Buonasera Dottori, i miei disturbi sono iniziati in seguito ad un rapporto (protetto) avvenuto in g
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Buonasera Dottori,
i miei disturbi sono iniziati in seguito ad un rapporto (protetto) avvenuto in gennaio, subito dopo il quale ho iniziato ad avere dolori e bruciori ai genitali, al basso ventre e in zona inguinale. Preciso che ho calcoli renali e ureterocele a sinistra.
Ad inizio gennaio 2023 ho assunto per otto giorni un antibiotico a causa di una infezione a un dente (augmentin) e poi a fine gennaio ho assunto un altro antibiotico per sei giorni a causa di un batterio (klebsiella) nelle urine (ciproxin).Siccome durante il trattamento con ciproxin, il calore/ bruciore nei testicoli e nel pene era aumentato notevolmente (al punto che avevo la pelle molto arrossata), chiedo se potrebbero essere stati gli antibiotici a causarmi questi disturbi.
Poi ho seguito una terapia antibiotica per venti giorni (Miraclin). Dopo circa una settimana la cura ha iniziato a fare effetto e non sentivo più bruciori, fastidi e dolori ai genitali e in zona pelvica. Però dopo due o tre giorni dal termine della terapia i disturbi si sono ripresentati.
Ho eseguito: una ecografia dell’addome completo (da cui non è emerso niente), tamponi uretrali per la ricerca di clamidia e herpes (risultati negativi), due volte la spermiocoltura (sempre negativa), diverse volte l’ urinocoltura sempre negativo.
In maggio ho fatto una visita proctologica perché ho iniziato ad avere anche forte calore, bruciore e fitte nella zona perineale. Secondo lo specialista che mi ha visitato, i miei disturbi sarebbero causati da una neuropatia del pudendo e mi ha prescritto il Pelvilen Dual Act e la Lyrica. Il Pelvilen lo sto prendendo da circa venti giorni ma non ho riscontrato benefici significativi, mentre non ho ancora iniziato ad assumere la Lyrica (pregabalin) perché non vorrei prenderla a causa degli effetti collaterali che ha quel farmaco. Tra l’altro il mio dolore non è acuto e lancinante ma sordo e bruciante.
I sintomi che avverto sono i seguenti:
- bruciori e dolori a pene e testicoli (indolenzimento e dolore di tipo tensivo), a volte aumentano dopo aver urinato e durante erezione;
- peso, bruciore, fitte, indolenzimento/intorpidimento, senso di tensione/contrazione nella zona pubica/basso ventre. A volte ho delle fitte tipo degli spilli nella zona pelvica e lombare. Mi sembra di avere una cintura che mi stringe al basso ventre. Inoltre negli ultimi due giorni ho dolori e fitte in zona lombare sotto il costato, non so se possono essere i reni,
- gonfiore del pene molto frequente nelle ultime due settimane associato a
1) perdita di sensibilità, intorpidimento, e impossibilità di erezione
2) sensazione di non riuscire a fare pipì, non ho lo stimolo, però se vado in bagno un po' riesco a farne e sento un po' di sollievo;
- sensazione di vescica che non si svuota completamente, sento delle goccioline fuoriuscire ogni tanto;
- dolore / bruciore / calore / fitte nella zona anale / perineale (da maggio) Questi disturbi si presentano anche quando urino o subito dopo (non sempre), quando vado di corpo (spesso), quando cammino, quando sto seduto (da maggio), dopo eiaculazione. Ho usato una crema e ho avuto un po' di sollievo dal dolore e bruciore nella zona perineale;
- frequenti arrossamenti del glande e prepuzio;
- pelle del pene (glande e prepuzio) appiccicosa, ruvida e fastidio in caso di sfregamento;
- gonfiore intestinale;
- indolenzimento inguine e gambe.
Quale può essere la causa ? Cistite / prostatite / uretrite / nevralgia del pudendo / qualche malattia sessualmente trasmissibile ?
Vi chiedo cortesemente se potete darmi qualche consiglio o indicazione utile perché sono già stato da tre urologi / andrologi ma non ho risolto il problema.
Distinti saluti.
i miei disturbi sono iniziati in seguito ad un rapporto (protetto) avvenuto in gennaio, subito dopo il quale ho iniziato ad avere dolori e bruciori ai genitali, al basso ventre e in zona inguinale. Preciso che ho calcoli renali e ureterocele a sinistra.
