Via Caffaggio 6, Carrara 54033
Il primo colloquio ha un costo di 30€ mentre le sedute successive vengono 60€.
Leggi di più06/02/2026
Sono la Dott.ssa Flaminia Fiory, psicologa clinica.
Mi occupo di supporto psicologico per bambini, adolescenti e adulti, offrendo percorsi di sostegno e consulenza per diverse forme di disagio emotivo, relazionale e psicologico.
Nel mio lavoro accompagno le persone che affrontano ansia, stress, difficoltà emotive, problemi relazionali, difficoltà comportamentali, momenti di crisi personale o familiare, nonché fasi di cambiamento o di transizione della vita (scolastiche, lavorative, familiari).
Sono laureata in Psicologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza con il massimo dei voti (110 e lode) e sto completando la specializzazione in disturbi del neurosviluppo e disturbi del comportamento(in particolare ADHD).
Il mio approccio è biopsicosociale, orientato a comprendere la persona nella sua globalità e nel contesto delle relazioni significative.
Integro strumenti provenienti da diversi modelli teorici, tra cui approcci cognitivo-comportamentali, corporei ed esperienziali (bioenergetica e Gestalt), costruendo percorsi personalizzati in base ai bisogni e agli obiettivi della persona.
Offro uno spazio di ascolto accogliente e non giudicante, finalizzato a promuovere consapevolezza, benessere psicologico e sviluppo delle risorse personali, nel rispetto dei tempi e della storia di ciascuno.
Ricevo su appuntamento e lavoro anche in collaborazione con famiglia, scuola o altri professionisti, quando necessario.
Potete contattarmi al 351-6058909 o a flaminia@psicuramente.it
Via Caffaggio 6, Carrara 54033
Il primo colloquio ha un costo di 30€ mentre le sedute successive vengono 60€.
Leggi di più06/02/2026
Accettato
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14 recensioni
In poche parole è riuscita a delineare un programma chiaro da affrontare per risolvere il caos
Dott.ssa Flaminia Fiory
Andrea delle volte nel caos non si trova il bandolo della matassa che è nel proprio pugno. Diradata la nebbia...Grazie della fiducia
Consiglio vivamente la dottoressa Flaminia Fiory. È una professionista incredibilmente alla mano e solare: abbiamo fatto solo un colloquio e mi ha trasmesso una serenità tale da farmi sentire come se la conoscessi da una vita.
Questa sua dote rende tutto più semplice e naturale
Dott.ssa Flaminia Fiory
Grazie davvero per queste belle parole. Ho trovato una grande squadra. Ottime premesse. Grazie per la fiducia
Esperienza super positiva , dottoressa che ti mette subito a tuo agio .
Dott.ssa Flaminia Fiory
Grazie della fiducia. Ho trovato grande consapevolezza e si parte molto bene
Una boccata di ossigeno settimanale.
Quello che mi ci vuole per non perdere di vista gli obbiettivi.
Dott.ssa Flaminia Fiory
Sono felice. La costanza sarà premiata
Abbiamo intrapreso un percorso di valutazione del nostro bambino perché ci sembra Adhd. Ci ha consigliato un lavoro psicoeducativo e di parent training. Pochi incontri ci hanno già rasserenati. Il bimbo è a proprio agio. La consiglio!
Dott.ssa Flaminia Fiory
Grazie della fiducia
La dottoressa è sensibile, empatica e mi ha messo subito a mio agio. Ho trovato un luogo sicuro in cui poter esprimere liberamente i miei pensieri ed emozioni, senza sentirmi giudicata. Mi sono sentita ascoltata e compresa, e questo ha reso l’esperienza davvero preziosa!!
Dott.ssa Flaminia Fiory
Grazie per il riscontro
Flaminia è professionale ed in grado di metterti subito a tuo agio.
