Corso Giuseppe Garibaldi, Salerno
A Napoli e Salerno effettuo sedute di psicoterapia online. Ad Avellino, invece, sarà possibile effettuare sedute di psicoterapia anche in presenza.
Leggi di più05/07/2022
Corso Giuseppe Garibaldi, Salerno
A Napoli e Salerno effettuo sedute di psicoterapia online. Ad Avellino, invece, sarà possibile effettuare sedute di psicoterapia anche in presenza.
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Accettato
35 recensioni
Molta professionalita.
Persona garbata e gentile mi sono sentita a mio agio
La dottoressa mi è sembrata molto attenta e competente, l’idea di proseguire questo percorso con lei mi rasserena!
Eccellente,professionale,molto attenta.permette di esprimersi liberamente....
Capacità di ascolto. Intuitiva ed empatica .
Sono solo alla seconda visita,ma mi sento serena nel parlare con la dottoressa.
Dottoressa eccellente, comprensiva e attenta alle esigenze del paziente
Dottoressa molto brava e preparata, la visita ha un costo accessibile a tutti, unica pecca manca di puntualità.
Buongiorno, già dalla prima seduta si è rivelata un ottima professionista,,,che ha preparazione e intuito acuto ....e che con poche domande mirate apre velocemente l anima e la psiche di chi ha bisogno di risposte o di ritrovare un proprio nuovo equilibrio personale e mentale .
Mi sto trovando molto bene,settimana dopo settimana mi apro sempre di più.
Dottoressa molto attenta, empatica e paziente. Ha ascoltato con partecipazione le mie parole e mi ha dato già alcuni consigli. Essendo la prima visita non credo potesse fare di più.
La dottoressa Aitella è stata la mia terapeuta per circa due mesi, e nonostante il nostro percorso sia stato relativamente breve (per mia richiesta) ho potuto apprezzare pienamente la straordinaria preparazione e professionalità della dottoressa, la quale ha rappresentato per me un vero punto di riferimento, consentendomi di fare chiarezza su alcuni aspetti del mio passato e di me stesso. Oltre ad essere un'eccellente professionista, è inoltre una persona di grande umanità ed empatia, mi sono sentito pienamente a mio agio sin dal primo momento. Non posso che consigliarla senza ombra di dubbio, e nel caso in futuro avessi bisogno di un consulto sono certo di trovare in Lei un porto sicuro.
ha risposto a 17 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, scrivo qui per avere un consulto anonimo su questa mia situazione tormentata che da sola non riesco a risolvere . Sto con un ragazzo della mia età da 2 anni ormai (abbiamo 22 anni), abbiamo condiviso tante cose però perché ci conosciamo da tanto prima. È sempre stato una persona poco attenta alle relazioni in passato, non si è mai impegnato veramente ed invece (forse perché la nostra è nata come grande amicizia) con me ha deciso di affrontare un qualcosa di serio e lo ha fatto in modo molto consapevole infatti in questi 2 anni è sempre stato molto rispettoso, attento, mi vuole bene e me lo dimostra.
Stiamo molto bene insieme quindi non mi lascia “insoddisfatta” a livello di tempo di qualità passato insieme, chiacchierate, esperienze condivise, progetti di vita eccetera. C’è soltanto una parte del nostro rapporto però che non riusciamo proprio a cambiare ovvero il come affrontare delle discussioni che, si sa, esistono in tutte le coppie.
