Buona sera ho appena ritirarto RMN ho protusioni L2L3L4 ho una schisi lombare L5S1 ultimamente nonos

Buona sera ho appena ritirarto RMN ho protusioni L2L3L4 ho una schisi lombare L5S1 ultimamente nonostante faccia esercizi per rinforzare muscolatura e addominali ho dolori al basso ventre e durante le ore lavorative ho stanchezza alle gambe esistono delle limitazioni nel mio caso sul posto di lavoro dove carico il latte e a volte devo sollevare cartoni con 12litri di latte non so piu cosa fare per non fare peggiorare la mia situazione in piu vado dal chiropratico 4 volte l anno

1 risposta


Gentile utente, la sua domanda mi permette di parlare di un concetto fondamentale che spero possa essere utile a molti pazienti: non si cura un referto radiologico da solo, ma la persona nel suo complesso. In ambito neuro-ortopedico, un referto è solo un pezzo del puzzle che va completato con la visita clinica. È stato molto attento a notare come, nonostante l'impegno nel rinforzo muscolare, i sintomi (dolore al basso ventre e stanchezza alle gambe) persistano, specialmente sotto carico lavorativo. La presenza di una schisi in L5-S1 associata alle protrusioni descritte suggerisce che la sua colonna abbia una conformazione che merita un’attenzione specifica, soprattutto in un lavoro che comporta il sollevamento di carichi importanti come i cartoni di latte. Per esperienza nella cura del rachide, posso dirle che la strada più corretta per non peggiorare la situazione è l'integrazione di tre passaggi: L'anamnesi, la valutazione clinica assieme alle immagini della RM (CD): lo specialista deve guardare direttamente le immagini per capire quanto le protrusioni e la schisi stiano influenzando la stabilità della colonna. L'ottimizzazione dell'ergonomia lavorativa: solo dopo la visita si potranno definire eventuali limitazioni o, meglio, le modalità corrette di carico per proteggere la sua schiena durante il lavoro. La medicina del rachide richiede questo contatto diretto per essere risolutiva. Le suggerisco di portare il CD della Risonanza a uno specialista del rachide, portando in visione anche quanto fatto finora con il chiropratico. Questo permetterà di stabilire se il percorso attuale sia il più idoneo o se vada integrato con terapie specifiche per la sua conformazione. È sulla strada giusta perché si sta ponendo le domande corrette. Resto a sua disposizione per una valutazione clinica completa.

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