Buonasera, Da circa tre mesi soffro di extrasistoli. Spesso sento una specie di tonfo alla gola e

Buonasera, Da circa tre mesi soffro di extrasistoli. Spesso sento una specie di tonfo alla gola ed anche al petto. Le ho sempre avute anche in passato, ogni tanto le extrasistoli venivano e se ne andavano nel giro di pochi giorni probabilmente legate allo stress del momento. L'esame ecodoppler che ho effettuato il mese scorso andava bene. Ho messo anche holter che ha rilevato extrasistoli ma nella norma.il cardiologo mi ha detto che in sostanza il cuore va bene. Prendo il Metoprolo da circa un anno , in precedenza Inderal per problemi di tachicardia sempre legati all'ansia e allo stress, ma negli ultimi tempi non ha più l'efficacia che aveva prima. Il mio medico mi ha prescritto il Sotalolo, ma il cardiologo mi ha detto di continuare con Metoprolo in quanto il Sotalolo è un farmaco più impegnativo. Il fatto è che ultimamente le extrasistoli mi accompagnano per larga parte della giornata e sono davvero fastidiose rendendo molto stancante la quotidianità, il lavoro eccetera.. Non so se seguire il medico che mi ha prescritto sotalolo o continuare con Metoprolo che però non ha più l'effetto di prima. Grazie.

1 risposta


Buongiorno, capisco bene quanto le extrasistoli, pur essendo benigne, possano diventare molto fastidiose quando sono frequenti e persistenti durante la giornata. Parto dal punto più importante: dagli esami che ha eseguito — ecocardiogramma nella norma e Holter senza aritmie significative — risulta che il Suo è un cuore strutturalmente sano. Questo significa che le extrasistoli che avverte, anche se numerose e percepite come “tonfi” al petto o alla gola, sono benigne e non pericolose. Il fatto che in passato comparissero a periodi e ora siano più continue è abbastanza tipico: spesso queste aritmie sono molto influenzate dal sistema nervoso autonomo, quindi da stress, stanchezza, sonno irregolare, tensione emotiva o anche fattori come digestione e stimolanti. Quando il sistema è più “attivato”, le extrasistoli diventano più frequenti e più percepite. Per quanto riguarda la terapia, il punto è proprio questo: non tutte le extrasistoli vanno trattate con farmaci più “forti”. Il metoprololo è un farmaco relativamente “leggero” e ben tollerato, utile proprio per modulare la risposta del sistema nervoso. Il sotalolo, invece, è un antiaritmico più impegnativo, con un profilo diverso e con necessità di maggiore cautela, motivo per cui il cardiologo Le ha consigliato di non passare subito a questa terapia. Il fatto che il metoprololo sembri meno efficace non significa necessariamente che “non funzioni più”, ma che in questo periodo il Suo organismo è più sensibile e quindi percepisce maggiormente le extrasistoli. Prima di passare a farmaci più complessi, spesso vale la pena ottimizzare ciò che già si assume (eventuale aggiustamento del dosaggio o dell’orario, sempre con il medico) e lavorare sui fattori scatenanti. Dal punto di vista pratico, può essere utile curare in modo mirato: la qualità del sonno la gestione dello stress l’alimentazione (evitando pasti abbondanti serali, eccesso di caffeina o stimolanti) l’attività fisica regolare ma non eccessiva In sintesi, sulla base degli esami che riporta, non ci sono elementi che giustifichino un passaggio immediato a un farmaco più impegnativo come il sotalolo. La strada più prudente è quella indicata dal cardiologo: proseguire con il metoprololo e valutare eventuali aggiustamenti, mantenendo un approccio globale alla gestione dei sintomi. Se le extrasistoli dovessero cambiare caratteristiche (molto più frequenti, associate a capogiri o svenimenti), allora sarà corretto rivalutare. Sperando di esserLe stata utile, Le auguro una buona giornata.

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