Esperienze
Ecco alcune informazioni sulla mia formazione: mi sono laureata con lode in Psicologia presso l'Università Federico II di Napoli. Durante la stesura delle mie tesi, triennale e magistrale, ho affrontato temi a me molto cari, come i disagi dei giovani adulti nella società attuale e la correlazione tra benessere mentale e fisico, esplorata attraverso l’analisi di giovani pazienti affetti da patologie croniche, in particolare la fibrosi cistica.
Nel corso della mia carriera ho maturato una solida esperienza nel campo della psicologia clinica, lavorando sia con bambini che con adulti. Attualmente conduco uno sportello di ascolto per famiglie e adulti e collaboro come tirocinante presso il Centro di Salute Mentale dell'ASL Napoli 2 Nord. Ho inoltre svolto un tirocinio presso il Santobono-Pausilipon, dove ho approfondito la mia formazione nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo. Oggi mi dedico con impegno e amore al trattamento di bambini con disturbi dello spettro autistico, DSA e ADHD, lavorando a stretto contatto con loro e con le loro famiglie.
Il percorso di specializzazione che ho intrapreso considera l'individuo come parte di un sistema complesso, in cui le difficoltà non possono essere slegate dalla storia personale e dalle relazioni che costituiscono il tessuto della vita.
E ora, come mai lei è qui?
A volte ci accorgiamo in modi strani di non stare bene: magari è il corpo a parlarci, con mal di testa, mal di pancia o mal di stomaco apparentemente inspiegabili. Magari ci manca il respiro o la notte non riusciamo a dormire. Magari sentiamo un incontrollabile senso di tristezza o rabbia, oppure ci sentiamo costantemente fuori posto, soli o stanchi. A volte nemmeno ce ne accorgiamo da soli e sono gli altri a farci notare che qualcosa non va. Ma spesso tiriamo dritto, attiviamo il pilota automatico e andiamo avanti come se nulla fosse, ignorando quello che sentiamo dentro. Ma perché continuare a farlo? Che premio si vince nello stare male?
Nel mio lavoro ascolto con attenzione ed empatia le storie dei miei pazienti, offrendo uno spazio di calma e accoglienza, in cui sentirsi liberi di parlare proprio di quei pensieri e di quelle emozioni che spesso teniamo dentro per non disturbare o magari perché toppo dolorosi.
Uno spazio sicuro dove affrontare ciò che non ci permette più di vivere serenamente.
La terapia è un percorso impegnativo, ma anche un viaggio di scoperta, cura di sé e crescita personale. Ritrovare il benessere richiede tempo, ma è un tempo prezioso, mai sprecato.
Sarò felice di accompagnarti con delicatezza in questo processo di cura e conoscenza di te stesso.
Per prenotare, puoi consultare i giorni e gli orari disponibili sul sito, oppure contattarmi per maggiori informazioni.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Colloquio psicologico età evolutiva
50 € -
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Consulenza di coppia
50 € - 70 € -
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Orientamento scolastico
50 € -
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Sostegno alla genitorialità
50 € - 60 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Acate, 24, Bagnoli 80124
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
10 recensioni
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C
Clelia
Dolce preparata empatica . Molto professionale esperienza positiva
• Studio Privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa Adriana Di Francia
Cara Clelia, grazie di cuore per le sue parole e per avermi reso parte della sua storia. Un abbraccio
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D
D.L.
Ero intimorita all'idea di iniziare un percorso di terapia, ma dal primo incontro con la Dottoressa Di Francia ho capito che potevo superare quest'ansia grazie alla sua empatia, gentilezza e professionalità.
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
La ringrazio molto
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M
M. C.
La dott.ssa Di Francia è un' ottima specialista, empatica, chiara ed estremamente professionale. Esperienza più che positiva.
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
Grazie mille a lei per questo riscontro e per essersi affidata
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E
E.V.
Ringrazio la Dottoressa per gli incontri effettuati perché mi sono sentita molto a mio agio nel raccontarmi. Ho approfondito con lei alcune dinamiche relazionali che stavano diventando sempre più difficili da gestire e insieme abbiamo trovato la modalità più adeguata rispetto ai miei bisogni. La sua attenzione e compostezza mi hanno trasmesso molta tranquillità durante i colloqui.