Sono sicuro che riuscirà ad accompagnarmi con efficacia in questo percorso
Dott.ssa Flaminia Fiory
Si è creata da subito una buona alleanza
La Dott.ssa Fiory mi ha accolta con ascolto attento, attivo ed empatico. Mi sono sentita a mio agio nel raccontarmi e sentire di poter contare su di lei. Proseguirò il percorso con fiducia.Grazie!
Orario rispettato e ottima accoglienza. Molto empatica mi ha ascoltato attentamente. La seduta è stata molto positiva.
Ho ripreso gli incontri con la dottoressa dopo una pausa di due anni. Nonostante ora sia in un'altra città anche on line ho ritrovato lo stesso ascolto
Dott.ssa Flaminia Fiory
Ben ritrovata
ha risposto a 19 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentilissimi, non so se la mia domanda sta in realtà cercando una risposta filosofica, ma vorrei comunque provare a porvela.
Sono donna e ho 31 anni. Premetto che so di essere una persona molto ansiosa, estremamente pensierosa, con tendenze seppur "sotto controllo" all'overthinking. Seguo già una psicologa.
Io credo di avere un problema (forse generazionale) con il tempo. Il tempo, o meglio la mancanza di tempo, sono certa che sia il filo conduttore che accompagna tutte le mie ansie.
Cerco di spiegarvi portando in sintesi e all'estremo i pensieri che faccio, volutamente per trasmettervi la sensazione della mia ansia su questo tema.
Se mi agito per questioni lavorative (il lavoro che faccio mi piace ma è precario, non so fare nient'altro che questo e ormai è troppo tardi per buttarmi in qualcosa di nuovo, non ho studi abbastanza specialistici per fare "carriera") sento che il problema principale è che non ho già più tempo, che ormai ho 31 anni e devo capire immediatamente come uscire da questa situazione perchè poi sarà troppo tardi. Perchè poi non avrò più alternative.
Se mi agito per questioni amorose (sono single, ho 31 anni, ormai è troppo tardi, o conosco qualcuno adesso o sarà troppo tardi per tutto) è sempre una questione di tempo. Considerato che è difficilissimo, per me, trovare qualcuno con cui io mi senta pronta a costruire qualcosa, devo calcolare una media di 3 anni per conoscere qualcuno... ne avrò 34! e se poi andrà male? sarà ancora più tardi per tutto, irrimediabilmente tardi!
E quando mi agito perchè (a causa del mio lavoro che mi porta a spostarmi spesso) sento che devo sbrigarmi a capire dove voglio vivere per avere il tempo di costruirmi una situazione, un luogo che posso chiamare casa, perchè poi sarà troppo tardi, perchè non lo posso fare a 40 anni, perchè poi fare amicizie è più difficile, perchè poi saranno già tutti sposati con figli... e qui si ricollega la questione amorosa: devo sbrigarmi, sbrigarmi perchè non c'è più tempo!!
Voglio dire, se io avessi 20 anni, cioè dieci anni in meno, non avrei modo di sentirmi così preoccupata. Mi sento sempre vigile, in tensione, faccio calcoli matematici assurdi che nulla hanno a che vedere con l'imprevedibilità del nostro destino, concetto che grazie alla mia esperienza avrei in teoria già dovuto apprendere, ma che invece rimane lontanissimo da me. Certamente l'ansia mi porta anche ad assumere un arrogante pretesa di "controllo".
La domanda che voglio farvi quindi è: esiste questo tempo? è vero che dopo sarà tutto irrimediabilmente più difficile? perchè "i grandi" che considero saggi proprio per via della loro età e del loro vissuto, spesso partecipano a questo discorso ("fallo ora che poi non potrai più")?
Certamente possiamo parlare di ansie sociali, un discorso silenzioso che ci dice come dovremmo essere e in quale momento esatto della nostra vita. Ma siamo sicuri che sia così sbagliato, se tutti intorno a te effettivamente adempiono a quello schema? La presenza degli altri e di quello che fanno gli altri è un altro grande tema. Immaginiamo un mondo dove tutti sono single alla mia età, e in cui tutti hanno un lavoro precario senza certezze; o un mondo in cui le donne possano fare figli solo dai 35 anni in su: cambierebbe tutta la mia prospettiva!
