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Esperienze

Francesco Paolo Coppola – Tel. 335 660 2565 Psicologo clinico, Psicoterapeuta

www.psicologonapoli.org Ricevo a Napoli e online – percorsi terapeutici in tutta Italia

Da oltre 20 anni accompagno giovani e adulti in percorsi di trasformazione interiore e consapevolezza, lavorando su ansia, stress, relazioni difficili, crisi esistenziali e ricerca di senso. Integro psicoterapia occidentale, meditazione e yoga, unendo mente, corpo e respiro.

Il mio approccio nasce dalla sintesi tra Gestalt, Analisi Transazionale, Enneagramma e pratiche contemplative orientali, e si è evoluto in una visione personale che chiamo Psicologia del Risveglio.

Non mi limito a ridurre i sintomi: aiuto a ritrovare sé stessi oltre la mente affollata, i pensieri ricorrenti, le paure e i condizionamenti.

Lavoro nel qui e ora, attraverso il corpo, le emozioni e il respiro, per riconnettersi con il proprio centro e vivere una vita più autentica.
Il mio metodo è il risultato di un lungo percorso personale: anni di psicoterapia ed psicoanalisi personale, formazione corporea, studi sullo Dzogchen con maestri tibetani e un cammino interiore vissuto intensamente nel mondo.

Oggi offro:
Psicoterapia individuale e di coppia
Incontri di gruppo e ritiri esperienziali
Percorsi online in tutta Italia

In un ambiente accogliente, riservato e non giudicante, accompagno chi desidera conoscersi davvero e trasformare la propria sofferenza in crescita.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia forense
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia analitica transazionale
  • Psicoterapia della gestalt
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Dott. Francesco Paolo Coppola

Dott. Francesco Coppola (riceve on line ed in presenza)

Per prenotazioni potete contattarmi al numero 3356602565
Sito web : https://www.psicologonapoli.org

09/10/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Esercizi respiratori

    Da 50 €

  • Training autogeno

    50 €

  • Tecniche di visualizzazione

    50 €

  • Tecniche di rilassamento

    50 €

Indirizzi (3)

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Studio di Psicologia, Fiumicello

Via del Fiumicello 7, Napoli 80142

Disponibilità

Telefono

081 1929...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di Psicologia Capodimonte

Salita Capodimonte 105, Napoli 80137

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45 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • Il Dott. Coppola è una persona empatica e competente. Riesce a far sentire il paziente a proprio agio, offrendo soluzioni pratiche e mirate per gestire ansia, stress e difficoltà emotive

     • Studio di Psicologia, Fiumicello psicoterapia  • 

  • R

    Il dottore ha un approccio molto diretto con il paziente e questo mi ha permesso di entrarci subito in sintonia.

     • Studio di Psicologia, Fiumicello psicoterapia  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie mille, è sempre interessante ricevere feedback


  • A

    Buongiorno .
    Il dottore e’ un professionista flessibile su orari e modalità dell’incontro , che nel mio caso avviene online .
    Trovo molto utile il suo approccio basato sulla coscienza abbinata alla psicologia .
    Lo consiglio perché è una persona accogliente , empatica , vicina .

     • Consulenze online colloquio psicologico online  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie Andrea


  • N

    Sono arrivato oggi alla quinta seduta con il dottore, e ogni volta sento sempre più di aver fatto la scelta giusta. Riesce a mettere a proprio agio fin da subito, ascolta con attenzione e, soprattutto, sa guidarti nel ragionamento con esempi, citazioni e spunti che aiutano davvero a vedere le cose da nuove prospettive.
    La strada da percorrere è ancora lunga, ma sento di non essere solo: con lui al mio fianco, ho la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto.
    La sua presenza è molto più di quella di un terapeuta: è un vero coach di vita. Dopo ogni incontro, sento di aver fatto un passo in avanti – nella mia vita personale e anche in quella professionale.

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Che dire, ti posso solo essere grato ti quello che sto ricevendo...


  • A

    Il dottore Francesco Coppola,al primo colloquio,è stato veramente soddisfacente ed empatico.
    Molto bravo e provvisto di una notevole cultura yogica e filosofica.
    Sono rimasto veramente contento.

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie, è stato un piacevole incontro


  • C

    Primo incontro positivo con il dottore ne seguiranno degli altri per un percorso di recupero psicologico grande dottore empatia spiegazione dettagliata e ascolto fiducioso e grato di avervi conosciuto

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    grazie, poter aiutare, sentirsi dire mi sei stato utile, per me è già un grande regalo


  • E

    Prima visita per il momento mi ha insegnato delle tecniche di respirazione e rilassamento ...sembrano efficaci..persona educata e ti ascolta

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie, oltre al colloquio anche il rilassamento e la respirazione sono stumenti fondamentali


  • G

    Ha risposto con competenza ai miei problemi, consentendomi di superarli, passo dopo passo, brillantemente

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico familiare  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    grazie


  • R

    Sono stata per la prima volta dal dottore ieri .. mi ha messo subito a mio agio.
    È stato un incontro piacevole e allo stesso tempo profondo.
    Ci rivedremo la settimana prossima e spero che vada meglio di ieri.
    Grazie!