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
Grazie mille a lei per la fiducia
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D
Dott.ssa Maristella Bini
La mia esperienza con la Dott.ssa Di Francia è stata più che positiva. All’inizio del percorso che abbiamo fatto insieme sentivo di avere numerose aree di sofferenza che mi hanno portata a sentirmi insicura, confusa e incredibilmente sola. Con il suo aiuto sono riuscita a riconnettermi con la mia essenza, anche il solo fatto di poter contare sul suo sostegno mi ha aiutata ad avere di nuovo fiducia nelle persone. Quello che più ho apprezzato della Dottoressa è stata la sua autenticità, è sempre stata molto chiara, dolce e al tempo stesso riusciva a smorzare con un tocco di ironia quando ne avevo bisogno. È stata veramente indispensabile nel mio percorso di crescita, grazie di cuore.
• Studio Privato • sostegno psicologico •
Dott.ssa Adriana Di Francia
grazie mille a lei per queste parole meravigliose e per essersi affidata a me per intraprendere questo percorso
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A
AF
Mette a proprio agio e ti fa venire voglia di parlare, consiglio
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
La ringrazio molto
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R
R.L.
La dottoressa Di Francia mi ha subito trasmesso tranquillità ed è stata attenta ai miei problemi ed esigenze. Persona estremamente empatica, scrupolosa e professionale, da quando ho intrapreso un percorso psicologico con lei mi sento decisamente meglio. Mi sento di consigliarla, visti i risultati ottenuti
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
La ringrazio per questo riscontro e per essersi affidato
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F
F.F
La dottoressa è stata capace di mettermi a mio agio sin dalle prime sedute. Dolce, premurosa, professionale e attenta ad ogni piccolo dettaglio. Il suo lavoro ha fatto la differenza . Grazie a lei sono riuscita a credere nel cambiamento. Mi sento rinata. La consiglio vivamente .
• Consulenza Online • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
è davvero bello leggere questo riscontro, sono felice di aver fatto parte di questo suo percorso di rinascita. Un grande abbraccio
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S
SG
Consiglio vivamente la Dott.ssa Di Francia; la mia esperienza con lei è stata davvero d’impatto per me.
Delicata, accogliente e professionale.• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott.ssa Adriana Di Francia
La ringrazio di cuore per questo riscontro così gentile, un abbraccio
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Y
Y.s
La Dottoressa Di Francia è molto gentile, preparata e professionale. Sa come mettere il paziente a proprio agio fin dal primo contatto telefonico. La ringrazio per il supporto che mi sta dando e mi sento di consigliarla.
• Studio Privato • sostegno psicologico •
Dott.ssa Adriana Di Francia
Grazie mille a lei per queste parole gentili, un abbraccio e a presto
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve. Sono una ragazza che soffre di depressione e ansia somatizzata. Prendo antidepressivi. Uno degli effetti collaterali più spiacevoli è il calo del desiderio sessuale , mi sento apatica , a volte provo una sensazione di vuoto. Non riesco a stare a letto con un ragazzo , provo fastidio e non mi eccito per niente .. e questo è causato dai farmaci perché prima non era affatto così. Ora non riesco a capire se mi piace o meno un ragazzo , perché non provo attrazione fisica e ho paura di restare sola per questo motivo .
Buonasera, prima di tutto vorrei ringraziarla per aver condiviso qui la sua esperienza. Mi dispiace molto per il disagio che sta vivendo, ma credo che parlarne apertamente sia già un ottimo punto di partenza.
Prima di tutto, le suggerisco di mantenere un dialogo quanto più aperto possibile circa questi effetti collaterali con il suo medico, in modo da valutare insieme se è opportuno modificare la terapia, se questi effetti sono temporanei o se i benefici che sta ricevendo superano i disagi che sta sperimentando. Non esiti a confidarsi o a fare domande al suo medico: un buon rapporto di fiducia con chi la segue è essenziale per capire a fondo i suoi disagi e trovare insieme la soluzione migliore.
