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Esperienze

Sono una psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico relazionale, questo spazio d'ascolto è pensato per l'individuo la coppia e la famiglia per favorire la relazione e la crescita personale.

Approccio terapeutico

Psicoterapia
Psicoanalisi
Psicoterapia psicoanalitica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia psicoanalitica

Tipologia di visite

Consulenza online

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Prima Visita

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Sostegno psicologico

    60 €

  • Psicoterapia online

    60 €

Indirizzi (2)

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

0881 3...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di psicoterapia

Via Pasquale Tarantino 24, Foggia 71121

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5 recensioni

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  • A

    La dottoressa mi ha aiutato ad attraversare un periodo molto difficile: avevo perso qualsiasi interesse nella vita e mi sentivo triste, abbattuta e senza vie d'uscita. Con lei ho riacquistato fiducia e serenità e ho ripreso in mano le redini della mia esistenza. Oggi sono soddisfatta del mio presente e sento di poter migliorare ancora. Professionista seria, onesta e preparata, dotata di una naturale empatia, mi ha guidato nel mio percorso di rinascita fino a rendermi completamente autonoma, in un periodo di tempo molto ragionevole. Mi ha proposto di rarefare e poi concludere gli incontri quando ha valutato che fossi pronta. La consiglio vivamente

     • Studio di psicoterapia psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Antonella de Salvia

    Arianna cara, l’essere riuscita a contattare il desiderio e a ritrovare il piacere di affrontare la vita è merito della tua costanza, del tuo impegno e della fiducia che mi hai da subito accordato, tutto questo mi rende molto felice. Ti porto e continuerò a portarti nel mio cuore.


  • C

    Ho avuto il piacere di iniziare un percorso con la dott.ssa Antonella de Salvia e la mia esperienza è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentito/a accolto/a, ascoltato/a e messo/a a mio agio. La sua naturale empatia e la capacità di comprendere davvero ciò che stavo vivendo mi hanno aiutato a instaurare subito un forte senso di fiducia.

    La dott.ssa de Salvia guida il percorso con grande professionalità e sensibilità, offrendo spunti di riflessione chiari e utili che mi hanno permesso di vedere molte situazioni da una prospettiva nuova. Ogni seduta è stata un momento prezioso di crescita personale.

    Consiglio vivamente la dott.ssa Antonella de Salvia a chiunque desideri intraprendere un percorso psicologico con una professionista attenta, competente e profondamente umana.

     • Studio di psicoterapia consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Antonella de Salvia

    Grazie per le belle parole spese nei miei confronti, la sua sensibilità e profondità d’animo sono state fonti di arricchimento anche per me.


  • F

    Studio molto elegante , dottoressa molto empatica e disponibile . Mi è sembrato di parlare con una persona che conoscevo da sempre . Raccomando con tutto il cuore

     • Studio di psicoterapia psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Antonella de Salvia

    E con tutto il cuore ti ringrazio, ad maiora!


  • G

    Professionalità ed empatia. Mi sono sentito ascoltato.

     • Studio di consulenza online psicoterapia  • 

    Dott.ssa Antonella de Salvia

    Ed io la ringrazio per essersi aperto con me e di avermi dato fiducia.


  • C

    Non ero sicuro di iniziare un percorso di terapia, un po' per il pregiudizio che c'è al riguardo, un po' per paura di scoprire cose di me che non sono pronto a gestire. Tutto queste paure sono scomparse quando ho cominciato il percorso con la Dott.ssa de Salvia, quando parlo mi fa sentire a mio agio e prova davvero interesse per le questioni che porto da lei. Piano piano sto riprendendo in mano la mia vita e parte dei meriti va a lei, dal sentirmi perso ora sono molto più conscio di chi sono e cosa voglio, questo ha influito, positivamente, davvero tanto sulla mia vita, in ambito sia personale sia professionale. Tornando indietro sceglierei lei altre 1000 volte.

     • Studio di psicoterapia psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Antonella de Salvia

    Grazie per le sue belle parole, quella parti di sè che abbiamo esplorato sono la sua ricchezza! Dietro ogni paura c’è un desiderio e poterlo perseguire è quello che ci rende felici. Essere felici, d’altronde non è solo un diritto, è quello cui siamo tutti chiamati.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, ho 36 anni, il mio compagno 34 stiamo insieme da 5 anni, l età avanza, la voglia di creare una famiglia è sempre viva, ho una relazione alle spalle di 9 anni, finita da un giorno all altro, sono stata lasciata e poi scoperto che aveva un altra. Ho conosciuto il mio attuale compagno dopo 2 anni dalla fine della mia storia precedente, all inizio andava tutto bene, con gli anni le cose sono cambiate, sento che mi ama, dice che mi ama, lo dimostra costantemente, ma non vuole sapere di sposarsi, di fare figli, ed è un anno e mezzo che non vuole avere rapporti con me, dice di desiderarmi, di amarmi, che il sesso non è fondamentale in una coppia, basta altro, beh per me non è così, per me vale tanto. Sono stata 9 anni in una relazione credendo insieme Senza portarmi a nulla, ora vedo che sto andando di nuovo verso quella relazione, i 40 anni si avvicinano, l istinto materno è ENORME, lo amo, ma non so cosa fare, mi sento rifiutata, non capita, dice che vuole sposarmi, fare dei figli con me, ma quando dico che per me poi sarà tardi fa' finta di nulla. Non ce la faccio più,non riesco a parlarne con nessuno, non vorrei finisse un altra relazione, la vivrei come l ennesima sconfitta. Grazie a chi leggerà ( Lo amo, ma ultimamente mi sento vuota, forse non provo più quello che provavo prima.)

