Dott.ssa
Angela Giannoni
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Fogliano Redipuglia 1 indirizzo
Esperienze
Sono la dottoressa Angela Giannoni, sono una psicologa lavoro in ambito clinico e ho una formazione specifica per il supporto psicologico nelle diverse situazioni di vita.
Mi dedico a persone adulte e anziane. Sono convinta che il percorso psicologico sia uno strumento prezioso e utile per tutti, non solo per chi attraversa una patologia o un momento di crisi acuta. Si tratta di un'opportunità di crescita personale, consapevolezza e miglioramento della qualità della vita, attraverso la riscoperta delle proprie risorse interiori.
Nella pratica clinica, offro supporto a chi sta attraversando fasi di fragilità emotiva o cambiamenti significativi, trattando con cura e competenza tematiche quali:
Disagio emotivo: Ansia, stress, rabbia, tristezza cronica e burnout.
Transizioni e Perdite: supporto al lutto, separazioni e crisi esistenziali.
Salute e Caregiving: sostegno a chi affronta una nuova diagnosi (malattie croniche o oncologiche) e ai familiari che vivono la fatica dell'accudimento (burden del caregiver).
Relazioni e Coppia: consulenze e sostegno, percorsi mirati a migliorare la comunicazione, gestire i conflitti e risanare il legame affettivo.
Oltre al supporto nelle situazioni di ansia, stress e burnout, mi dedico a chi sente il bisogno di:
Riscoprire il proprio valore: lavorare sulla stima di sé e sulla riscoperta delle proprie risorse interiori.
Gestire le grandi transizioni: affrontare i cambiamenti di vita (lavoro, età, relazioni) e trasformare gli ostacoli in possibili tappe di evoluzione personale.
Migliorare il dialogo interno: la nostra voce interiore spesso è critica e ci blocca, possiamo trasformarla nel supporto che ci aiuta a migliorare la fiducia in noi stessi.
Credo fermamente che il primo passo verso il benessere sia sentirsi compresi e accettati. Il colloquio clinico è uno spazio protetto e non giudicante, dove sentirsi liberi di esplorare il proprio mondo interiore e di esprimere se stessi.
Integro il colloquio con strumenti pratici ed efficaci per la gestione delle emozioni, che potrai portare nella tua quotidianità:
Protocolli di Mindfulness e Tecniche di Rilassamento Progressivo.
Percorsi di Accettazione e Autocompassione.
Sviluppo di strategie per la presa di decisioni.
Prendersi cura di sé è un atto importante. Sono qui per sostenerti nel tuo percorso di crescita e per aiutarti ad affrontare il presente con una nuova consapevolezza.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia clinica
- Psicologia della salute
- Psiconcologia
Principali patologie trattate
- Stress
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
- Autostima
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Via San Michele, 11, Fogliano Redipuglia 34070
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Recensioni
2 recensioni
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S
Sara
La dottoressa Angela è attenta e molto preparata. Sto attraversando un periodo difficile e mi sta aiutando con la sua capacità di accogliere le mie difficoltà, mi aiuta a guardarle da un altro punto di vista e sa rassicurarmi quando perdo fiducia. Parlare con lei mi fa stare meglio e scopro nuove possibilità per me. Consigliatissima!!
• Studio Privato Dott.ssa Angela Giannoni • sostegno psicologico •
Dott.ssa Angela Giannoni
La ringrazio molto gentile Sara.
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E
Emma
Ho fatto un percorso breve per un problema specifico. Mi sono trovata benissimo. La dottoressa Giannoni è stata capace di farmi sentire a mio agio fina dal primo colloquio conoscitivo.
Attenta, professionale e molto empatica.• Studio Privato Dott.ssa Angela Giannoni • Altro •
Dott.ssa Angela Giannoni
Grazie per aver condiviso la sua esperienza
Sono lieta di sapere che si è trovata bene.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
devo iniziare una terapia di coppia e non so valutare la differenza tra i vari specialisti né tra i diversi approcci.
Sono sicuramente molto confuso nell'avvicinarmi a un sistema che non conosco e che ha una grande varietà di scuole di pensiero diverse. Solo su Wikipedia vengono indicati 8 orientamenti teorici principali più altri secondari. Ho iniziato a informarmi ma non sono in grado di scegliere quale scuola di pensiero sarebbe più efficace o attualmente reputata valida o adatta al mio scopo.
