Dott. Alessandro Gennari

Psicoterapeuta · Altro

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Esperienze

Psicologo clinico e Psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico lacaniano, mi occupo di disturbi ansioso-depressivi, quali attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi dell'umore, problematiche relative alla sfera dell'amore, della sessualità e delle relazioni.

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicoterapia psicoanalitica

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Psicoanalisi lacaniana

    50 €

  • Trattamento anorgasmia

    50 €

  • Supporto psiconcologico

    50 €

  • Supporto psicologico

    50 €

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Studio di Psicoterapia Dr. Alessandro Gennari

Piazzale Anna Ciabotti 1, Jesi 60035

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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Da un tempo che non riesco assolutamente a definire, credo di star sognando di avere rapporto incestuosi con mio padre. Sogni che lasciano una grande angoscia e disgusto e che, essendosi ripetuti, trascinano con sé il sospetto folle che queste cose siano avvenute per davvero e che io me ne sia dimenticata.
Sono la classica figlia innamorata in tutto e per tutto di mio padre, sin da bambina. Provo per lui stima e rispetto indefinito. Quando ho relazioni con delle persone cerco sempre mio padre in loro (la manualità, la passione per la natura...).
Questa notte credo di aver fatto di nuovo un sogno simile perché mi sono svegliata pensandoci , e quindi in preda all' angoscia ho cercato di fare l'esercizio mentale di capire se fosse accaduto davvero o no: non è accaduto mai, nei ricordi di questi sogni io sono adulta, sono stata via di casa tanti anni , non è possibile che sia accaduto di recente e che io abbia potuto dimenticare tutto per difesa.
Nei sogni non si arriva mai all' atto sessuale ma è sempre un avvicinamento fisico erotico molto intenso (lui che mi masturba) in cui io sono consenziente e poi però mi allontano e lui rispetta in silenzio questa decisione. È disgustoso , faccio una grande fatica a scrivere queste cose .
Ho un ricordo di quando ero bambina che vorrei sottoporre alla vostra attenzione e di cui non ho mai parlato a nessuno, perché non so definire se sia stato un atto sbagliato e intrusivo da parte di mio padre oppure no. Ero molto piccola, eravamo nel letto, e io gli avevo detto "papà, facciamo che se io ti faccio vedere la mia patatina tu mi fai vedere il tuo pisellino". E lui mi aveva fatto vedere il suo "pisellino" sicuramente a scopo educativo. Poi mamma chiamò per il pranzo e andammo in cucina. Non so perché vivo questo ricordo come se ci fosse qualcosa di ambiguo, si è trattato solo una dimostrazione anatomica sotto mia richiesta, chissà lui come si è sentito al riguardo.
Non so se questo ricordo può essere collegato ai sogni che faccio, dato che leggo spesso che le persone accade facciano sogni incestuosi che hanno significati profondi svincolati da reali desideri o fatti accaduti.
Vi ringrazio per i vostri pareri!

Ha ragione nel dire che sogni e fantasie incestuose, che nel suo caso sembrerebbero essere piuttosto molesti visto il loro contenuto di angoscia, possano non avere esattamente una relazione diretta con fatti "realmente accaduti", ma capita che possano essere costruzioni a partire da certi eventi che sono interiorizzati nella propria realtà psichica. Sarebbe poi, nel suo caso, da capire quanto questi pensieri siano impattanti nella sua vita, ad esempio nella sfera delle sue relazioni; insomma, per essere brevi, se la cosa le crei dei problemi. Devo dire purtroppo, e immagino che possa essere così per lei, che una spiegazione teorica, per quanto estesa possa essere, non basti di per sé per liberarsi da certi stati affettivi e da certi sogni, che esulano certamente la sua volontà e richiedono una elaborazione che la implichi personalmente. Quel che mi sembra certo è che lei si pone già diverse domande che potrebbero metterla al lavoro sul senso di ciò che le succede.

Dott. Alessandro Gennari

Avevo posto una domanda sulla possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per superare un lutto avvenuto in famiglia. Entrambi stiamo male, io e mia mamma, ed entrambi proviamo sensi di colpa ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo, almeno io, perché non vorrei che lei soffrisse per me sapendo che vivo nel rimorso. Io sto male forse più per lei che per la persona persa e so che mi aiuterebbe molto esternarle tutto ciò che provo. Non sapevo dell'esistenza di una terapia famigliare che potesse coinvolgere entrambi guidati da un professionista e sono convinto che questa sarebbe la strada giusta. Non so se parlare con lei e proporle una cosa del genere. Di certo non potrò fare finta di nulla ed evitare il discorso per il resto della vita. Forse dovrei farla solo io. Questo è il dubbio per il quale chiedo un consiglio

Buongiorno. Mi dispiace per la sua situazione, che sembra molto spinosa. Ha ragione, i lutti possono essere difficili da elaborare e possono richiedere un lavoro, perché spesso vi sono legate diverse questioni. Si capisce che è preoccupato e che abbia difficoltà a parlarne con lei, ma se se la sente può tentare di proporre a sua madre un percorso insieme, anche se, purtroppo, non ci sono garanzie, in partenza, che possano assicurarla che acconsentirà. La invito però a non considerare questa possibilità un ostacolo ad un suo possibile lavoro personale, che potrebbe aiutarla ad aprirsi e a liberarsi.

Dott. Alessandro Gennari

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