Buonasera, mi chiamo Matteo Buratti. Il 30 settembre del 2018 ero a casa che giocavo con mio figlio

Buonasera, mi chiamo Matteo Buratti. Il 30 settembre del 2018 ero a casa che giocavo con mio figlio e facendo un piccolissimo salto ho sentito un forte rumore alla schiena che mi ha fatto cadere a terra e immediatamente ho perso la gamba sinistra con un male allucinante. Ho fatto subito una risonanza magnetica che ha evidenziato un ernia discale L4-L5.. Inizialmente il mio medico mi fece fare delle infiltrazioni di Nicetile per 15 giorni ma il male aumentava sempre di più tanto da non dormire più neanche un minuto alla notte. Ho deciso di andare a fare delle infiltrazioni peridurali ( 3 in tutto fatte una alla settimana) da una dottoressa, ma nulla neanche con queste. A quel punto passato già un mese dal trauma mi hanno consigliato di andare da un neurochirurgo il quale mi ha consigliato di fare infiltrazioni di ozono-terapia e elettrostimolazione alla gamba.... Ho fatto 20 sedute di ozono-terapia e per 2 mesi tutti i giorni sono andato a fare elettrostimolazione alla gamba. Ma nulla neanche con tutto questo.... A quel punto mi hanno consigliato di andare da un chiropratico da cui ho fatto alcune sedute per più di un mese... Ma nulla nemmeno col chiropratico... Ho fatto una nuova risonanza magnetica la quale ha confermato l'ernia discale L4-L5... A quel punto son tornato dal neurochirurgo che mi ha detto che era cosa giusta l'operazione. Mi ha messo in lista e il 14 febbraio 2019 mi ha operato . Dopo circa 2 settimane mi è ricomparso il male alla gamba (un po diverso da prima) e sono tornato dal neurochirurgo.... Ho fatto una risonanza magnetica con contrasto ed è venuto fuori che ce una fibrosi cicatriziale.... Il neurochirurgo mi ha consigliato di fare un ciclo di infiltrazioni peridurali teleguidate ai raggi X in sala operatoria. Al momento ne ho fatte 2 a distanza di 40 giorni una dall'altra... il 10 luglio ho la terza peridurale già programmata. La prima infiltrazione mi ha dato qualche beneficio togliendomi il male alla gamba ma rimanendo il male dalla zona del taglio dell'operazione fino al gluteo e al tibiale anteriore. La seconda non mi ha dato quasi nessun beneficio... Sono andato anche a farmi visitare da altri 2 neurochirurghi per avere altri pareri e tutti e 2 al momento mi hanno sconsigliato un nuovo reintervento... Considerando che sto facendo da 3 mesi riabilitazione in palestra , piscina e camminate ma che il male non passa , avete consigli per me ??? Sono passati 9 mesi e nel frattempo ho perso anche il lavoro... Psicologicamente sono a terra... Perfavore c'è qualcuno che ha qualche consiglio da darmi ? Grazie mille !

1 risposta


Matteo, quello che ha vissuto in questi nove mesi è clinicamente documentato e psicologicamente comprensibile. Ha fatto tutto quello che le è stato chiesto, ha aspettato, ha eseguito le terapie. Merita una risposta onesta. La fibrosi cicatriziale peridurale è una complicanza reale della chirurgia discale, e il fatto che due neurochirurghi le abbiano sconsigliato il reintervento non significa necessariamente che non esistano altre opzioni. Significa che la riapertura del campo chirurgico è rischiosa in quel contesto specifico: non esclude percorsi alternativi. La prima cosa da definire è la natura esatta del dolore residuo. Il dolore alla zona del taglio fino al gluteo e al tibiale anteriore ha caratteristiche diverse dalla sciatalgia classica, e potrebbe avere componenti diverse: dolore nocicettivo da tensione cicatriziale, dolore neuropatico da irritazione radicolare cronica, o una combinazione. La terza infiltrazione peridurale che ha programmata darà un'informazione aggiuntiva: se dovesse produrre un beneficio più consistente della seconda, è un segnale che la componente infiammatoria è ancora attiva e trattabile. In parallelo, la neurostimolazione midollare è un'opzione che i neurochirurghi che l'hanno vista non le hanno probabilmente ancora proposto, ma che ha evidenza consolidata nel dolore neuropatico cronico post-chirurgico lombare. Non rimuove la cicatrice, ma può rendere il dolore gestibile in modo stabile. Vale una discussione specifica con un neurochirurgo che abbia esperienza in neuromodulazione, portando tutta la documentazione del percorso fatto finora.

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