Sempre secondo Wikipedia: “la legge … non fornisce una definizione univoca del termine psicoterapia, dei suoi contenuti, delle metodologie o dell’ambito di applicazione teorico-clinico” e ancora “l’assenza di una definizione esplicita lascia spazio ad ambiguità interpretative, che si riflettono sia nel dibattito scientifico sia nella prassi clinica. In quest’ultima, infatti, il termine psicoterapia può assumere significati non sempre univoci”. Anche questo mi lascia perplesso.
Mi immagino di ricevere risposte come: “scegli uno specialista e se vedi che non funziona cambia” ma mi sembra assurdo scegliere a caso e troppo laborioso passare da uno all’altro finché non trovo quello giusto. Porterebbe inoltre al rischio di scegliere chi mi dice quello che voglio sentirmi dire. E trattandosi di terapia di coppia la cosa potrebbe non andare bene solo a uno dei due, al ché l’altro si sentirebbe legittimato a dirgli “non stai ascoltando quello che ti viene detto, non ti impegni”.
Per esempio leggo in un intervento di un terapeuta: "non posso che raccomandarle un percorso di psicoterapia analitica junghiana" che mi sembra proporre un percorso estremamente specifico, probabilmente quello si cui si occupa chi l'ha scritto.
Non so se devo rivolgermi di preferenza a uno psicoterapeuta o se anche uno psicologo va bene. Leggo nei curricula frasi come “credo in un approccio xxx, in un percorso yyy, in una terapia zzz” e sono confuso da un linguaggio in cui alcuni professionisti credono (come se stessimo parlando di religione?) in una cosa e la scrivono esplicitamente lasciandomi immaginare che così facendo si differenziano da altri professionisti che in quelle cose non credono e agiscono diversamente.
Ho letto altresì che il diverso orientamento teorico non cambia l’efficacia della terapia ma non sono convinto di ciò. E’ chiaro che la bravura di un terapista non dipende dal sesso o dall’età ma mi dico anche che non può essere indifferente.
Ho ricevuto alcuni contatti da una terapeuta (non la conosco, né lei conosce il nostro caso). Ha consigliato dei colleghi che stima del suo stesso indirizzo ma questo non risolve i miei dubbi sulle metodologie. Mi ha anche stupito che una delle poche informazioni che ha offerto sia l’età del terapista.
Nella zona in cui vivo ci sono centinaia di terapisti (molti anche molto giovani) e i loro curricula sono difficili da interpretare. Come scegliere?
Buon giorno comprendo il suo disorientamento ed è legittimo sentire la necessità di un percorso sicuro e pertinente.
Personalmente ritengo che se sente la necessità di iniziare una psicoterapia di coppia lo psicoterapeuta sia la scelta più indicata.
Lo psicologo è indicato per un percorso di sostegno alla coppia e può orientare un lavoro sulla comunicazione efficace, aiutare a impostare una modalità di ascolto accogliente fra i partner, o aiutare ad affrontare alcune modalità comunicative conflittuali, fornendo strumenti di gestione dei conflitti.
Se i problemi di coppia hanno origine da incomprensioni profonde, che si sono cronicizzate nel tempo, vista la possibilità che siano legate agli stili di attaccamento (legati ad esempio a dipendenza affettiva o evitamento) in grado di attivare processi di interazione disfunzionali, è più opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Lo psicoterapeuta ha frequentato una scuola di specializzazione quadriennale post laurea, specifica nel trattamento dei disturbi e delle dinamiche relazionali.
In merito ai suoi dubbi riguardanti i diversi orientamenti è vero che l'efficacia dipende più dalla relazione tra terapeuta e paziente che dal metodo. Tuttavia, per la coppia, alcuni approcci sono storicamente più focalizzati e strutturati, di seguito ne trova alcuni interessanti:
Approccio Sistemico-Relazionale: il più indicato per le coppie. Considera l'individuo come parte di un sistema (la famiglia/coppia), lavora sui modelli di comunicazione e sui ruoli.
Approccio Cognitivo Comportamentale: maggiormente focalizzato sulla risoluzione di problemi e sui meccanismi di pensiero che tendono a consolidarli, utilizza strumenti che consentono di modificare i comportamenti disfunzionali.
Emotional Focused Therapy (EFT): centrato sulle teorie dell’attaccamento che consentono di ricostruire il legame emotivo fra i partner. Valorizza la dimensione emotiva profonda, consente di ripercorrere le esperienze significative del passato.
La psicoterapia analitica (Junghiana) da lei citata, propone un approccio più introspettivo, lavora sull’inconscio e sugli archetipi (immagini comuni a tutta l’umanità) che rappresentano strutture psichiche innate e modelli di comportamento. Potrebbe risultare meno diretto, ma non meno efficace, per chi cerca soluzioni a conflitti quotidiani urgenti.
