Dott.ssa
Chiara Bastieri
Psicologo
·
Psicologo clinico
Altro
Marina di Carrara 3 indirizzi
Esperienze
Le domande di sostegno psicologico sono variegate, molteplici e necessitano di profonde riflessioni per individuare il più idoneo percorso da intraprendere. Tale percorso si basa sulla costruzione dell’alleanza terapeuta-paziente e si struttura con una prima fase di Consultazione per identificare gli obiettivi e impostare l’iter terapeutico adattandolo alla persona. Un metodo personalizzato che mira fondamentalmente ad un obiettivo: dare alla persona un risultato che possa essere condiviso con il paziente e tangibile.
Il mio orientamento nasce dalla concezione di famiglia, come realtà primaria e naturale laddove la persona cresce e sviluppa la propria sicurezza ed individualità.
È perciò necessario ricondurre il sintomo al fine di dargli un significato adeguato che lo renda comprensibile ed affrontabile, all'interno della realtà in cui sì è generato, per comprenderne affondo i meccanismi e la sua specificità, attraverso l'analisi e la conoscenza delle vicende passate delle famiglie di origine, per procedere sulla ripercussione di queste nella formazione della coppia e nello stile di accudimento dei figli, e del tipo di sintomatologia sviluppata da essi.
È un processo di ri-significazione intenso, che sviluppa nuove e profonde consapevolezze.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psiconcologia
- Psicosomatica
Principali patologie trattate
- Trauma
- +25 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Psicoterapia di coppia
Da 80 € -
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Psicoterapia familiare
Da 80 € -
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Psicoterapia individuale
Da 60 € -
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Indirizzi (4)
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Werther Muttini 22, Marina di Carrara 54033
Disponibilità
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Via Aurelia Sud 6, Viareggio 55049
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Via Nazionale, 221, Aulla 54011
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Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Recensioni
11 recensioni
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M
M.B
Ottimo medico mette a suo agio il paziente ottima scelta
• La casa sull'albero • colloquio psicologico •
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M
Massimo
Puntualissima e molto preparata, attenta e disponibile in ogni situazione
• La casa sull'albero • psicoterapia individuale •
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T
Tiziana F.
Professionista cordiale e aperta all'ascolto. Sono felice di iniziare un percorso con lei. Grazie per il suo aiuto.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Chiara Bastieri
La ringrazio Tiziana per la sua recensione.
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G
G. T.
La Dott.ssa Chiara è una persona molto disponibile e presente, è dotata di una grande empatia e sensibilità; ha una preparazione ottima e riesce a capire le problematiche ed ad affrontarle con una professionalità e discrezione che la contraddistingue senza farti sentire giudicata. La consiglio ed il mio rapporto con lei mi ha portato ottimi risultati di crescita personale.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Chiara Bastieri
La ringrazio enormemente per le parole spese G.
Mi gratificano ma la ho solo aiutata a rendersi conto che aveva in se e nella sua vita, le risorse necessarie alla crescita e miglioramento. Cari saluti.
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P
Paolo
Mi sono trovato molto bene, la signora Bastieri è molto competente e paziente coi pazienti. La consiglio a tutti.
• Consulenza Online • consulenza online •
Dott.ssa Chiara Bastieri
Grazie Paolo per la recensione.
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N
N.
Con la dottoressa Bastieri mi sono trovata molto bene. Mi ha fatto sentire a mio agio per tutto il percorso e mi ha aiutato con professionalità a risolvere una problematica che mi trascinavo da un po' di tempo. Lo consiglio anche per chi ha difficoltà di spostamento, in quanto la dottoressa segue anche a distanza, come ha fatto con me.
• Consulenza Online • consulenza online •
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G
Giovanni F
La Dottoressa sta veramente aiutando la nostra famiglia a comunicare meglio. È disponibile e professionale. La consigliamo.
• La casa sull'albero • psicoterapia familiare •
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F
Filippo.M
Mi sono sentito Accolto, contenuto , supportato.
Ho conosciuto e affrontato parti di me che non avevano un nome , ho imparato a gestire
ad accettare a migliorare dove possibile...
La terapia per me è stata un percorso essenziale , con la fortuna di aver accanto un esperto compagno di viaggio .
Grazie Chiara
• La casa sull'albero • colloquio psicologico •
Dott.ssa Chiara Bastieri
Grazie Filippo, mi premia molto la sua recensione.