Ha un modo davvero tossico di gestirle, non riesce quasi mai a riconoscere dove sbaglia o se lo riconosce questo succede dopo 2 o 3 giorni dal fatto ma mai veramente. Credo sia poco empatico ma ciò che mi spaventa è che devo fare sforzi crescenti e privi di risultato, nel tentativo di fargli capire
come mi sento di fronte ai suoi comportamenti, non solo non lo capisce ma spesso si mostra estremamente infastidito o disinteressato. Se stiamo discutendo su un comportamento offensivo o irrispettoso che ha avuto, farà in modo di
"rivoltare la frittata" portando la discussione a focalizzarsi su un mio precedente errore o una piccola mancanza. Spesso ho avuto la tendenza ad evitare le discussioni per non stressarmi in questo modo, a volte la gestisce meglio altre peggio però io vorrei lavorarci perché so che ne è capace infatti a volte riesce a parlarne magari quando passa del tempo dalla cosa che mi ha infastidita, ed anche perché il resto va tutto bene, stiamo bene.
Spero possiate darmi un vostro riscontro sul come poter agire per fargli capire di doverci e poterci lavorare.. so che è una cosa che non sarebbe necessario spiegare però mi sembra davvero un peccato che ci arrivi sempre tardi. Vi ringrazio
Caro utente, credo che sia importante imparare ad utilizzare una comunicazione funzionale tra voi. A volte é difficile essere compresi a livello emotivo e credo che l' aiuto di una terapia di coppia possa esservi utile per migliorare in tale direzione.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Aitella
Buongiorno, sono una donna di quasi 30 anni, soffro di ansia da 10 anni circa con periodi più o meno tranquilli e anche quelli belli problematici. Da 1 anno e mezzo circa ho iniziato seriamente il mio percorso di psicoterapia. Insieme alla mia terapeuta abbiamo capito che il cuore del problema è la distanza dalla mia famiglia di origine che vive in un altro paese. Qui vivo con mio marito e da poco con il nostro cane, ma a parte loro non ho nessuno. Questo distacco dai miei mi ha sempre provocato tanta sofferenza e malinconia. Ultimamente, essendo arrivata ad affrontarlo in terapia, ho vissuto un vero e proprio momento di crollo psicologico: ansia che non se ne andava più, durava da quando mi svegliavo finché non andavo a dormire. Non mi andava più di mangiare, lo facevo solo perché avevo fame. A quel punto, anche su suggerimento della mia terapeuta, ho eseguito un consulto psichiatrico che mi ha aiutato molto. Attualmente assumo un SSRI (citalopram) da fine novembre; la mia situazione agorafobia e ansia in generale è migliorata notevolmente. Ma, paradossalmente, ho iniziato a pormi delle domanda su che senso abbia vivere e come riempire le mie giornate. Ci sono giorni in cui sono positiva, esco con il cane che ho adottato da poco e che mi aiuta moltissimo anche lui, ma ci sono dei momenti che di solito durano un paio di giorni al mese, forse qualcuno in più, in cui penso a tutto ciò che ho a lo apprezzo, ma allo stesso tempo metto tutto il dubbio chiedendomi qual è il senso di tutto. Non so se questo è legato ancora a qualche capitolo non chiuso verso la mia famiglia; spesso in questi momenti "no" mi vengono in mente. Ho ancora del vuoto dentro a riguardo, ma poi mi sento anche in colpa per il fatto che comunque sia dovrei essere felice e grata per mio marito e il nostro cane che mi rendono tanto felici. Ho paura di non poter mai più essere felice e di dover portarmi dietro per sempre questi "dubbi esistenziali" che mi rendono triste e anche preoccupata per un eventuale futuro e il rischio di poter cadere in depressione, anche se per curarmi assumo un antidepressivo. Secondo voi può essere solo un altro frammento del momento della mia transizione? Come mai non sono felicissima per il fatto che sta andando tutto meglio a livello di quotidianità, spostamenti, la mia indipendenza... Grazie a chi risponderà
Salve, mi dispiace per il suo vissuto e la sofferenza esposta.
Credo che sia utile, avendo già dei riferimenti (Psicoterapeuta e psichiatra) , confrontarsi con loro su quanto le sta accadendo trovando insieme delle soluzioni utili per affrontare al meglio questa consapevolezza acquisita e la modalità di fronteggiare tale dolore.
Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Aitella
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