Salve, è compatibile che a quarant’anni sentiamo la pressione dell’orologio biologico e quasi in qualche modo incide nelle relazioni sentimentali. Nel suo caso la relazione attuale si aggrava del peso della relazione precedente e per lei costituisce l’ennesima sconfitta. Il suo senso di vuoto lo definirei più uno stallo dovuto alla sensazione di non poter cambiare il passato e non riuscire ad andare avanti. Tutto ciò può costituire un’occasione preziosa per approfondire alcuni aspetti della sua vita presente, anche rispetto a cosa desidera per sé e la sua vita, un lavoro analitico potrebbe aiutarla a ritrovare quel senso che in questo momento fa fatica a rintracciare dentro di sé.

Dott.ssa Antonella de Salvia

Buonasera,
scrivo qui per tentare di schiarirmi le idee e avere qualche parere. Da un anno sto insieme ad un ragazzo, io 27 anni lui 29. La nostra relazione nasce da un'amicizia: ai primi appuntamenti non era scattato nulla ma dopo due mesi di messaggi ed uscite decido di baciarlo. La nostra relazione si distingue per essere molto sentimentale e romantica, due caratteristiche che ormai non vivevo più da tempo e che dunque mi hanno fatto decidere di proseguire la frequentazione e cominciare poi una vera e propria relazione. Mi sono trovata di fronte a un ragazzo affidabile, responsabile, sensibile e dolce e quindi inizio a provare un senso di sicurezza mai provato prima. Queste qualità me lo fanno mettere su un piedistallo anche laddove io cominci ad avere dei dubbi o delle preoccupazioni, questo succede anche oggi.

Nel corso di questo anno il mio sentimento è però stato piuttosto altalenante. Si è stabilizzato solo negli ultimi tempi, quando ho capito che il sentimento non può farsi condizionare dal semplice cambio di umore o dai periodi di stress. Avevo bisogno di maturare e ho avuto modo di farlo grazie alla sua presenza, alla sua costanza e alla sua pazienza. Ciononostante ho però constatato che vi sono degli elementi costitutivi del carattere del mio ragazzo che non mi vanno bene: il poco carattere; la passività; la scarsa libido; la sua incapacità di relazionarsi con me e con gli altri. Su quest'ultima mi spiego meglio: è costantemente inibito nelle interazioni, insicuro, silenzioso e poco perspicace. Da quanto percepisco e da quanto ci siamo detti più volte, non riesce a godersi la compagnia degli altri e lui dice che questo sia dovuto al suo passato, improntato al dovere più che al piacere, anche in seguito a un'educazione famigliare che lo voleva ligio al dovere. Lamenta costantemente di aver vissuto una vita poco improntata al piacere e ad oggi non è per niente entusiasta della sua vita, il suo lavoro è costante motivo di insoddisfazione e ha più volte dei momenti di totale burnout che si esprimono in debolezza fisica, disturbi alimentari, forte depressione e ansia. La sua famiglia è motivo di costanti rimuginamenti e questioni dell'infanzia irrisolte, mai apertamente affrontate coi diretti interessati e abbastanza invasive. Quando propongo un'attività da fare insieme rimango spesso delusa perchè è difficile che lui sia entusiasta e presente: non parla, non ha MAI nulla da dire. Viene, lo fa per me, ma come se fosse trascinato, come se stessi portando a spasso un bambino che altrimenti non avrebbe nient'altro da fare. Se lo porto con me nel mio gruppo di amici rimane in disparte, non prende parola. O se prende parola fa degli interventi stupidi, abbastanza infantili e poco pertinenti. Solo quando siamo soli e si crea la giusta atmosfera riusciamo a comunicare e a dirci delle cose profonde, a tratti riusciamo anche a parlare di cose interessanti.

Lui è in terapia da qualche anno da una psicologa e mi dice di aver parlato di tutte queste dinamiche che non lo fanno stare bene e all'inizio mi sembrava essere un'ottima cosa il fatto che stesse affrontando con un professionista tutti i suoi turbamenti. Ma ad oggi noto che lamenta le stesse identiche situazioni dell'inizio della nostra relazione senza aver trovato una soluzione per stare in pace con se stesso e mi chiedo se invece non sia io, con il mio carattere più estroverso e socievole, a chiedergli troppo e a fargli male. A questo si aggiunge che io sono diventata il suo principale spazio di piacere, gli altri ambiti è come se non li coltivasse: non l'ho mai sentito entusiasta per altro che non fosse per me o per qualcosa fatta con me. Questa dinamica mi opprime e allo stesso mi spegne, perchè laddove vedo spento costantemente lui o sento che "vive" attraverso me ad un certo punto mi spengo anche io, rimango senza energie.

Non capisco se sia giusto o meno chiedere una pausa di riflessione per comprendere meglio tutte queste dinamiche o chiudere definitivamente la relazione.

Buonasera, da quanto ha scritto sembra si trovi in un momento di forte indecisione circa l’opportunità di portare avanti la sua relazione o interromperla perché insoddisfatta del suo attuale compagno. Partendo dal presupposto che non esiste la cosa giusta o sbagliata da fare, sembra che, a differenza del suo ragazzo che prova piacere nella vostra relazione pur essendo insoddisfatto di sé stesso, lei non si senta appagata nella espressione della sua libido, pur condividendo con lui momenti di intimità in cui sembrate comprendervi in profondità. Con un’attenta riflessione su di sé potrebbe arrivare a comprendere cosa vuole da una relazione e se l’insicurezza che lei avverte sia proprio nel concedersi una piena espressività di sé stessa anche in una relazione appagante e il sentire di non poterlo fare.

Dott.ssa Antonella de Salvia
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