Ad inizio gennaio 2023 ho assunto per otto giorni un antibiotico a causa di una infezione a un dente (augmentin) e poi a fine gennaio ho assunto un altro antibiotico per sei giorni a causa di un batterio (klebsiella) nelle urine (ciproxin).Siccome durante il trattamento con ciproxin, il calore/ bruciore nei testicoli e nel pene era aumentato notevolmente (al punto che avevo la pelle molto arrossata), chiedo se potrebbero essere stati gli antibiotici a causarmi questi disturbi.
Poi ho seguito una terapia antibiotica per venti giorni (Miraclin). Dopo circa una settimana la cura ha iniziato a fare effetto e non sentivo più bruciori, fastidi e dolori ai genitali e in zona pelvica. Però dopo due o tre giorni dal termine della terapia i disturbi si sono ripresentati.
Ho eseguito: una ecografia dell’addome completo (da cui non è emerso niente), tamponi uretrali per la ricerca di clamidia e herpes (risultati negativi), due volte la spermiocoltura (sempre negativa), diverse volte l’ urinocoltura sempre negativo.
In maggio ho fatto una visita proctologica perché ho iniziato ad avere anche forte calore, bruciore e fitte nella zona perineale. Secondo lo specialista che mi ha visitato, i miei disturbi sarebbero causati da una neuropatia del pudendo e mi ha prescritto il Pelvilen Dual Act e la Lyrica. Il Pelvilen lo sto prendendo da circa venti giorni ma non ho riscontrato benefici significativi, mentre non ho ancora iniziato ad assumere la Lyrica (pregabalin) perché non vorrei prenderla a causa degli effetti collaterali che ha quel farmaco. Tra l’altro il mio dolore non è acuto e lancinante ma sordo e bruciante.
I sintomi che avverto sono i seguenti:
- bruciori e dolori a pene e testicoli (indolenzimento e dolore di tipo tensivo), a volte aumentano dopo aver urinato e durante erezione;
- peso, bruciore, fitte, indolenzimento/intorpidimento, senso di tensione/contrazione nella zona pubica/basso ventre. A volte ho delle fitte tipo degli spilli nella zona pelvica e lombare. Mi sembra di avere una cintura che mi stringe al basso ventre. Inoltre negli ultimi due giorni ho dolori e fitte in zona lombare sotto il costato, non so se possono essere i reni,
- gonfiore del pene molto frequente nelle ultime due settimane associato a
1) perdita di sensibilità, intorpidimento, e impossibilità di erezione
2) sensazione di non riuscire a fare pipì, non ho lo stimolo, però se vado in bagno un po' riesco a farne e sento un po' di sollievo;
- sensazione di vescica che non si svuota completamente, sento delle goccioline fuoriuscire ogni tanto;
- dolore / bruciore / calore / fitte nella zona anale / perineale (da maggio) Questi disturbi si presentano anche quando urino o subito dopo (non sempre), quando vado di corpo (spesso), quando cammino, quando sto seduto (da maggio), dopo eiaculazione. Ho usato una crema e ho avuto un po' di sollievo dal dolore e bruciore nella zona perineale;
- frequenti arrossamenti del glande e prepuzio;
- pelle del pene (glande e prepuzio) appiccicosa, ruvida e fastidio in caso di sfregamento;
- gonfiore intestinale;
- indolenzimento inguine e gambe.
Quale può essere la causa ? Cistite / prostatite / uretrite / nevralgia del pudendo / qualche malattia sessualmente trasmissibile ?
Vi chiedo cortesemente se potete darmi qualche consiglio o indicazione utile perché sono già stato da tre urologi / andrologi ma non ho risolto il problema.
Distinti saluti.
Quel rapporto protetto di gennaio non ebbe e non ha alcuna responsabilità. Lasci perdere quei due farmaci che non le servono a nulla e al massimo le tacitano il dolore/bruciore. Il nervo pubendo non centra nulla. Il suo è un quadro da consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica di fatto mai adeguatamente valutato né nei suoi aspetti genitali, né in quelli generali con i dovuti esami (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey; stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno). Si è riempito inutilmente di antibiotici che hanno squilibrato il suo microbiota aumentando i problemi. Capisco che sia stufo dopo sei mesi, ma le serve un buon andrologo che riprenda in mano la quewtione, svolga i pacchetti di esami citati e definisca il quadro, senza trascurare la condizione del rapporto prepuzio/glande che potrebbe avere un ruolo nel sostenere la situazione. Con un quadro ben definito si potrà attivare l'adeguato percorso terapeutico che potrebbe richiedere anche un anno.
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