Il tempo, il tempo, vi assicuro che è il mio più grande problema! E nel frattempo lo vedo passare sotto al mio sguardo, gli anni corrono velocissimi e io comunque non mi sento "dentro" in nulla.
Se non lo pensassi in questi termini, potrei essere felice di quello che ho, di dove sono, del lavoro che faccio, del fatto che sono sola e non ho un compagno. Mentre scrivo si chiariscono anche alcune cose, questo è ciò che si intende con "vivere il presente". Ma mi è così impossibile! Faccio così tanti pensieri sulla mancanza di tempo, che non utilizzo lo spazio che il presente mi mette a disposizione. Sembra una condanna! Ed è tutta una grande contraddizione: io perdo in realtà tantissimo tempo a farmi questi pensieri, quando lo potrei utilizzare per fare altre cose.
Vi ringrazio per lo spazio di sfogo e aspetto con molto interesse le vostre risposte e riflessioni!
Capisco perfettamente quello che descrivi e la sensazione di essere sempre in affanno rispetto al tempo è molto reale, soprattutto in chi ha una personalità ansiosa e riflessiva come la tua. Ma è anche frutto di questo tempo e molti giovani con i quali parlo mi riferiscono questa sensazione di essere in ritardo su una "tabella di marcia" auto imposta. Abbiamo ipotizzato che i tre anni "rubati" dal COVID ne possano essere parziale causa. Quello che provi è una combinazione di ansia esistenziale e pressione sociale: senti il tempo come un nemico perché percepisci delle “scadenze” su lavoro, amore e vita in generale, e questo ti impedisce di vivere il presente. La realtà è che alcune opportunità hanno finestre temporali, ma molte altre restano aperte molto più a lungo di quanto l’ansia ti faccia credere; la vita raramente segue uno schema rigido. Il problema non è il tempo in sé, ma il modo in cui lo percepisci: calcolare scenari futuri e confrontarti con gli altri ti sottrae energia e attenzione al momento presente, generando un circolo vizioso. La consapevolezza di questo, che già dimostri, è un passo importante: significa che puoi iniziare a esercitare un controllo diverso, non sul tempo, ma sul tuo rapporto con esso. Piccoli gesti quotidiani di radicamento, micro-obiettivi concreti e momenti in cui accettare l’incertezza possono aiutarti a ridurre la pressione interna. La vita non è una gara contro il tempo, e il senso di urgenza che senti è in gran parte costruito dall’ansia e dai modelli sociali interiorizzati. Imparare a convivere con questo senso di scadenza senza esserne sopraffatta è possibile, e gradualmente ti permette di vivere di più il presente, invece di subirlo. Non sei in ritardo per nulla, semplicemente sei dentro un processo che richiede pazienza, gentilezza verso te stessa e attenzione alle piccole possibilità che ogni giorno ti offre. Se però le tue tendenze all'ansia dovessero proseguire, ti invito a farti accompagnare da un professionista nel trovare strategie in modo che la tendenza non diventi disturbo. Con calma.
Io e il mio ragazzo (34 enni) stiamo insieme da un anno, passato sempre insieme tranne la notte.
Lui è un ragazzo molto dolce e premuroso, sempre disponibile, con le idee chiare sulla famiglia, e stiamo bene insieme ma quando si arrabbia diventa un'altra persona e io ho paura.
Sin dall'inizio è sempre stato molto geloso e diffidente,mi controllava il telefono e mi videochiamava e io glielo lasciavo fare proprio per farlo fidare perché vedevo che era insicuro e perché per via del mio lavoro ci può stare,mi accompagnava ovunque, dubitava di me e dei miei sentimenti,si seccava se vestivo scollata o sexy.
