Buonasera, Faccio questa domanda perché sinceramente non so quale sia il modo migliore per gestire

2 risposte
Buonasera,
Faccio questa domanda perché sinceramente non so quale sia il modo migliore per gestire la situazione.
Mia mamma di 89 anni è stata ricoverata per 20 giorni (seconda volta in 4 anni) per una serie di problematiche; emoglobina sotto il 7, polmonite, problemi alle gambe.
Nella lettera di dimissioni come conclusione vi è riportato come diagnosi: Insufficienza respiratoria a genesi mista: polmonite sinistra e scompenso cardiaco in corso di recidiva di anemizzazione verosimilmente secondaria a perdita gastroenterica. TVP arto inferiore destro.Eruzione cutanea da farmaci. Decadimento cognitivo.
Inoltre viene detto:
I familiari sono stati ampiamente edotti della fragilità del quadro clinico con evoluzione infausta anche repentina.
Ora, avendo fatto (oramai da quasi 4 anni) domanda casa di riposo, ed essendo in lista d’attesa, il mio dubbio è quello se andare avanti con la richiesta di farla andare in una RSA oppure tenera a casa.
Ovviamente non chiedo a voi di dirmi cosa fare, ma essendo molto combattuto, vorrei avere una risposta sull’effettiva aspettativa di vita che mia mamma potrebbe avere, e quindi orientarmi o meno su tenerla a casa (ovviamente seguita come lo è già adesso), oppure farla seguirà in RSA.
Grazie mille se potete darmi un consiglio.
Dott.ssa Paola Aparo
Geriatra, Internista
Solarino
Buona sera. Comprendo la difficoltà di decisione. Purtroppo è ampiamente personale la scelta. Bisognerebbe mettere sulla bilancia, da una parte le condizioni cliniche (non potendone prendere visione e giudicare personalmente) della paziente e dall'altra, la vostra capacità di gestione.
Ovviamente l'RSA offre tutti i servizi come, medici, Oss e infermieri, ma certamente se la paziente è giunta al termine vita e volete godervi e regalarvi gli ultimi momenti insieme potreste decidere di tenerla lì. Pertanto direi che la scelta è veramente personale.

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Dott. David Ricciardi
Geriatra, Internista
Marcianise
Buongiorno, da quello che ha scritto, i colleghi che hanno avuto modo di visitare mamma, sono stati chiari su quella che è la situazione. Se la paziente può contare su un aiuto h24 al domicilio, non vedo perchè debba essere trasferita in un RSA. Saluti

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