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicoterapeutico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie, è bello avere una recensione


  • M

    Professionista empatico,disponibile che mette a proprio agio ,riesce ad entrare in contatto con il paziente trovando un senso ad ogni problematica ,non potevo desiderare di meglio.

     • Studio di Psicologia Capodimonte colloquio psicologico  • 

    Dott. Francesco Paolo Coppola

    Grazie, è stato un piacere lavorare con te.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 160 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera, purtroppo ho perso una persona con cui volevo creare un'amicizia nel peggiroe dei modi, abbiamo avuto un incomprensione, le ho mandato dei messaggi dove le mostravo quanto mi sentivo ignorata ed esclusa, non mi ha risposto e dunque ho iniziato a chiamarla allo sfinimento finchè mi ha risposto molto arrabbiata e dicendomi che non vorrà più niente a che fare con me... purtroppo questa cosa che insisto non è la prima volta, è un mio grande difetto o anzi problema che mi sono decisa di prendere appuntamento dallo psicologo... solo che dopo aver chiuso con me ho continuato a chiamare e mandate tantissimi messaggi sui social facendomi così bloccare ovunque... ora sto davvero male, sia per aver perso lei, sia per come mi sono comportata perchè mi rendo conto sono stata eccessiva... ho provato a ricontattarla, perchè l'unica possibilità che al momento mi è rimasta sono le chiamate, ma non risponde e dopo numerevoli squilli chiude la chiamata, ho provato con altri messaggi e non risponde... mi sento molto ansiosa e con tachicardia, vorrei a tutti costi rimediare, ma temo che ormai lei non voglia più niente a che fare con me... dunque ora sto molto male sia per la perdita, sia per il mio bruttissimo comportamento... non so come venirne fuori, ho tachicardia e ci penso in continuazione ed ho sempre la tentazione di contattarla per voler rimediare... non so come fare...volevo la sua amicizia e mi sono fatta odiare e mi fa stare molto male... purtroppo non è la prima volta che mi capita di comportarmi così e volevo chiedervi, si può smettere di comprotarsi così? Io lei l'avrò per per sempre vero? Non so se aspettare un po' e riprovare a contattarla... mi fa molto male sia andata così

Buonasera,
parto da una cosa semplice e essenziale: senza una storia personale, un comportamento non si può davvero comprendere.
Lei mi descrive le “fiamme” – telefonate ripetute, messaggi compulsivi, tachicardia, ansia – ma finché non sappiamo che cosa alimenta quel fuoco, non potremo capire cosa davvero la sta bruciando.
Lei scrive: «Volevo creare un’amicizia».
Ma un’amicizia non si crea a tavolino.
Amici si diventa, non si progettano.
Così come posso decidere di organizzare una festa, ma non posso decidere che tra gli invitati nasca affetto.
E questo è ancora più vero quando chi desidera “creare un’amicizia” si sente già ignorata.
Il desiderio allora non nasce dalla relazione, ma dalla mancanza.
E qui c’è il nodo:
quando lei sente di essere ignorata, non percepisce l’altra persona per come è.
Percepisce solo la sua ansia, la sua solitudine, il suo bisogno antico di essere vista.
E l’altro diventa una risposta emotiva, quasi un farmaco contro la solitudine, invece che una persona reale.

Questo non è “amore” né “amicizia”: è sovrainvestimento emotivo.
Un bisogno profondo di essere considerata, che probabilmente ha radici molto più lontane di questa situazione.
Nella sua domanda c’è un’unica frase non detta, ma gridata:
«Mi vuoi bene?»
Il problema è che questa domanda viene rivolta all’altro come se l’altro avesse il potere di riempire un vuoto che non si è formato oggi.
E questo rende il legame impossibile, perché la relazione non regge quando è chiamata a colmare una ferita che non conosce.
L’altra persona, infatti, non si è sentita accolta: si è sentita assediata.
E più lei cercava, più l’altra fuggiva.
Non perché non valesse, ma perché veniva percepita non come persona, ma come un miraggio: l’acqua che dovrebbe spegnere la sete emotiva.
Ma il miraggio non disseta.
Più ci si avvicina, più l’acqua arretra.
E allora nasce la domanda che molte persone con il suo stesso schema si pongono:
«Riuscirò mai a dissetarmi?»
La risposta è sì, ma solo lavorando su di sé.
Non rincorrendo l’altro.
Lei infatti ha portato sulle spalle, per anni, un compito che non era suo:
fare tutto da sola, sempre, comunque.
È normale che sia stanca.
È normale che la mente, sotto stress, diventi feroce e giudicante.
La mente ferita non consola: punisce.
Ma qui si apre una soglia:
adesso può alleggerirsi.
Può rendersi conto che non deve salvare un legame per esistere.
Può accettare che la sua dimensione è umana, non perfetta, non invulnerabile.

