Dott.ssa
Elisa Bacchetta
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Sessuologa
Altro
Ornavasso 1 indirizzo
Esperienze
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Sessuologia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Attacco di panico
- Ansia da prestazione
- Disturbi sessuali
- Eiaculazione precoce
- Eiaculazione ritardata
- +20 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Psicoterapia
70 € -
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Consulenza online
Da 60 € -
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Psicoterapia di coppia
70 € -
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Consulenza psicologica
Da 60 € -
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Indirizzi (2)
Via Pietro Iorio 13, Ornavasso 28877
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
13 recensioni
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P
P. D.
Mi sento molto meglio, molto preparata e professionale
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • colloquio psicologico •
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M
M.C.
Molto disponibile, professionale, mi segue da qualche anno, sto meglio.
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • colloquio psicologico •
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F
F.R
Mi sono rivolto alla dottoressa per difficoltà nel far fronte a problemi di ansia e umore altalenante che sono sorti negli ultimi mesi anche a causa del mio lavoro molto stressante. Già dopo un paio di incontri mi sono reso conto dei pensieri sbagliati che stavo facendo e ho iniziato a prendere in mano la situazione con un altro spirito. So che il percorso sarà ancora lungo ma sono molto contento del sostegno ricevuto finora dalla dottoressa Bacchetta. Consiglio veramente tanto il suo approccio e la sua persona
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • colloquio psicologico clinico •
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A
A.R.
Mi sono affidata alla dottoressa Bacchetta per un problema relativo al mio umore spesso altalenante. Fin da subito la dottoressa mi ha messo a mio agio e mi sta aiutando a migliorare la mia vita. La consiglio caldamente
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • colloquio psicologico •
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Paziente
Eccellente la dottoressa è molto cordiale e riesce sempre a Matteotti a proprio agio la consiglio
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • consulenza psicologica •
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C
C.S
Professionista seria , mi sono sentita subito a mio agio , empatica , rispettosa delle mie difficoltà . La consiglio vivamente
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • colloquio psicologico •
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M
M.Z.
Professionista attenta ed estremamente preparata. Assolutamente consigliata!
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • consulenza psicologica •
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V
Valentina
Ottima professionista, con lei mi sono subito trovata a mio agio e mi sta aiutando molto. La consiglio a tutti!
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • •
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F
F.M.
Ho appena iniziato un percorso di terapia con la dottoressa Bacchetta e sono molto soddisfatta. E' molto attenta a mettere a suo agio chi ha di fronte e non ho avuto difficoltà ad aprirmi con lei. La consiglio vivamente.
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • •
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Paziente
Specialista attenta, sensibile, empatica con le problematiche del paziente. Assolutamente consigliata !
• Dott.ssa Elisa Bacchetta Psicologa • •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
Da due anni circa sto con un ragazzo che durante un passato un po' turbolento ha abusato normalmente di alcool. Quando lo ho conosciuto viveva per strada ma è io da subito avevo timore che il suo rapporto con la sostanza potesse diventare un problema ma lui si é messo in riga, ha trovato casa, lavoro, e si é sempre dimostrato un buon compagno. Forse sono stata per lui una motivazione ma in realtà ha saputo prendere in mano da solo la sua vita. Ora mi accorgo che forse sono passata sopra ad alcuni episodi (venirmi a suonare a casa perché aveva bevuto troppo e non poteva tornare, esagerare con gli amici con la alcool o tornare tardi senza avvisarmi perché a fare festa, in una occasione mi sono anche spaventata perché senza motivo ha bevuto tutto il giorno e poi é stato male vomitando un po' di sangue) perché innamorata. Ma nel concreto le situazioni sono sotto controllo, di rado si fa del male o ci sono conseguenze gravi, non é mI aggressivo o nulla di simile. Di questo suo rapporto con l alcol abbiamo parlato più volte perché io ho delle paure a riguardo anche per via di un caro amico alcolista e pensavo forse di stare esagerando perché é un mio trigger, ma ultimamente mi sembra di osservare con più lucidità che il bisogno di bere ogni giorno anche solo una birra e soprattutto il fatto di non rinunciare all alcol quando glielo chiedo sia un problema. Ho provato a affrontare la argomento senza colpevolizzarlo ma cercando di raccontargli la mia esperienza e il fatto che non tutte le dipendenze nascono come uno se le aspetta quando ha a che fare con tossici. Ho provato riflettere con lui sul fatto che lui veda la alcol come un conforto e come un modo per essere più connesso con se stesso e stare meglio quando ha problemi ma questo per me é un cattivo segno. Ultimamente ho messo la accento sul fattore di salute perche lui non é più giovane come una volta, da un anno ha iniziato a avere sempre la pancia gonfia e vorrei si facesse visitare da un medico ma non so come fare. Stasera ha preferito ordinare mezzo litro di vino dopo un mezzo bevuto insieme, anche se ha visto che non ero d'accordo, e ha scelto di bere il vino da solo piuttosto che me.
