Buona sera dottori, ho 71 anni, 5 anni fa' (a gennaio 2021) ho effettuato l'intervento S.T.A.R.R. p

Buona sera dottori, ho 71 anni, 5 anni fa' (a gennaio 2021) ho effettuato l'intervento S.T.A.R.R. per prolasso rettale, da quel giorno non sono più stata bene, ho sempre bruciore e dolore prima, dopo defecazione "difficoltosa" e per tutta la giornata..qualche mese fa' mi sono recata a Firenze per inserire un neuromodulatore ma purtroppo ho dovuto farlo asportare perché non ho riscontrato nessun beneficio. Oltre a questo ho sempre dolore soprattutto sul fianco sinistro a causa dei diverticoli. Non so più che fare e a chi rivolgermi per un valido aiuto. Distinti saluti e grazie a chi mi darà una risposta. Anna

5 risposte


Gentilissima, per questa tipologia di interventi che anch'io eseguo spesso possono insorgere anche a distanza di anni complicanze di natura muscolare, nervosa, nonché recidive anatomiche che vanno considerate nel loro complesso. Anche il dolore in fianco sinistro e le problematiche intestinali possono entrare a far parte di una sindrome molto più complessa che chiamerei in gioco I recettori del dolore, la distensibilità discerale e la dinamica defecatoria. Sono problematiche complesse che vanno inquadrate sicuramente con un occhio multimodale e considerando tutte le varianti descritte. Resto a sua disposizione se ha piacere. Saluti

Dr. Luigi Maione

Dr. Luigi Maione

chirurgo generale

Segrate

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LA TECNICA CON CUI E STATO OPERATO VIOLA IL POSTULATO DI GOLLIGHER E PRODUCE STENOSI E È INUTILE IL NEUROMODULATORE BISOGNA ELIMINARE LA STENOSI CON LA LEGATURA ELASTICA


Per il problema esiti di starr non si può fare molto ..temo. L'unica cosa bisogna sarebbe prendere in considerazione il discorso dei diverticoli, capire se c'è una stenosi di verticolare o se è presente qualche altra complicanza diverticolare perché in quel caso si potrebbe fare un altro tipo di discorso però un po' più importante. È chiaro che andrebbe visitata per vedere un po'


Purtroppo sottoporsi all'intervento di Starr è una grave imprudenza perché le conseguenze negative di questa procedura sono arcinote da moltissimo tempo e basta chiedere anche a Chat GPT per rendersene conto. La neurostimolazione riduce il dolore in alcuni casi di dolore pelvico cronico. Per cercare un'altra soluzione bisogna capire bene la tipologia del dolore visitando accuratamente la regione ano-retto-perineale dopo un'anamnesi altrettanto accurata ed eventualmente valutando i dati di una RMN con fase specifica neurografica. Prof. G.Dodi, Padova


Buongiorno Anna. Dopo cinque anni di dolore, bruciore e difficoltà evacuativa comparsi dopo l'intervento STARR, ritengo opportuno rivalutare completamente la situazione del retto e del pavimento pelvico, soprattutto considerando che anche la neuromodulazione non ha prodotto beneficio. La STARR viene utilizzata per correggere alcune forme di defecazione ostruita associate, ad esempio, a rettocele o prolasso rettale interno. In una parte dei pazienti, tuttavia, possono persistere o comparire successivamente difficoltà di svuotamento, tenesmo, urgenza o dolore pelvico/anorettale cronico. Nel suo caso sarebbe utile rivolgersi a un centro di coloproctologia specializzato nei disturbi del pavimento pelvico, portando tutta la documentazione precedente e soprattutto il verbale dell'intervento STARR. Gli accertamenti da valutare sono principalmente una visita proctologica completa, manometria anorettale e defecografia dinamica (o RM-defecografia). Questi esami permettono di capire se esista ancora un prolasso interno, un rettocele, un restringimento a livello della linea di sutura, un problema di coordinazione del pavimento pelvico oppure un incompleto svuotamento del retto. In alcuni casi può essere utile anche lo studio del transito intestinale. È importante inoltre distinguere il dolore anale/pelvico legato alla defecazione dal dolore al fianco sinistro. La presenza di diverticoli non significa necessariamente che il dolore sia provocato da essi: diverticolosi, alterazioni della motilità intestinale e disturbi funzionali possono coesistere e richiedere trattamenti differenti. Non partirei quindi dall'idea che sia necessario un nuovo intervento. Prima bisogna identificare con precisione perché oggi la defecazione sia ancora difficoltosa e quale sia l'origine del dolore. In base ai risultati, le possibilità terapeutiche possono comprendere una diversa regolazione dell'alvo, riabilitazione specifica del pavimento pelvico/biofeedback, trattamento del dolore pelvico oppure, soltanto quando viene documentato un problema anatomico correggibile, una nuova soluzione chirurgica. Dopo un percorso così lungo, il passo più utile è quindi una valutazione multidisciplinare in un centro dedicato ai disturbi della defecazione e del pavimento pelvico, piuttosto che continuare con trattamenti isolati dei singoli sintomi.

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