In secondo luogo, comprendo la sua preoccupazione riguardo alla mancanza di desiderio sessuale e il timore che possa influire sulla sua capacità di creare legami, ma credo sia importante soffermarsi su queste sensazioni che percepisce e su questo senso di vuoto. Da ciò che scrive, percepisco che potrebbe sentirsi 'sbagliata' o inadeguata, come se i suoi bisogni dovessero adattarsi ai tempi e alle modalità del suo partner. Tuttavia, è essenziale anche ascoltare e rispettare quelli che sono i propri bisogni, anche se questo può essere difficile, soprattutto quando non si è abituati. Ovviamente non conosco la sua storia personale, ma se le modalità di relazionarsi che aveva in passato ora non la fanno sentire a suo agio, potrebbe essere utile esplorare nuovi modi di vivere l'intimità. L'attrazione fisica può essere un ottimo indizio che ci aiuta a comprendere se siamo attratti o meno da qualcuno, tuttavia la costruzione di un legame profondo si basa anche su altri fattori come fiducia, comunicazione e comprensione reciproca. In questo momento, può darsi che ci voglia più tempo per stimolare la sua attrazione sfruttando canali differenti che ci permettono di entrare maggiormente in contatto con l'altro. Ad esempio, dedicare più tempo per conoscere e costruire un buon legame di fiducia con il proprio partner potrebbe permetterle di aprirsi con lui/lei riguardo le sue difficoltà e ciò potrebbe aiutarla a sentirsi meno sola e magari, con il tempo, a esplorare insieme modi diversi e graduali di vivere l’intimità.
Infine, oltre alla terapia farmacologica, potrebbe essere utile integrare un percorso psicologico. Questo tipo di supporto può aiutarla a comprendere meglio i meccanismi alla base della sua ansia e depressione. È perfettamente comprensibile che, di fronte a dei sintomi che le causano sofferenza, la sua priorità sia quella di trovare un modo per farli svanire il più rapidamente possibile, e in questo senso i farmaci sono un prezioso alleato. Tuttavia, è importante ricordare che questi sintomi non nascono dal nulla, ma hanno un significato più profondo. L’ansia e la sofferenza sono segnali di un disagio interiore.
Attraverso un percorso psicologico, avrebbe l'opportunità di esplorare le ragioni alla base di questi sintomi, conoscersi più a fondo e acquisire maggiore consapevolezza di sé. L’obiettivo sarebbe quello di renderla progressivamente più autonoma nella gestione del suo benessere mentale.
Le porgo un caro saluto, Dott.ssa Adriana Di Francia
Buonasera e già che mi trovo buone festività. Già ho proposto una domanda sull'argomento, vorrei aggiungere un particolare. Ho la sensazione di vivere con gli occhi addosso di 3-4 colleghi/e. Se mi limito a lavorare e resto nel mio quando ho dei minuti di pausa anziché aderire a questo o quel gruppetto, mi dicono che non calcolo nessuno e non me ne frega di nessuno, se sono silenzioso c'è chi mi esorta a essere scherzoso come sempre. Se mi limito a parlare coi pochi colleghi più educati mi criticano perché alcuni di loro li vedono come i cattivi di cui sparlare. Se provo a fare gruppo cercando coesione mi boicottano le iniziative tipo uscite o cene perché devono decidere alcuni di loro. Se mi limito a chiacchierare con una collega con famiglia (una delle poche con cui parliamo di cose nostre e non di colleghi) via al vociare che ci sto provando anche di persona per provocarmi sebbene lei manifesti il piacere della mia compagnia, rodono e bombardano mesi finché limito di farmi vedere con lei, in questo modo non li senti più sparlare. Anche se lo fai per scherzare, non può durare mesi perché diventi pesante. Se mi vedono scherzare con la direttrice che ritengo professionalmente molto valida (a loro non sta a genio perché fa lavorare), via al "che lecchino" e via dicendo. Se arrivano nuove persone e inizio a farci semplice amicizia (come fanno altri) iniziano a criticarmi che ci provo con tutte pur di condizionarle, quando in realtà non ho mai fatto proposte a nessuna collega mai in vita mia, semmai ne ho ricevute. Ho provato a parlare con la direttrice affinché prendesse provvedimenti e non avendo del tutto le redini dell'ufficio perché sa di essere odiata da molti, anche un semplice chiarimento con me e lei presente, mi dice che ogni testa è un mondo a se e di far leva sul mio valore personale