Esperienze
Sono una psicologa clinica, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Sicilia, attualmente in formazione come psicoterapeuta a orientamento funzionale.
Da oltre 20 anni accompagno bambini, adolescenti e adulti in percorsi di ascolto, sostegno e crescita personale.
Mi occupo di ansia, depressione, attacchi di panico, difficoltà relazionali, disturbi psicosomatici, ADHD e disturbi dell’apprendimento, con un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Credo profondamente nella possibilità di ritrovare equilibrio e benessere, anche nei momenti più delicati. Offro un percorso psicologico centrato sulla persona, che integra mente, corpo ed emozioni.
Ricevo in studio, online o a domicilio. Ti accolgo in uno spazio protetto e non giudicante, con rispetto, empatia e passione per il mio lavoro.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psiconeuroimmunologia
Principali patologie trattate
- Autismo
- Cefalea
- Depressione
- Disgrafia
- Dislessia
- +102 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Orientamento scolastico
50 € -
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Mindfulness
50 € -
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Tecniche di visualizzazione
50 € -
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Tecniche di rilassamento
50 € -
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Supporto psiconcologico
50 € -
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Indirizzi (2)
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
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Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Roma 29, Motta Sant'Anastasia 95040
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Recensioni
5 recensioni
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A
Alessio
Professionista con una evidente passione per il proprio lavoro.
• Studio di Psicologia • sostegno psicologico adolescenti •
Dott.ssa Angela Di Mauro
Grazie di cuore per le sue parole
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V
Veronica
Sono andata dalla dottoressa per una consulenza riguardo mia figlia. Lei è stata subito molto dolce ed ha fatto subito sentire a suo agio mia figlia. Disponibile e preparata.
• Studio di Psicologia • consulenza psicologica •
Dott.ssa Angela Di Mauro
Grazie di cuore, Veronica, per le sue parole. Sono felice che siate state a vostro agio e che l’esperienza sia stata positiva per sua figlia. Creare un clima di serenità e fiducia è sempre il primo passo per lavorare bene insieme. Un caro saluto a entrambe.
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D
Deborah
Ottima consulenza.. chiara e linguaggio semplice..
• Studio di Psicologia • primo colloquio adolescente •
Dott.ssa Angela Di Mauro
Grazie per le sue parole, sono felice che la consulenza sia stata chiara e utile.
A presto
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G
G.p.
Mi ha fatto sentire subito a mio agio, come se ci conoscessimo da sempre. Mi sono sentito ascoltato ed ha capito le mie ansie e paure. Sono contentissimo.
• Consulenza online • colloquio psicologico online •
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F
F.C.
La Dottoressa Di Mauro è una persona eccezionale, che riesce a trovare la chiave di accesso “necessaria” con una sensibilità rara, rendendo naturale la scelta delle soluzioni da applicare per il ritorno alla serenità.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Angela Di Mauro
Grazie infinite per questa recensione.
Ogni persona che incontro è un compagno di viaggio, con cui condividere emozioni, parole e silenzi. È un percorso fatto di ascolto, delicatezza e fiducia reciproca.
Sapere di averla accompagnata nel ritrovare un nuovo equilibrio è per me la conferma più preziosa che la strada del benessere passa, prima di tutto, dal cuore.
