Buonasera a tutti, volevo chiedere un consiglio su come procedere per la situazione seguente: a mio
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Buonasera a tutti,
volevo chiedere un consiglio su come procedere per la situazione seguente: a mio papà è stato diagnosticato un probabile tumore al fegato (inizialmente sospettato da eco addome e Gamma GT superiori a 1000, stanchezza e sonnolenza estreme), l'esito della tac addome con MDC in breve è il seguente:
Sono evidenti plurime lesioni focali epatiche distribuite in tutti gli ambiti: la maggiore tra S4,
S8, S5 ha diametro di circa 8,4 cm; le altre sono puntiformi distribuite miliariforme in tutti gli
ambiti. La lesione principale ha comportamento dinamico da mettere in diagnosi differenziale tra
HCC o colangiocarcinoma. Sono presenti linfoadenopatie retroepatico la maggiore con asse breve di circa 15 mm
necrotica. Ascite diffuso in tutti gli ambiti peritoneali.
Tutti gli altri organi non sembrano intaccati dal tumore e le conclusioni sono le seguenti: Massiva sostituzione epatica da probabile primitivo epatico, colangio-CA o HCC.
Facendo alcune ricerche capisco che è un tumore in stato piuttosto avanzato e le mie domande sono le seguenti:
1. E' possibile rimuovere il tumore chirurgicamente? Lui ha 81 anni e non so se gli effetti collaterali/rischi di eventuale anestesia e chirurgia sono maggiori rispetto ai benefici
2. Se non ci sono terapie possibili, chi dovrebbe prescrivere le cure palliative, il medico di base o bisogna rivolgersi ad un oncologo? Per ora il medico di base ci ha solo prescritto una visita epatologica ma non so se l'epatologo in questo caso sia lo specialista giusto
Grazie mille a chi mi vorrà rispondere.
L.
volevo chiedere un consiglio su come procedere per la situazione seguente: a mio papà è stato diagnosticato un probabile tumore al fegato (inizialmente sospettato da eco addome e Gamma GT superiori a 1000, stanchezza e sonnolenza estreme), l'esito della tac addome con MDC in breve è il seguente:
Sono evidenti plurime lesioni focali epatiche distribuite in tutti gli ambiti: la maggiore tra S4,
S8, S5 ha diametro di circa 8,4 cm; le altre sono puntiformi distribuite miliariforme in tutti gli
ambiti. La lesione principale ha comportamento dinamico da mettere in diagnosi differenziale tra
HCC o colangiocarcinoma. Sono presenti linfoadenopatie retroepatico la maggiore con asse breve di circa 15 mm
necrotica. Ascite diffuso in tutti gli ambiti peritoneali.
Tutti gli altri organi non sembrano intaccati dal tumore e le conclusioni sono le seguenti: Massiva sostituzione epatica da probabile primitivo epatico, colangio-CA o HCC.
Facendo alcune ricerche capisco che è un tumore in stato piuttosto avanzato e le mie domande sono le seguenti:
1. E' possibile rimuovere il tumore chirurgicamente? Lui ha 81 anni e non so se gli effetti collaterali/rischi di eventuale anestesia e chirurgia sono maggiori rispetto ai benefici
2. Se non ci sono terapie possibili, chi dovrebbe prescrivere le cure palliative, il medico di base o bisogna rivolgersi ad un oncologo? Per ora il medico di base ci ha solo prescritto una visita epatologica ma non so se l'epatologo in questo caso sia lo specialista giusto
Grazie mille a chi mi vorrà rispondere.
L.
Buonasera,
come da lei già intuito e scritto la situazione del papà appare piuttosto grave ed avanzata. Dai pochi esami ematici condivisi e dal referto TC appare una situazione di insufficienza epatica secondaria alla importante diffusione della malattia nel fegato.
Sebbene non posso prendere visione delle immagini, la descrizione di multiple nodularità epatiche insieme all'ascite e alle linfoadenopatie secondarie controindicano certamente qualsiasi approccio di tipo chirurgico. Potrebbe essere utile comunque una valutazione oncologica (in base anche alle condizioni cliniche attuali del papà) sebbene potrebbe non essere possibile comunque procedere ad una eventuale chemioterapia (per dirlo è necessaria una valutazione molto più approfondita).
Le cure palliative sono attivabili anche dal medico di base.
Cordiali saluti,
Dr Niccolò Incarbone
come da lei già intuito e scritto la situazione del papà appare piuttosto grave ed avanzata. Dai pochi esami ematici condivisi e dal referto TC appare una situazione di insufficienza epatica secondaria alla importante diffusione della malattia nel fegato.
Sebbene non posso prendere visione delle immagini, la descrizione di multiple nodularità epatiche insieme all'ascite e alle linfoadenopatie secondarie controindicano certamente qualsiasi approccio di tipo chirurgico. Potrebbe essere utile comunque una valutazione oncologica (in base anche alle condizioni cliniche attuali del papà) sebbene potrebbe non essere possibile comunque procedere ad una eventuale chemioterapia (per dirlo è necessaria una valutazione molto più approfondita).
Le cure palliative sono attivabili anche dal medico di base.
Cordiali saluti,
Dr Niccolò Incarbone
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