e sorvolare sugli atteggiamenti infantili, il problema è che ogni giorno è la stessa storia da mesi e mesi. La situazione migliora lievemente nel momento in cui ridimensiono i rapporti, limitandomi al buongiorno e arrivederci, rispondere se mi chiedono qualcosa e dopo un po' noto che si gelano e mi guardano di sott'occhio per capire cosa fosse successo per ridurmi freddo nei loro confronti, con un paio di loro sto facendo così, evitandoli il più possibile, uno si è accucciato, l'altra continua a darmi zeppate indirettamente parlando con le nuove colleghe che si è fatta volutamente amiche mostrandosi buona dolce e gentile all'improvviso. E non si stanca, appena mi vede offrire un caffè a un nuovo collega si fionda lei tra noi due e inizia a parlargli per prendersi la scena e spezzare la conversazione. L'ultima volta le ho detto pacatamente che tre occasioni consecutive in mezz'ora sembrava un'ossessione. Quello che intendo dire è che se devo far così con tutti quelli che non sanno contenersi o che hanno qualcosa nei miei confronti a livello inconscio, rimarrei a calcolare 3 persone su 20... perché poi ognuno di questi si porta appresso a se altri colleghi coi vari gruppetti che si sono creati per dominare l'ufficio, a cui non potrei avvicinarmi.
Non chiedetemi di essere assertivo perché causa lavoro stressante, non è così semplice esserlo ne io sono predisposto, piuttosto evito e amen visto che non amo gli scontri che si generano, più scontri fai e più fai la nomea quindi evito. Non voglio nemmeno isolarmi del tutto e vedere loro che si "divertono" a contaminate questo e quel collega, né tantomeno ho voglia e intenzione di fare lo stesso. Consigli? Grazie mille
Salve. Prima di tutto, la ringrazio di cuore per aver condiviso la sua storia. Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo: far parte di un ambiente di lavoro privo di supporto e legami autentici può generare stress e ansia. Dalla sua storia emerge un carattere aperto, forse non eccessivamente estroverso, ma che cerca legami genuini, basati sul rispetto reciproco e sull'apprezzamento, sia per meriti professionali che per semplice amicizia. Questa è una qualità preziosa che spero continui a coltivare, nonostante il contesto difficile.
Capisco che essere assertivi possa essere particolarmente complesso in certe posizioni lavorative, ma è importante ricordare che assertività non significa prepotenza. Essere fedeli a sé stessi e alle proprie esigenze, soprattutto quando queste mirano al benessere personale e altrui, e portare nel contesto lavorativo un esempio di relazione sana, per quanto possa non essere compreso, non è sintomo di prepotenza, ma di carattere e personalità. Un comportamento che, sebbene possa essere incompreso, a volte viene premiato e apprezzato per la sua genuinità.
È vero però che modificare dinamiche relazionali, in particolare sul lavoro, è molto difficile, soprattutto quando queste si sono consolidate in un certo modo anche prima del suo arrivo. Non è detto che sul lavoro non sia possibile trovare persone con cui stare bene e stringere legami di amicizia sinceri, ma è anche giusto riconoscere che non tutti sono adatti a ricoprire entrambi i ruoli e con alcuni è necessario riuscire a separare i colleghi dagli amici, interagendo con entrambi con la giusta distanza. Laddove non trova un terreno fertile che le restituisca il senso di benessere che stava cercando, cambi terreno e lo nutra con altro. Con questo non le sto dicendo di cambiare lavoro, ovviamente, ma di prendere ciò che di bello ci offre il contesto in cui viviamo e lasciare andare il resto, che non fa altro che appesantirci e non ci serve.
Non possiamo controllare i comportamenti degli altri, ma possiamo scegliere come reagire a questi comportamenti, sia a livello esteriore che emotivo. È giusto che la sua cura e attenzione siano rivolti soprattutto a sé stesso, coltivando ciò che la fa stare bene. Nutra i legami con chi le sta a cuore, anche se gli altri possano non comprendere o esprimere giudizi per motivi che non ci è dato comprendere e di cui forse dobbiamo imparare a non interessarci e dare poco peso.
Spero che le mie parole possano esserle di aiuto e di conforto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Adriana Di Francia
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