buonasera, ho effettuato due interventi, embolizzazione (non risolutivo) e clipping (risolutivo) per
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buonasera, ho effettuato due interventi, embolizzazione (non risolutivo) e clipping (risolutivo) per FAVD a livello del cranio, che mi aveva causato un edema midollare cervicale.
In seguito al primo intervento di emboloizzazione si presentò l'insorgenza di dolore a livello della coscia e rigidità della gamba quando avvertivo lo stimolo di urinare. Per il dolore alla coscia fu riscontrato un ematoma all'adduttore.
Nonostante dall'ecografia effettuata successivamente non si è riscontrato nulla, i sintomi sono progrediti nel tempo e addirittura peggiorati a livello di rigidità. Per spiegarmi meglio: è sparita l'astenia, la mancanza di forza nei momenti di stanchezza, che caratterizzavano i sintomi legati all'edema midollare, ma questa rigidità e dolore che parte dall'adduttore e si estende all'inguinie è quasi peggiorato.
Mi sono rivolto a vari fisiatri e neurologi parlano tutti di ipertono causato dal problema cervicale, ma questo sintomo è insorto (e peggiorato) solo in seguito all'intervento e si è ripresentato in maniera ancora più acuta con le successive angiografie di controllo.
Cosa dovrei far controllare quali aspetti dovrei approfondire per stabilire la natura di questo problema? Perché finora le diagnosi ricevute non hanno portato a grandi riscontri in termini di miglioramento nella mobilità della gamba e gestione dei sintomi legati all'urina.
Grazie
In seguito al primo intervento di emboloizzazione si presentò l'insorgenza di dolore a livello della coscia e rigidità della gamba quando avvertivo lo stimolo di urinare. Per il dolore alla coscia fu riscontrato un ematoma all'adduttore.
Nonostante dall'ecografia effettuata successivamente non si è riscontrato nulla, i sintomi sono progrediti nel tempo e addirittura peggiorati a livello di rigidità. Per spiegarmi meglio: è sparita l'astenia, la mancanza di forza nei momenti di stanchezza, che caratterizzavano i sintomi legati all'edema midollare, ma questa rigidità e dolore che parte dall'adduttore e si estende all'inguinie è quasi peggiorato.
Mi sono rivolto a vari fisiatri e neurologi parlano tutti di ipertono causato dal problema cervicale, ma questo sintomo è insorto (e peggiorato) solo in seguito all'intervento e si è ripresentato in maniera ancora più acuta con le successive angiografie di controllo.
Cosa dovrei far controllare quali aspetti dovrei approfondire per stabilire la natura di questo problema? Perché finora le diagnosi ricevute non hanno portato a grandi riscontri in termini di miglioramento nella mobilità della gamba e gestione dei sintomi legati all'urina.
Grazie
Buonasera,
il suo caso presenta alcune caratteristiche molto specifiche: la comparsa di rigidità adduttoria e dolore inguinale dopo la prima embolizzazione e il fatto che i sintomi si riacutizzino dopo angiografie di controllo fanno pensare non solo a un ipertono “riflesso” da pregressa sofferenza midollare, ma anche alla possibilità di una irritazione focalizzata del nervo otturatorio, di una disfunzione miofasciale profonda post–ematoma o di un’alterazione del sistema autonomico pelvico (visto il legame con lo stimolo minzionale). L’ecografia negativa non esclude disfunzioni neuro-miofasciali profonde né un’alterazione della conduzione del nervo.
Approfondimenti utili:
• Valutazione fisiatrica-neurologica integrata sul movimento (pattern estensori/flessori, tono segmentale, controllo pelvico).
• Elettromiografia mirata del nervo otturatorio e dei muscoli adduttori per capire se persistono segni di irritazione neurale post-procedura.
• Valutazione del pavimento pelvico e del sistema autonomico in relazione alla minzione.
• RM o eco di secondo livello sul comparto adduttorio
Rimango a disposizione per un consulto!
il suo caso presenta alcune caratteristiche molto specifiche: la comparsa di rigidità adduttoria e dolore inguinale dopo la prima embolizzazione e il fatto che i sintomi si riacutizzino dopo angiografie di controllo fanno pensare non solo a un ipertono “riflesso” da pregressa sofferenza midollare, ma anche alla possibilità di una irritazione focalizzata del nervo otturatorio, di una disfunzione miofasciale profonda post–ematoma o di un’alterazione del sistema autonomico pelvico (visto il legame con lo stimolo minzionale). L’ecografia negativa non esclude disfunzioni neuro-miofasciali profonde né un’alterazione della conduzione del nervo.
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• Valutazione fisiatrica-neurologica integrata sul movimento (pattern estensori/flessori, tono segmentale, controllo pelvico).
• Elettromiografia mirata del nervo otturatorio e dei muscoli adduttori per capire se persistono segni di irritazione neurale post-procedura.
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