da casa e che la bimba non frequenti ancora l’asilo. Lei è serena, attiva e cresce regolarmente, ma la situazione sul piano alimentare ci preoccupa. Gli esami del sangue hanno evidenziato una carenza di ferro e ha iniziato da qualche giorno una terapia con un integratore. Nell’ultima settimana, proprio a seguito degli esami, ho ridotto l’allattamento al seno, mantenendolo solo la sera prima di addormentarsi, nella speranza che questo possa favorire un maggiore appetito durante il giorno.
Ci sono stati lievi progressi, ma continua ad avere una dieta molto selettiva, preferendo mangiare principalmente pane, formaggio e pastina con parmigiano, mentre il resto degli alimenti spesso non prova nemmeno ad assaggiarlo.
Vorrei capire se sia il caso di approfondire con esami o visite specialistiche, ed eventualmente a quali figure rivolgersi.
Ringrazio chi vorrà rispondere con un parere medico o indicazioni utili.
È sempre stata allattata al seno a richiesta e, nonostante abbiamo iniziato lo svezzamento intorno ai 7 mesi, non ha mai mostrato un reale interesse per il cibo. Ha sempre rifiutato la maggior parte degli alimenti, inclusi frutta, verdura e carne/pesce, chiedendo quasi esclusivamente il seno. Le uniche eccezioni sono sempre state pane e formaggio.
Abbiamo provato diversi approcci allo svezzamento (consistenze, tempi e modalità), incluso l’autosvezzamento con pasti condivisi, senza grandi risultati. Probabilmente non ha aiutato il fatto che io lavori da casa e che la bimba non frequenti ancora l’asilo. Lei è serena, attiva e cresce regolarmente, ma la situazione sul piano alimentare ci preoccupa. Gli esami del sangue hanno evidenziato una carenza di ferro e ha iniziato da qualche giorno una terapia con un integratore. Nell’ultima settimana, proprio a seguito degli esami, ho ridotto l’allattamento al seno, mantenendolo solo la sera prima di addormentarsi, nella speranza che questo possa favorire un maggiore appetito durante il giorno.
Ci sono stati lievi progressi, ma continua ad avere una dieta molto selettiva, preferendo mangiare principalmente pane, formaggio e pastina con parmigiano, mentre il resto degli alimenti spesso non prova nemmeno ad assaggiarlo.
Vorrei capire se sia il caso di approfondire con esami o visite specialistiche, ed eventualmente a quali figure rivolgersi.
Ringrazio chi vorrà rispondere con un parere medico o indicazioni utili.
Buona sera mamma,
capisco la preoccupazione. Da quello che descrive a mio parere non è necessario per ora effettuare ulteriori esami o visite specialistiche. La bambina cresce bene e non ci sono segnali di malattie. Il quadro è molto compatibile con una selettività alimentare mantenuta dall’allattamento al seno, che a quasi 2 anni può ridurre lo stimolo della fame, e riduce anche l'interesse verso alimenti che completerebbero la dieta.
Il seno non è più sufficiente dal punto di vista nutrizionale e rischia di ostacolare l’appetito verso altri cibi, come dimostra anche la carenza di ferro. La riduzione che ha iniziato è corretta e, a questo punto, potrebbe avere senso provare a sospendere anche la poppata serale. So che non è facile, sicuramente lavorando da casa e non andando all'asilo, la piccola sarà particolarmente attaccata a lei. Questo non facilità ovviamente il distacco dal seno.
La strada giusta è lavorare sull’alimentazione: pasti strutturati, niente seno o sostituti tra i pasti, proposta ripetuta degli alimenti senza forzare. Ci vuole un po' di pazienza, cercate sempre di fargliela vivere più come un gioco che come una costrizione. Vedrà che piano piano se trovate la chiave di volta giusta il problema si risolverà.
Un caro saluto,
Dott. Arturo Biasco
capisco la preoccupazione. Da quello che descrive a mio parere non è necessario per ora effettuare ulteriori esami o visite specialistiche. La bambina cresce bene e non ci sono segnali di malattie. Il quadro è molto compatibile con una selettività alimentare mantenuta dall’allattamento al seno, che a quasi 2 anni può ridurre lo stimolo della fame, e riduce anche l'interesse verso alimenti che completerebbero la dieta.
Il seno non è più sufficiente dal punto di vista nutrizionale e rischia di ostacolare l’appetito verso altri cibi, come dimostra anche la carenza di ferro. La riduzione che ha iniziato è corretta e, a questo punto, potrebbe avere senso provare a sospendere anche la poppata serale. So che non è facile, sicuramente lavorando da casa e non andando all'asilo, la piccola sarà particolarmente attaccata a lei. Questo non facilità ovviamente il distacco dal seno.
La strada giusta è lavorare sull’alimentazione: pasti strutturati, niente seno o sostituti tra i pasti, proposta ripetuta degli alimenti senza forzare. Ci vuole un po' di pazienza, cercate sempre di fargliela vivere più come un gioco che come una costrizione. Vedrà che piano piano se trovate la chiave di volta giusta il problema si risolverà.
Un caro saluto,
Dott. Arturo Biasco
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Salve Signora riducendo l'allattamento al seno la sua bimba manifesterà piano piano interesse al cibo. Proponga gli alimenti piu di una volta e cucini ricetta saporite colorate. Puo' trovare ricette anche su internet
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