Esperienze
Negli anni di studio, oltre al lavoro da libero professionista, ho collaborato con una cooperativa sociale nella quale ho svolto il lavoro di psicologo per il sostegno allo studio, di minori ed adolescenti, sostegno alla persona di persone provenienti da situazione di disagio sociale.
Pratico la libera professione in modo esclusivo da quattro anni. Lavoro con adulti ed adolescenti dai 13/14 anni in poi, con i quali, oltre al sostegno alla crescita, lavoro per superare stati d'ansia, stress ed angoscia legati all'ambito scolastico.
Il mio lavoro si svolge attraverso il colloquio, con incontri cadenzati e regolari.
Non pratico solo la psicoterapia ma anche sostegno psicologico o consulenza per genitori, insegnanti e/o professionisti che operano nel settore del benessere e che sono a contatto stretto e constante con sofferenza, causa principale di stress e bornout professionale.
Mi occupo di stress, ansia depressione, dipendenze e di tutto ciò che può causare sofferenza o disagio soggettivo.
Per tre anni ho collaborato come psicologa e coordinatrice dell'Associazione Rete di Daphne che si occupa del contrasto alla violenza domestica e di genere.
Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Dipendenza
- Disturbi alimentari
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Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
-
Psicoterapia individuale
Da 50 € -
-
Sostegno psicologico
Da 50 € -
Indirizzo
Via Pieve 30, Iseo 25049
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
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ha risposto a 8 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno Signori, avrei una domanda da fare. Dopo 4 anni di psicoterapia, e dopo 4 anni di miglioramenti, sto pensando di abbandonarla perché mi sono accorto che il terapeuta non mi presta la dovuta attenzione. Durante le terapie, ha sempre il cellulare in mano, e almeno metà del tempo della terapia la passa con gli occhi abbassati sullo stesso. Inoltre, alle mie domande/dubbi risponde sempre in modo brevissimo, mentre invece io vorrei che argomentasse di più le risposte.
Di quest'ultima cosa gli ho parlato, ma è stato evasivo e dalla terapia successiva ha ripreso ad essere telegrafico. Riguardo al telefono, non gliel'ho detto ma credo che qualunque persona ragionevole si dedicherebbe ogni terapia al paziente, non solo metà terapia.
Fino a oggi, ho considerato come mie "resistenze" tutte le volte che ho pensato di interrompere, ma ora non posso esimermi dal giudicare il mio terapeuta in base a fatti oggettivi che vedo con i miei occhi.
Cosa mi consigliate di fare? Ringrazio tutti in anticipo e auguro la buona sera.
Carissimo,
sembra che vi sia stato un cambiamento nella relazione terapeutica e questo la mette in difficoltà.
Sono d'accordo con i colleghi nel dirLe che la questione telefono dovrebbe essere affrontata in modo esplicito e potrebbe essere un modo per rilanciare la terapia. Solo successivamente potrà decidere.
Le dico, inoltre, che può accadere che, per qualche motivo, il transfert sul terapeuta venga meno. In questo caso si può pensare di effettuare un'altra tranche con un altro professionista.
Queste sono cose che potrà valutare in seconda battuta, prima affronti la questione con il Suo terapeuta.
A disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)
Buongiorno,
Mi presento sono Nicolò ho 30 anni e sono sposato da 3. Con mia moglie ho sempre avuto alti e bassi sia a causa della reciproca difficoltà di comunicazione ma soprattutto per i miei scatti di rabbia. Spesso mi sento ferito o attaccato da lei, anche per cose assolutamente di poco conto, reagisco in maniera aggressiva e sproporzionata, cosa che la ferisce moltissimo; questo comportamento si presenta solo con lei e non con altri amici o familiari. Solitamente questa mia rabbia dura poche ore seguita dalla consapevolezza e dal grande senso di colpa per come mi sono comportato. Spesso cerco una riconciliazione immediata, cosa che mia moglie spesso è riluttante a darmi, perché si sen
te ancora ferita e umiliata dal mio comportamento, cosa che aumenta ancora di più la mia frustrazione. Sono arrivato al punto di aver paura che tutto quello che faccio o dico, provochi in lei una reazione che a sua volta scateni in me questa rabbia e anche lei vive nella paura che una sua frase sbagliata scateni l'inferno. Ho anche ipotizzato, leggendo su internet che potrei avere un disturbo borderline della personalità, ma questa è solo una mia opinione ( e di mia moglie), non ne ho mai parlato con un professionista. Amo mia moglie sopra ogni cosa e lei non può più sopportare di essere ferita da me così e io non voglio perderla. Vorrei davvero tanto intraprendere un percorso che mi porti a gestire e se possibile eliminare questo mio comportamento. Come posso muovermi? Voi potete darmi indicazioni?
Carissimo Nicolò,
penso che la Sua idea di intraprendere un percorso sia un'ottima idea.
Un professionista l'aiuterà a trovare un nuovo modo di affrontare la frustrazione e a comprendere le motivazioni sottendono a questa modalità di risposta.
Non si preoccupi troppo della definizione.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (BS)
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