E' stato un piacere poterla accompagnare per una parte del suo percorso di viaggio. Cari saluti.
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V
Veronica Venturini
Ringrazio la Dottoressa per l’aiuto.
E’ stata fondamentale per affrontare un periodo difficile, grazie alla sua grande competenza, conoscenza ed esperienza professionale.
Svolge il suo lavoro con grande passione ed anche questo si percepisce durante le sedute.
• La casa sull'albero • colloquio psicologico •
Dott.ssa Chiara Bastieri
La ringrazio molto per le parole spese. Mi gratificano e mi confermano, sostengono l'amore per il mio lavoro. Grazie signora Veronica.
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M
Matteo
Prima esperienza con uno psicologo e devo dire che mi sono trovato da subito bene.
La dott. ssa è cordiale e mi ha fatto sentire a mio agio e non giudicato, abbiamo intrapreso un percorso dove mi sta aiutando a relazionarmi meglio con gli altri e a vedere i miei problemi da un altra prospettiva per affrontarli meglio. Consigliato• La casa sull'albero • psicoterapia individuale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
È complicato da spiegare e sono complicata pure io...
Credo di avere più problemi di quelli che penso di avere.
Immaginate un disabile ok? Un disabile ha bisogno per forza di cose di un tutore, o comunque di qualcuno che si occupi di lui, e nessuno mai penserebbe di abbandonarlo a se stesso giusto? Fin qui penso siamo tutti d'accordo.
Io sono una ragazza di 25 anni, fisicamente non mi manca nulla, ho almeno la salute fisica, ma non quella mentale, ora dato che tutto ciò che riguarda la mente viene nella maggior parte dei casi sminuito o nemmeno considerato, e dato che da fuori queste cose non vengono percepite (tranne nei casi in cui uno arriva a togliersi la vita, ma in quel caso si indossano gli occhiali quando già è troppo tardi), ecco che ti ritrovi sola. Una solitudine fisica, emotiva, umana. Sai di avere un problema e sai di non poterne parlare con chiunque, per i motivi cititati sopra, oltre a questo io mi vergogno molto di me stessa, dei miei problemi, ma in generale sin da quando ero solo una bambina (dai 3 anni in poi, quindi da quando ne ho memoria) la vergogna per me è stato come un grande masso invisibile agli occhi degli altri, che mi porto addosso.
Ho già seguito una psicoterapia che però è finita male per colpa mia, così come sono finite male tutte le amicizie e semplici conoscenze che ho avuto nel corso della mia vita.
Inizialmente pensavo di aver trovato la terapeuta giusta, mi sono fidata di lei, le ho raccontato tutta la mia vita, poi più di una volta ho iniziato a percepire come delle sensazioni che chi avevo di fronte non era davvero in grado di capirmi, aiutarmi, o che mi stesse prendendo in giro, attenzione, sensazioni che io ho ignorato sin da subito perchè dicevo a me stessa di sbagliarmi, che non poteva essere così, che erano soltanto mie paranoie o presentimenti errati. Ebbene, dopo un tot di anni di terapia sento queste sensazioni sempre più forti tanto da arrivare al punto di sperimentare frustrazione, rabbia, tristezza e forse anche depressione, insomma la mia pancia mi parlava e non potevo più ignorarla, fu così che dissi a quella psicoterapeuta che non potevo più essere una sua paziente. Nemmeno dopo una settimana mi pentì di quella scelta e la ricontattai ma niente, in breve mi disse che dovevo assumermi le mie responsabilità e accettare che le cose a volte devono andare in un certo modo senza poter più rimediare.
Come mi sono sentita?
E....bella domanda, dovrei prestarvi la mia anima per farvelo capire, volevo morire, pensavo le peggiori cose, e come dico sempre, se avessi avuto più coraggio a quest'ora non stareste leggendo queste parole.
Dopo mesi ho contattato altre terapeute, ho iniziato quindi un nuovo percorso con questa psicoterapeuta, sarà la quinta seduta che farò e purtroppo (speravo con tutta me stessa che non accadesse..) risento quei maledetti presentimenti, che mi fanno pensare che chi ho di fronte non mi capisce fino in fondo, e di conseguenza non sa quali siano gli strumenti più adatti da utilizzare.
Ora io non mollerò questa psicoterapia, ma sentirmi così credetemi che non è facile, perchè non so se ascoltarmi o ignorarmi, perchè di questo si tratta.....