Non sono stati mesi facili perché sin da subito abbiamo iniziato a litigare,spesso per cose stupide come la sua gelosia e insicurezza, e ad ogni lite usciva il peggio di lui:
-urla faccia contro faccia (lo fa anche con la madre),urlava cose terribili sempre alludendo che fossi una poco di buono,urlava anche davanti alle nostre famiglie e nessuno si doveva intromettere.
Urla anche cose non vere e soprattutto una buona parte poi dice di non averla mai dette.
- gli occhi si avvicinavano, la saliva diventava densa e stringeva i denti.
- mi strappava via anello,bracciale,collana lanciandoli o facendo finta.
- una volta fece il gesto di un pugno che si fermó a 30cm da me e all'ultima lite capendo che era finita mi prese in braccio e mi caricò in macchina dicendo che dovevo ascoltarlo prima di lasciarlo.
Io dal canto mio sto zitta e ascolto,ma visto che una cosa la ripete anche 100 volte poi esplodo e invece di calmarlo lo infiammo,scoppio a ridere per i nervi, se lui viene vicino alla faccia io mi avvicino a cercare lo scontro,se lui urla io esplodo, se lui si avvicina io lo spingo e tre volte gli ho alzato mani e lui va indietro e mi dice smettila o cerca di fermarmi,spesso l'ho istigato per vedere se mi alzava le mani e no ma ho paura che possa succedere. Lui dice che fa così perché sa che io alla fine delle liti mi giro e me ne vado e per giorni sparisco, ma in realtà durante ogni lite io lo lascio parlare,sto zitta e gli lascio dire lo schifo ma poi alla fine esplodo.
Poi dopo ogni litigata lui si pente e chiede scusa,chiede di parlare,dice che non ricapiterà,da la colpa a me che lo infiammo e non mi faccio parlare,ammette comunque i suoi errori ma dice che molte cose orribili non le ha dette e io sparisco.
L' ultima litigata ha persino detto a mia madre segreti miei e mi sono sentita ferita da questa cosa.
In altre storie non ho mai perso la calma.
Ora a distanza di 15 giorni dalla fine lui chiede scusa e dice di aver capito gli errori,che non ricapiterà più,che può cambiare e lo dice a mio fratello perché io l'ho bloccato ovunque.
Gli ho proposto tante volte di andare insieme a fare terapia di coppia ma non vuole.
Avevamo progetti seri in ballo come matrimonio e figli ma io ho messo in discussione tutto.
La mia domanda è:
Vale la pena tentare ancora una volta?
Da quanto racconti, la relazione mostra segnali chiari di abuso emotivo e potenziale violenza fisica, con comportamenti controllanti, gelosia estrema, urla minacciose e manipolazioni. La violenza verbale e psicologica reiterata crea un danno reale, spesso uguale o addirittura maggiore di quello fisico, perché mina l’autostima, la sicurezza e la serenità quotidiana. Il fatto che ti abbia minacciata o intimidita fisicamente, anche senza colpirti, è un campanello d’allarme serio. Le scuse e le promesse di cambiare non cancellano il rischio, soprattutto se rifiuta la terapia e continua a non rispettare i tuoi confini. Continuare a tentare espone a ulteriori traumi e mette in pericolo il tuo benessere emotivo. La tua paura è reale e valida, e proteggersi è fondamentale. Mantenere distanza e blocchi è un atto di autodifesa necessario. La responsabilità del cambiamento non è tua, e cercare di “salvarlo” può peggiorare la situazione. È importante concentrarsi sulla tua sicurezza e salute mentale. Nel complesso, tentare ancora la relazione non è consigliabile per il tuo benessere.
Sono sicura che potrai fare una scelta sana per la tua vita da sola, ma se sentissi di non riuscire a realizzarla, ti prego di affidarti ad un professionista per trovare la strategia che ora non vedi. Certe modalità di relazione sono radicate nelle nostre vite da tempo ma ciò non toglie che abbiamo diritto di affrancarcene ed avere una vita felice. Forza
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