A presto,
Dott.ssa Angela Di Mauro
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
scrivo perché da 11 anni sto con un uomo, sposati da 6. Lui una persona socievole, vitale, presente...da poco dopo il matrimonio - 5 anni fa -è lentamente cambiato: ha iniziato a ritagliarsi sempre più spazio per i suoi hobby, ad evitare progetti(comprare casa e fare figli). Vive stati di totale apatia, crisi d'ansia che non è in grado di giustificare. È stato da una psicologa, prima con me, appurato che a suo parere il problema non era nella relazione ma nel passato di mio marito(genitori divorziati, padre con il vizio del gioco che non è in grado di provvedere a se stesso e per cui deve intervenire mio marito, madre molto rigida e giudicante, l ho visto in lacrime più volte raccontare episodi alla dottoressa che a me non aveva mai confidato)il percorso lo ha proseguito da solo. La sua relazione precedente è terminata dopo anni sempre per mancanza di progettualità e, lui dice, di amore. Ora sostiene di essere arrivato alla conclusione che anche con me sia finito l'amore perché manca questo desiderio di progettualità. Nel suo immaginario l'amore deve essere sempre esplosivo come nei primi anni di conoscenza e non ha mai riflettuto, finché non gli è stato fatto notare, sul fatto che l'amore è un sentimento che va coltivato e nutrito, cosa che lui da tempo non fa...anche nelle piccole cose(uso spasmodico del cellulare ad esempio nei momenti di relax che lo distraggono quindi dalla famiglia e da qualunque cosa lo circondi...compresi i suoi pensieri immagino). Il suo percorso con la psicologa si è interrotto e ora ha ripreso con un altro professionista, a cui onestamente non so cosa abbia raccontato(con la precedente specialista avevo dovuto tirare fuori io molte cose che lui tendeva a non dire). Sbaglio a vedere un circolo vizioso nei suoi comportamenti? Delle paure derivanti da una famiglia che non ha saputo trasmettergli fiducia nelle relazioni né fargli capire come dovrebbero essere? La madre ad esempio gli ha sempre detto che non si sarebbe dovuto sposare e che non avrebbe dovuto fare figli...c'è qualcosa che posso fare per salvare questi anni e questo rapporto che ci ha donato così tante gioie prima che fossimo investiti dallo tsunami di queste ansie?
Non stai “sbagliando” a vedere un circolo vizioso: quando una persona entra in stati di ansia/apatia, spesso tende a ritirarsi, rimandare i progetti, rifugiarsi in attività o nel cellulare per non sentire, e questo, paradossalmente, aumenta distanza, senso di fallimento e ulteriore ansia. Non è una diagnosi, ma una dinamica molto frequente. È importante ciò che hai colto: l’amore non resta sempre nella fase “adrenalina e fuoco” dei primi anni. Nel tempo cambia forma: diventa più “scelta”, “decisione”, presenza, cura, intimità. Se lui usa come criterio “se non sento l’esplosione allora non amo”, rischia di leggere in modo distorto una fase normale della relazione e di viverla come prova che “è finita”. Il suo passato con la famiglia, divorzi, madre rigida/giudicante, padre con dipendenza dal gioco e responsabilità economiche sulle sue spalle: sono fattori che possono lasciare paure profonde (di fallire, di essere intrappolati, di ripetere la storia, di non essere “abbastanza”) e rendere i passaggi di vita (casa, figli, stabilità) dei veri “trigger”. Tema padre/gioco: se lui è “salvatore” del padre, questo drena energie e alimenta ansia/risentimento. Non è compito tuo risolverlo, ma puoi incoraggiarlo a lavorare in terapia su confini e responsabilità.
Non significa che siete destinati a ripetere quel copione. Significa che serve un lavoro serio e continuativo.
Chiedi un patto chiaro: “Io ci sono, ma ho bisogno di sapere se vuoi lavorare per noi”. Non basta “vediamo”. Serve una scelta, anche graduale.
Proponi 4–6 incontri di terapia di coppia (anche solo per capire): la coppia non è “colpevole”, è il luogo dove rimettere ordine, comunicazione, fiducia, e dare un senso a ciò che accade.
Non inseguire le spiegazioni infinite: a volte lui può non sapere “perché” prova ansia o apatia. Si parte dai segnali: cosa succede nel corpo, nei pensieri, nelle abitudini, nei momenti critici.
Metti confini gentili ma fermi su ciò che vi consuma: ad esempio cellulare nei momenti di relax (regole semplici: mezz’ora “senza schermo”, cena senza telefono, un rito serale).
Potresti utilizzare uno stile di comunicazione del tipo: “Non voglio convincerti che mi ami. Voglio capire se sei disposto a prenderti cura di quello che ti sta succedendo e di quello che sta succedendo a noi. Io sono pronta a fare la mia parte, ma ho bisogno di camminare insieme.”
Se lui accetta anche solo un piccolo passo (coppia o terapia individuale portata avanti con costanza), c’è spazio reale per salvare il rapporto. Se invece rifiuta ogni lavoro e resta nella logica “non sento, quindi è finita”, tu hai comunque diritto a proteggerti e a non consumarti nell’attesa.
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