Buonasera, da 1 mesetto, in maniera discontinua avverto sensazione di peso al testicolo sinistro. Es

Buonasera, da 1 mesetto, in maniera discontinua avverto sensazione di peso al testicolo sinistro. Eseguita una prima ecografia risulta il testicolo leggermente infiammato e con un po’ di licquido endovaginale. Mi reco dall’urologo che conferma e dopo avermi fatto qualche domandina di routine afferma essere un dolore proveniente dalla zona lombare o dalla colonna vertebrale (non ricordo bene). Mi prescrive lenidase, riposo e qualche esame di urinocoltura, io vedendo il dolore alleviarsi ho lasciato correre ahimè (e mi scuserete) tralasciando le indicazioni del medico. Qualche settimana dopo si ripresenta il fastidio, io manipolo spesso la zona per vedere se l’epididimo mi fa male ma non sento dolore ma solo un leggero fastidio quando nel toccarlo premo il testicolo. Ho avuto un rapporto orale non protetto 5 mesi fa e ho eseguito i seguenti test: clamidia e gonorrea (a distanza di 1 e 3 mesi) negativi Sifilide test rapido a 50 giorni e sierologico a 4 mesi Hiv e triconomas vaginalis a 3 mesi, negativi anche loro. Ora ho comprato il lenidase e sicuramente smetterò di manipolare la zona, ma la mia domanda era: Davvero può dipendere da fattori di postura o scheletrici? E soprattutto, posso escludere una IST?

2 risposte


I fastidi testicolari in assenza di alterazioni locali rilevabili sia alla visita che all'ecografia son quasi sempre legati ad una irritazione dell'innervazione sensitiva, proveniente dal tratto lombare della colonna vertebrale (nervo genito-femorale). Non è certamente questo il modo in cui si manifesta una IST.

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Già smettere di ipermanipolare il testicolo sarà un gran vantaggio, ma ciò che in realtà manca è una vera ed adeguata valutazione in ragione delle cause. Tutto può essere, ma credo sia difficile che il suo quadro (compreso quanto fu rilevato alla prima, forse poco attenta ecografia) abbia origine in questioni scheletrico-muscolari e quindi l'antinfiammatorio a poco servirà (ovvio che potrebbe alleviare comunque il dolore) e in ogni caso non è la soluzione. Non sono state rilevate infezioni e in fatto non c'erano e ci sono ragion perché esistessero. Nulla dice del suo stato pelvico-prostatico e del suo rapporto prepuzio/glande, forse neanche presi in considerazione. Ha un quadro da congestione infiamamtoria pelvico-prostatica che deve definire con un buon andrologo ed i i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione andrologica e integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.

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