Ora, vi ricordate dell'esempio del disabile di poco fa? Ecco, io mi sento incapace di vivere, mi sento senza una guida (per vari motivi non posso contare sulla mia famiglia), senza un'ancora, senza una sicurezza fatta in carne ed ossa di cui potersi fidare ad occhi chiusi, e fin'ora vivendo da sola la mia vita non ho fatto altro che combinare macelli perchè purtroppo posso contare solo su me stessa (non avete idea di quanto sia triste questa cosa...), non ho nessuno che possa consigliarmi o di cui potermi davvero fidare senza avere dubbi. Mi sto rovinando con le mie stesse mani, ma ovviamente di questo non importa a nessuno...
Ne parlerò ovviamente di tutto questo alla psicoterapeuta, anche se ho tanta paura....ho paura di sentirmi dire "Mi dispiace, ma io non credo di poterti aiutare..", sarebbe una gran mazzata, anzi la seconda che riceverei (purtroppo questa risposta l'ho ricevuta dalla precedente terapeuta...).
Che cosa devo fare?
Devo ascoltarle queste sensazioni oppure ignorarle?
Mi sembra di impazzire, perchè io ci ragiono su ste cose e troppo anche, e arrivo al punto da dirmi da sola "Ma è mai possibile che non ne trovi una che mi vada bene? Non è che il problema sono io? Cosa sbaglio?".......
Ho davvero tanta paura di ritrovarmi più sola di come sono adesso....
Non so cosa fare...
Buonasera signora, leggendo la sua lettera aperta traspare il suo forte senso di fatica, smarrimento e sofferenza. Non deve essere facile il quotidiano quando ci si sente così sperduti?
Come il collega prima di me le ha suggerito, anche io ritengo importante e rilevante lo spazio terapeutico che ha intrapreso con la terapeuta che la sta seguendo. Si ricordi che “solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare” T. S.E. A volte per trovarsi o ritrovarsi, bisogna anche un po perdersi.
Le auguro di cuore un buon viaggio.
Salve, sono una donna di 38 anni e scrivo per i ciclici conflitti con la mia famiglia d'origine. Sono un'insegnante da quest'anno entrata in ruolo dopo tanti anni di gavetta, di sacrifici, di studio e formazione non senza ostacoli, ansie e paure affrontate e superate durante il percorso, infatti sei anni fa mi sono trasferita al nord per lavorare e non è stato semplice realizzarmi e raggiungere la mia indipendenza economica. Ho una relazione da cinque anni con un compagno con cui convivo da due e abbiamo affrontato prima la distanza e poi la mancanza di lavoro sua che ci ha messo a dura prova ma da quest'anno lavora e stiamo progettando di sposarci e avere presto un figlio, data la mia età e comprare casa insieme. In tutto questo pensano gli atteggiamenti a mio parere non sani della mia famiglia d'origine, fagocitata dalla sofferenza e dal comportamento di mia sorella gemella che ancora vive in casa e che da anni assume il ruolo di vittima che non trova un lavoro, incontra solo gente che le fa del male, che non ha mai avuto un uomo perché si allontanano da lei senza motivo e non esce, vivendo una vita di bambina servita e riverita da un padre che si sostituisce a lei pure nella guida dell'auto e da una madre con cui ha un rapporto a dir poco simbiotico, iperprotettiva. Da anni accusano me periodicamente del fatto di non avere posto nelle mia vita per mia sorella, di criticarla e non aiutarla, addirittura la mia convivenza con il mio compagno non è stata accettata subito ed è stata vissuta come ostacolo alla sua dipendenza da me, per il fatto che avrei dovuto ospitarla in casa mia per farla uscire di casa dalla situazione di sabbie mobili in cui versa. Questo per me è patologico in quanto lei subisce il paragone con me da sempre che vivo una vita che lei non è stata mai capace di vivere e intendo amicizia, lavoro, relazioni e la colpa è soprattutto dei miei genitori che hanno sempre assecondato questi suoi atteggiamenti infantili e da vittima, invece che spronarla ad affrancarsi da loro e da me e vivere la sua vita. Ha conseguito un diploma e una laure triennale con molta fatica con mia madre sempre al suo fianco e ha scelto mete non realistiche poiché non è un indirizzo che le dà sbocchi né ha proseguito gli studi chiudendosi in casa e rifiutandosi di seguire i miei consigli che vertevano su lavori anche più umili. Ogni volta che l'ho inclusa nelle mie uscite con amici ha sempre lamentato il fatto che