Buomasera. Soffro di depressione maggiore ricorrente. Dopo due anni senza farmaci e a causa di vari
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Buomasera. Soffro di depressione maggiore ricorrente. Dopo due anni senza farmaci e a causa di vari episodi sono ricaduta nell'ennesimo episodio depressivo molto acuto. Insonnia,poco appetito,ansia acuta,non volevo vedere e sentire nessuno. Il nuovo dottore mi ha prescritto inizialmente cipralex oltre lamictal che ha pian piano aumentato. Visto che non faceva nulla il cipralex siamo passati alla duloxetina e al wellbutrin. Per dormire zolpeduar e lo xanax al bisogno.Ora passato un mese dalla nuova cura con la duloxetinon non avendo miglioramenti né per l'ansia né per l'umore basso mi ha prescritto seroquel a rilascio prolungato da prendere mattima e sera. Spero stavolta di migliorare sono mesi chiusa in casa e bloccata da questo cancro. Cosa oensate della terapia che sto seguendo?
Gentile Signora,
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione, fortemente invalidante. Comprendo la fatica e la frustrazione legate alla mancata risposta alle terapie finora tentate.
La strategia farmacologica che sta seguendo rientra nelle opzioni utilizzate nei quadri depressivi complessi; tuttavia, l’assenza di un miglioramento dopo più cambi terapeutici rende opportuna una rivalutazione specialistica approfondita, considerando dosaggi, tempi di risposta e l’intero decorso clinico.
In questi casi, una visita mirata può aiutare a chiarire meglio il quadro e a impostare un trattamento più efficace e personalizzato. La depressione, anche quando resistente, è una condizione curabile.
Resto a disposizione per una valutazione specialistica, qualora lo desiderasse.
Un cordiale saluto
Dr. Gianvito Elicio
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione, fortemente invalidante. Comprendo la fatica e la frustrazione legate alla mancata risposta alle terapie finora tentate.
La strategia farmacologica che sta seguendo rientra nelle opzioni utilizzate nei quadri depressivi complessi; tuttavia, l’assenza di un miglioramento dopo più cambi terapeutici rende opportuna una rivalutazione specialistica approfondita, considerando dosaggi, tempi di risposta e l’intero decorso clinico.
In questi casi, una visita mirata può aiutare a chiarire meglio il quadro e a impostare un trattamento più efficace e personalizzato. La depressione, anche quando resistente, è una condizione curabile.
Resto a disposizione per una valutazione specialistica, qualora lo desiderasse.
Un cordiale saluto
Dr. Gianvito Elicio
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Gentilissima,
l'espressione forte che lei utilizza per definire il suo malessere rende perfettamente l'idea della sofferenza e dell'invalidità che sta sperimentando in questi mesi.
Entrando nel merito tecnico della sua richiesta, la strategia farmacologica impostata dal suo specialista sembrerebbe seguire un iter clinico molto razionale e condivisibile per le forme di depressione che faticano a rispondere alla prima linea di trattamento.
Il passaggio da un classico SSRI come il Cipralex a farmaci con un meccanismo d'azione più complesso come la Duloxetina e il Wellbutrin indicherebbe la volontà di agire non solo sulla serotonina, ma anche sulla noradrenalina e sulla dopamina, neurotrasmettitori fondamentali per recuperare la spinta vitale e l'energia che ora le mancano.
Tuttavia, il vero punto di svolta terapeutico potrebbe essere rappresentato proprio dalla recente introduzione del Seroquel.
In psichiatria, l'utilizzo di questo farmaco in associazione agli antidepressivi è una strategia nota come augmentation o potenziamento, ed è specificamente indicata quando la risposta ai soli antidepressivi risulta parziale o assente.
Il farmaco a rilascio prolungato, assunto mattina e sera, avrebbe l'obiettivo di creare una stabilità nei livelli plasmatici utile sia a contenere l'ansia acuta e rimuginativa durante il giorno, sia a regolarizzare l'architettura del sonno.
Comprendo la sua stanchezza e il timore che la situazione sia immodificabile, ma è verosimile che la combinazione precedente non fosse sufficiente da sola e che questa nuova integrazione necessiti ancora di un tempo tecnico per espletare la sua piena efficacia recettoriale.
Cerchi di avere ancora un po' di pazienza, affidandosi con fiducia a questo nuovo schema terapeutico che appare ben strutturato per affrontare la complessità e la resistenza del suo quadro clinico.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
l'espressione forte che lei utilizza per definire il suo malessere rende perfettamente l'idea della sofferenza e dell'invalidità che sta sperimentando in questi mesi.
Entrando nel merito tecnico della sua richiesta, la strategia farmacologica impostata dal suo specialista sembrerebbe seguire un iter clinico molto razionale e condivisibile per le forme di depressione che faticano a rispondere alla prima linea di trattamento.
Il passaggio da un classico SSRI come il Cipralex a farmaci con un meccanismo d'azione più complesso come la Duloxetina e il Wellbutrin indicherebbe la volontà di agire non solo sulla serotonina, ma anche sulla noradrenalina e sulla dopamina, neurotrasmettitori fondamentali per recuperare la spinta vitale e l'energia che ora le mancano.
Tuttavia, il vero punto di svolta terapeutico potrebbe essere rappresentato proprio dalla recente introduzione del Seroquel.
In psichiatria, l'utilizzo di questo farmaco in associazione agli antidepressivi è una strategia nota come augmentation o potenziamento, ed è specificamente indicata quando la risposta ai soli antidepressivi risulta parziale o assente.
Il farmaco a rilascio prolungato, assunto mattina e sera, avrebbe l'obiettivo di creare una stabilità nei livelli plasmatici utile sia a contenere l'ansia acuta e rimuginativa durante il giorno, sia a regolarizzare l'architettura del sonno.
Comprendo la sua stanchezza e il timore che la situazione sia immodificabile, ma è verosimile che la combinazione precedente non fosse sufficiente da sola e che questa nuova integrazione necessiti ancora di un tempo tecnico per espletare la sua piena efficacia recettoriale.
Cerchi di avere ancora un po' di pazienza, affidandosi con fiducia a questo nuovo schema terapeutico che appare ben strutturato per affrontare la complessità e la resistenza del suo quadro clinico.
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