Ed è da qui che si ricomincia:
dal conoscere se stessa, non dall’inseguire l’altra persona.
Perché solo da questo movimento – dall’interno verso l’esterno – si può finalmente calmare la sete antica e riconoscere ciò che già si ha a portata di mano, e che finora non si era mai potuto vedere.
Lei non ha perso “per sempre” nessuno.
Ha perso un miraggio.
E un miraggio, quando svanisce, non porta via nulla:
ci restituisce la possibilità di vedere la strada.
In terapia questo lavoro si può fare molto bene:
si può riconoscere lo schema, regolare l’emozione, comprendere la radice profonda, e imparare a non confondere il bisogno antico con una persona presente.
È un percorso possibile.
E può davvero essere l’inizio di qualcosa di nuovo e più vero.
Se vuole, posso aiutarla a chiarire meglio questo meccanismo e a ritrovare un equilibrio più stabile.
Si comincia sempre così: da un atto di sincerità verso se stessi.

Dott. Francesco Paolo Coppola

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, al momento ho ripreso gli studi da due anni ormai, e nel frattempo avevo iniziato già da tre anni a fare le stagioni estive, in questi due anni sempre nello stesso posto, però ho sempre avuto questa voglia di cambiare, infatti quest'anno volevo cambiare e ho avuto una proposta da un posto dove dovrà lavorare anche il mio fidanzato, quindi potremo lavorare insieme e stare insieme ecco..però ho avuto anche un'altra proposta di extra questo periodo che poi si trasforma in stagionale..non so che fare, cosa scegliere..sono una persona troppo indecisa, volevo cambiare posto anche per cambiare magari orari o proprio luogo/gente ecco(nell'ultimo posto facevo mattina e sera, uguale qui potrei fare mattina e sera, mentre extra sarà solo turno serale) ma non lo so, se andare direttamente per la stagione estiva in quel posto insieme al mio fidanzato, quindi fare un'altra stagione e per ora continuare a studiare fino all'estate, oppure provare questo extra e vedere..non lo so, come faccio? e cosa faccio..

Ciao, capisco bene quello che stai passando. Mi scrivi che sei "troppo indecisa", ma sai, spesso l'indecisione nasce quando non riusciamo a guardare in faccia le due scelte per quello che sono davvero.
In questo momento stai vedendo le cose in modo estremo: da una parte c'è il "paradiso" della sicurezza (stare con il tuo ragazzo, il posto che conosci) e dall'altra il rischio della "catastrofe" (l'ignoto, il nuovo posto, la paura di sbagliare o di rompere la tua relazione).
Ecco qualche punto su cui riflettere, parlando schiettamente:
L'indecisione e il desiderio: Come diceva lo psicoanalista Jacques Lacan, l'indecisione non è mancanza di volontà, ma è un segnale che facciamo fatica a darci il permesso di desiderare davvero qualcosa. Stai cercando di stare con "due piedi in una scarpa" per non sentire il peso di una scelta, ma così facendo rischi di non goderti nessuna delle due strade.
La paura di vivere: A volte, dietro la scusa del "non so che turno fare", si nasconde una paura più grande: la paura di vivere e di buttarsi nel viaggio nell'ignoto che è la vita. Scegliere di lavorare con il tuo fidanzato solo per stare "protetta" può sembrare la scelta più logica, ma potrebbe essere un modo per evitare di misurarti con il mondo da sola.
Il bivio tra dovere e piacere: Da una parte senti il dovere di studiare e mantenere la stabilità, dall'altra c'è quel desiderio di cambiare che bussa alla porta. È normale avere paura che cambiare posto possa rovinare l'equilibrio con il tuo ragazzo, ma una relazione forte non si rompe perché si fanno turni diversi. Anzi, spesso si rompe quando uno dei due smette di crescere per paura di disturbare l'altro.
Cosa fare quindi? Non cercare la scelta perfetta, perché non esiste. Esiste solo la tua scelta. Prova a chiederti: se non avessi paura di fallire o di restare sola, dove andresti domani mattina? La risposta è già lì, devi solo permetterti di ascoltarla. La vita è un salto, e tu hai 26 anni: è il momento giusto per scoprire che sai atterrare in piedi anche nell'ignoto.
Se ti va di parlarne ancora o di capire meglio cosa ti blocca davvero, io sono qui. Francesco Paolo Coppola Napoli (on line ed in presenza)

Dott. Francesco Paolo Coppola
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