tutti la trattassero male o la rifiutassero e che io non la credessi, quando invece il problema stava in lei e nella sua insicurezza e incapacità di vivere e affrontare il mondo. Ho anche cercato di candidarla personalmente a offerte di lavoro e sono stata accusata di furto d'identità, ha passato solo 6 mesi qui al nord per fare l'assistente educatrice ma ha voluto i miei con lei che la accompagnassero in auto e stessero in casa con lei, l'esperienza è finita male e non è stata riconfermata né ha cercato più lavoro.Mio padre ha speso un patrimonio per lei e io l ho aiutata economicamente e adesso che sono in procinto di sposarmi i miei mi negano telefonate perché mi dicono di distruggere emotivamente la loro figlia e mia madre alla notizia del matrimonio mi disse che avrei dovuto accontentarmi di convivere e che allevare figli costa, come se la notizia le dispiacesse perché temono le reazioni di mia sorella che subisce il paragone e a quasi 40 anni non ha nulla. Mi hanno pure negato l'aiuto economico che mi spetterebbe, avendo noi due appartamenti che mio padre ha costruito per noi, dicendo che il matrimonio serve per campare la loro figlia. Mi trovo a dover portare sin da piccola il peso della sofferenza di mia sorella che a mio parere non ha dei comportamenti sani, che ho spinto da uno psicologo ma da cui è scappata, scappando soprattutto da se stessa. Non mi telefonano per mesi dipendendo dagli umori suoi e dai suoi sbalzi e accusandomi di non comprendere la situazione della "poveretta" con cui la vita è stata ostile. Non so più che fare, la situazione sta pesando anche nella mia vita di coppia perché non ho una famiglia normale e devo organizzare un matrimonio e loro di negano e non mi danno l'aiuto economico che mi spetterebbe, diseredandomi. Sono pronta a rinunciare, contando solo su di me e la famiglia del mio compagno ma sono molto preoccupata per il futuro di questa sorella che quando i miei non ci saranno più verrà a bussare alla mia porta per sopravvivere e i miei inconsciamente hanno sempre avuto questo progetto in mente, ostacolando la mia storia e la mia indipendenza da loro. Credo ci siamo dei comportamenti disfunzionali non riconosciuti e negati (ho insegnato psicologia applicata e adesso sono docente di sostegno) che porta ad essere una setta chiusa e murata viva in casa e io sono la nemica che sono uscita fuori. Ciò credo risalga a una caduta da piccola e al coma poi risolto per fortuna di mia sorella che ha portato i miei a un'iperprotezione verso questa figlia più debole che non hanno mai lasciato andare. Sto molto male e mi sento questo peso addosso, ho paura pure di andare a trovarli durante le ferie perché lei a volte ha avuto comportamenti molto aggressivi nei miei confronti arrivando a strapparmi documenti di lavoro e cercando liti o pretendendo che io non parlassi della mia vita per non ferire lei che non ne aveva una. Sono stanca e non so come uscire da questa situazione se non decidendo ogni contatto come periodicamente già accade...vorrei solo una famiglia normale che godesse dei miei traguardi senza farmi sentire in colpa per l'infelicità e i problemi dell'altra figlia mai affrontati e che non posso risolvere io.
Signora, mi chiedevo se ci fosse la possibilità di portare in terapia famigliare la sua famiglia con l'obiettivo esplicito di imparare tutti meglio a sostenersi reciprocamente? D'altronde lei recrimina una gestione poco tutelante nei suoi confronti, ma anche della sua gemella, la quale si mostra debole ed incompetente e i cui genitori non hanno sostenuto l'autonomia e la differenziazione, non aiutandola a percepirsi capace di stare sulle proprie gambe; differenziazione che invece lei si sente recriminare. Interessante sarebbe esplorare che tipo di figli e fratelli possono essere stati i suoi genitori, i suoi nonni, e che figlie e sorelle siete state voi per capire come si siano costruite certe interpretazioni dei valori e significati della famiglia. Una chiusura emotiva nei confronti del suo nucleo famigliare rischierebbe di portarsi via ancora più energie di quelle che sta mettendo in campo adesso per andare avanti. Forse la comprensione delle dinamiche che hanno portato la sua famiglia ai risultati di oggi potrebbe aiutarla?
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