Buonasera, Ho bisogno di un parere. Sono una ragazza di 30 anni, circa due anni fa durante un peri
Buonasera, Ho bisogno di un parere. Sono una ragazza di 30 anni, circa due anni fa durante un periodo di forte stress ho iniziato a sentire un fastidio in gola. Da lì a poco non sono più riuscita a deglutire correttamente . Inizialmente continuavo a masticare il cibo in bocca senza più trovare il momento giusto per deglutire. Poi si è bloccata la deglutizione completamente . A seguito di logopedista leggermente è migliorata la cosa . io penso che come visto da fibroscopia sia stata colpa di un reflusso laringo faringeo silente . Sentivo anche un calore salire dalla base della gola. Ora però è come se non riuscissi più a deglutire in modo normale, o meglio, con le cose liquide non ho problemi, con le cose solide sembra che “sbattano” in gola . Altezza pomo d’Adamo. Può essere un problema al muscolo cricofaringeo? Noto anche che quando sbadiglio lo sbadiglio si blocca a metà . Ho notato anche che quando mangio ( vellutate principalmente, o frullati, o cose tipo purè e polenta ) inizio subito tantissime eruttazioni ma è come se sono “alte” in gola.. Non riesco a capire cosa ho . Non voglio prendere psicofarmaci perché io mentalmente sto bene. Cosa ne pensate ? Sto perdendo molto peso e sono parecchio preoccupata vorrei uscire da questa situazione. Ammetto che la sensazione di cibo che “ sbatte “ in gola come se si fermasse altezza pomo d’Adamo mi ha creato un po di paura di soffocare. Ma credo a chiunque farebbe paura . Prima di questo periodo ho sempre deglutito di tutto e di più senza problemi. Qualsiasi cibo e qualsiasi consistenza. Sono disperata .. voglio uscire da questo incubo. Vi ringrazio tantissimo
7 risposte
Salve! Bisognerebbe fare una visita foniatrica per l'esame della deglutizione ed eventualmente una videofluoroscopia ma questo, se sarà necessario, glielo dirà il medico. Saluti.
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Salve, potrebbe essere una giusta intuizione, il muscolo cricofaringeo costituisce lo sfintere esofageo superiore, un alterazione di esso può comporta reflusso e difficoltà deglutitorie. Anche se oggi ti senti meglio dal punto di vista mentale, il periodo di forte stress di due anni fa può aver innescato un mantenimento involontario della tensione muscolare. La deglutizione è un atto riflesso: quando subentra la paura di soffocare, si tende a "controllare" i movimenti con la mente, perdendo la fluidità automatica del gesto. Non si tratta di una patologia psichiatrica, ma di un condizionamento neuromuscolare ed è del tutto comprensibile che tu voglia evitare psicofarmaci. Difficoltà di deglutizione posso essere sia dovute a fattori organici che psicogeni pertanto le consiglio di indagare maggiormente entrambi gli aspetti, con valutazione strumentale otorino, valutazione gastroenterologica, valutazione logopedica e intraprendere supporto psicologico per gestire anche le emozioni relative momento del pasto. Saluti MA
Buonasera, comprendo la sua preoccupazione, soprattutto considerando la durata dei sintomi e il fatto che stia riscontrando una riduzione dell'introito alimentare e una perdita di peso. Da quanto descrive, prima di attribuire il quadro a una causa specifica, ritengo opportuno effettuare un approfondimento specialistico, in particolare con una valutazione foniatrica, eventualmente integrata da ulteriori accertamenti che il professionista riterrà indicati. È importante arrivare a una diagnosi il più possibile precisa prima di intraprendere un approccio sistematico, sia esso riabilitativo (logopedico), farmacologico, di supporto psicologico o di altra natura. I sintomi che riferisce, come la sensazione di arresto del cibo a livello della gola, le difficoltà con alcune consistenze alimentari, le frequenti eruttazioni e la sensazione di alterata deglutizione, meritano infatti una valutazione specialistica approfondita per escludere e inquadrare correttamente eventuali cause funzionali o organiche. Il consiglio che mi sento di darle è soprattutto di non sottovalutare la modifica dell'alimentazione e la perdita di peso: qualora l'introito alimentare continui a ridursi o il calo ponderale prosegua, è opportuno rivolgersi tempestivamente a uno specialista per una presa in carico completa. Le auguro di poter chiarire presto l'origine del problema e di trovare il percorso terapeutico più adeguato.