Riferisce di aver trovato nei curricula dei colleghi il termine “credo” riferendosi agli approcci. Gli approcci sono il modello interpretativo con cui i diversi terapeuti si avvicinano alla realtà riportata dai pazienti e consente loro di proporre percorsi terapeutici efficaci, che saranno scelti e costruiti insieme ai pazienti.
Tendenzialmente ogni psicoterapeuta conosce l’efficacia del proprio modello, sulla base delle evidenze scientifiche.
Questo è un punto su cui mi permetto di fare con lei una riflessione.
Ogni approccio psicoterapeutico ha basi scientifiche comprovate, ogni modello ha dovuto affrontare percorsi di verifica scientifica.
Le differenze esistono e possono costituire elemento di scelta più specifica. Ogni paziente può sentirsi più orientato verso uno o l’altro approccio a seconda di cosa ritiene più vicino a sé.
Il terapeuta dal canto suo ha acquisito strumenti e conoscenze che gli consentono di calibrare l’intervento, nel rispetto delle caratteristiche e della storia della persona, qualunque sia il suo modello di riferimento.
Tornando alla sua richiesta, può cercare un terapeuta specificamente formato per la terapia di coppia, ma tenga pure presente che tutti i professionisti psicologi e psicoterapeuti hanno la competenze per aiutarla a comprendere quale sia il migliore percorso per lei, inoltre hanno l’obbligo deontologico di inviarla al professionista più indicato per il suo caso.
Quindi, visto il suo più che comprensibile disorientamento, può cercare per il momento un professionista che vi aiuti a comprendere più a fondo le vostre necessità; insieme al professionista sarà più semplice individuare il percorso terapeutico più indicato.
Spero di esserle stata di aiuto e le auguro un buon inizio terapia.
Dott.ssa Angela Giannoni
Buongiorno dottori ,ho 48 anni,volevo chiedere un parere riguardo a problemi che ho da novembre 2024.Ho iniziato con a dimenticare ogni tanto i nomi o comunque non mi arrivano nell immediato, inoltre ho sempre un po' di confusione,gli eventi mi sembrano sempre più lontani rispetto alla realtà,la memoria è peggiorata.Ho vissuto il 2024 con forte stress,e arrivo da 5 anni con problemi di insonnia ,ora migliorata con l assunzione di sertralina e olanzapina,A febbraio 2025 mi hanno fatto fare una risonanza e test neuropsicologici entrambi con esito negativo,a settembre ho rifatto i test neuropsicologici sempre con esito negativo e a febbraio 2026 ho effettuato una PET anche questa negativa.Mi sento la mente confusa.volevo chiedere un vostro parere,io ci penso tutti i giorni da mattina a sera,non so più cosa pensare.grazie a chiunque può aiutarmi
Buon giorno, comprendo la sua preoccupazione, ma i risultati di tutte le analisi effettuate non possono che tranquillizzare.
D’altro canto descrive insonnia e un forte stress, fattori che incidono sulla produzione di cortisolo, che influenza il sistema limbico, in particolare l’ippocampo, struttura cerebrale coinvolta nella funzione della memoria a lungo termine, nell’orientamento spaziale e nelle emozioni.
Lei riporta di sentire gli eventi lontani dalla realtà, questa sensazione è spesso associata a stati d’ansia e depressivi legati a fenomeni di derealizzazione. Questo è un meccanismo di difesa cerebrale che consiste nel creare una sorta di filtro fra sé e il mondo circostante.
La sua tendenza a pensare continuamente al problema non può che aumentare questi meccanismi creando un paradosso. Il controllo continuo sui processi mentali, sul fatto di riuscire o meno a ricordare un nome blocca il recupero delle informazioni e la sensazione di perdita di memoria aumenta, aumentando la paura e lo stress.
I farmaci che assume sono efficaci per l’umore e l’insonnia, ma in alcuni casi danno una leggera sensazione di ovattamento che potrebbe alimentare il senso di confusione.
La sua situazione non appare legata a un problema organico, ma a difficoltà e timori capaci di creare un circolo vizioso di allerta che non consente il recupero dei suoi funzionamenti.
Sarebbe utile un percorso psicologico che sappia accompagnarla in questo periodo di difficoltà, che possa sostenerla nella sua ricerca di una sicurezza e serenità, aiutandola a riconoscere le sue risorse e a trovare la strada per tornare a utilizzare tutte le abilità con rinnovata fiducia in se stesso.
Resto a disposizione per eventuali altre domande o richieste, anche via chat.
Un caro saluto
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