Buonasera, innanzitutto mi spiace molto per la situazione che sta attraversando; è possibile che un evento traumatico e/o un forte stress subito dalla laringe, anche durante il periodo di reflusso faringo laringeo (immagino si riferisse a questo quando parlava di "reflusso silente"), abbia condotto la laringe stessa ad assumere un atteggiamento disfunzionale, ma questa è solo un'ipotesi. Non è possibile, online, determinare quale muscolo sia il problema, ma sicuramente dalla situazione che descrive emergono sintomi di disfagia, questo merita un inquadramento preciso (quale delle fasi deglutitorie è compromessa? Come si comporta la muscolatura coinvolta?). Le consiglio una nuova consulenza logopedica e uno studio della deglutizione con un foniatra specializzato; mi perdoni ma mi sento anche di consigliarle di seguire un percorso di psicoterapia, perché, per quanto riporti di stare bene mentalmente, parla anche (e giustamente) di paura, disperazione e incubo. Il pasto rappresenta un momento anche edonistico e sociale, non è solo nutrizione, si può soffrire molto se non risulta possibile condurlo adeguatamente. Mi auguro che dall'integrazione di questi percorsi possa nascere una buona soluzione per lei. Resto a disposizione se avesse bisogno di un consulto, ricevo a Pisa e Livorno e sono specializzata in deglutologia. Saluti Dott.ssa Logopedista Ilaria Orselli
la ringrazio per aver descritto la sua situazione con così tanta precisione: i dettagli che fornisce sono davvero preziosi e mi aiutano a orientarmi meglio. Capisco quanto tutto questo la stia facendo soffrire, e vorrei prima di tutto dirle che non è "nella sua testa": quello che descrive — la sensazione di cibo che si ferma all'altezza del pomo d'Adamo, la difficoltà maggiore con i solidi rispetto ai liquidi, le eruttazioni "alte" — sono elementi concreti che meritano un approfondimento specifico, non certo un problema psicologico. Il primo passo che le consiglierei è una videofibrolaringoscopia della deglutizione (FEES), un esame eseguito dall'otorinolaringoiatra tramite una piccola sonda che permette di osservare direttamente come si comportano faringe e laringe durante la deglutizione di cibi di diversa consistenza. È l'esame più indicato per capire in quale fase del processo si verifica la difficoltà e se ci sono alterazioni visibili delle strutture coinvolte. Da quello che descrive — soprattutto la storia di reflusso laringo-faringeo e la sensazione di blocco a livello del cricofaringeo — è un'ipotesi plausibile da verificare, insieme a una valutazione logopedica specialistica della deglutizione, che può essere svolta in parallelo o subito dopo l'esame strumentale. In base ai risultati, si potrà eventualmente approfondire anche la componente muscolare che lei stessa nota (ad esempio la sensazione di blocco durante lo sbadiglio), ma è un aspetto da indagare in un secondo momento, dopo aver escluso o confermato le altre ipotesi. Un'ultima cosa che tengo a dirle: capisco la sua ritrosia verso gli psicofarmaci, e non è affatto in discussione qui — quello che serve ora è un percorso diagnostico strumentale, non una valutazione psichiatrica. Le consiglio solo di non rimandare: con il calo di peso che descrive è importante muoversi con una certa tempestività, magari partendo dal medico curante per l'impegnativa all'otorino, così da avviare l'iter il prima possibile.
Innanzitutto le sono vicina. Io mi sento di consigliarle di rivolgersi al suo medico di medicina generale e confrontarsi con lui, eventualmente chiedere una visita specialistica da un otorinolaringoiatra e da un logopedista. Da valutare questa perdita di peso correlata a disfagia e reflusso gastroesofageo sarà il collega ad indirizzarla verso una dieta adeguata per ridurre i sintomi del reflusso magari anche mediate degli specifici farmaci ( per dare modo al corpo di recuperare/ prendere fiato da un momento di stress dei tessuti causato dal reflusso). E il logopedista a fornirle tutta una serie di accorgimenti/ posture/ esercizi che possano portarla a migliorare la sua situazione.
Buongiorno, alla luce di quanto scrivi nel messaggio, mi verrebbero diverso domande da porti e bisognerebbe indagare il quadro in modo piu approfondito e mirato cercando di valutare eventuali disfunzioni a carico dell'articolazione temporo mandibolare, eventuali presenze di osteofiti a livello cervicale, presenze di traumi o colpi di frusta....quindi eseguire valutazione posturale globale. La sensazione di cibo che si arresat in gola può dipendere da molteplici fattori e varrebbe la pena indagare meglio.... Sono una Logopedista specializzata in deglutizione e con formazione in Postura Decompensata quindi sno disponibile per un eventuale altro consulto anche online. Buona giornata Serena
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