Come devo comportarmi? Ho paura di esagerare ma mi rendo conto che il suo consumo di alcol o anche solo la mia paura a riguardo hanno iniziato a influenzate costantemente la mia serenitá. Inoltre ho paura che se lo lascio lui potrebbe sprofondare ancora di più e in ogni caso vorrei salvare il nostro rapporto dove -a parte in questo caso - c'è molto supporto dialogo e amore. So che finché non riconosce lui questa cosa come un problema nulla può cambiare. Cosa devo fare?
Grazie
Gentile scrivente,
grazie per la tua lettera, così autentica, sentita e piena di domande profonde. Racconti una situazione complessa, nella quale amore, senso di responsabilità, preoccupazione e fatica si intrecciano continuamente. È evidente che tieni molto a questa relazione e che hai investito tanto nel percorso condiviso con lui. Bisogna però fare un'affermazione: non sei responsabile della guarigione o delle scelte del tuo compagno. Per quanto tu possa essere stata una presenza positiva, il cambiamento più profondo — quello che riguarda il suo rapporto con l’alcol — può arrivare solo da una sua presa di coscienza autentica. E questa, come giustamente hai detto, ancora non c’è.
Nel tuo racconto emergono segnali importanti. Anche se non ci sono episodi gravi o aggressivi, il bisogno quotidiano di alcol, l'uso come regolatore emotivo (“per stare meglio”, “per connettersi”), la scarsa disponibilità a confrontarsi su questo tema, sono campanelli d’allarme che non vanno sottovalutati.
Spesso, in presenza di una dipendenza “funzionale” (cioè in apparenza sotto controllo: lavoro stabile, relazioni affettive, nessuna violenza), si rischia di minimizzare. Ma questo rende ancora più difficile, per chi vive accanto a una persona che beve, capire dove finisce l’amore e dove inizia la rinuncia al proprio benessere. È del tutto legittimo sentirti turbata se la tua serenità viene minata da un comportamento che, pur non essendo estremo, è costante e non rispettoso del vostro equilibrio.
Cosa puoi fare concretamente:
Proteggi i tuoi confini. È importante che tu riconosca e faccia rispettare ciò che per te è inaccettabile. Non come punizione verso di lui, ma come cura verso di te. Dire “non voglio condividere una serata con te se scegli di bere oltre un certo limite” è un modo per preservarti, non per colpevolizzarlo.
Sii chiara, ma non salvatrice. Puoi esprimere con fermezza che il suo rapporto con l’alcol per te rappresenta un problema, e che ha delle conseguenze reali sul vostro legame. Ma è importante che tu non ti prenda sulle spalle il peso della sua eventuale ricaduta o sofferenza se tu decidessi di prenderti una pausa. Questo pensiero è comune nei partner di persone dipendenti: “se lo lascio, crollerà”.
Sostegno per te. Ti invito caldamente a cercare un aiuto professionale personale, anche se lui non è pronto. E' molto importante sapere che si possono intraprendere anche percorsi di terapia focalizzati sui partner o caregiver di persone con dipendenza. Non sei sola, e condividere questa fatica in uno spazio protetto ti aiuterà a fare chiarezza e a ritrovare centratura.
Non aspettare che la situazione “diventi grave”. Se qualcosa ti toglie serenità oggi, ha già un impatto. Non servono crisi eclatanti per giustificare una presa di posizione.
Spero che tu possa al più presto trovare serenità.
Buona giornata
Dott.ssa Elisa Bacchetta
Psicologa-psicoterapeuta
Sessuologa clinica-Terapeuta EMDR
Specializzata in disturbi da dipendenza patologica
Buonasera. Soffro da tanti anni da quando ero adolescente di ansia generalizzata. Ho paura di stare sola, di uscire da sola,di allontanarmi dalla mia città, andare da sola a lavoro. Al momento ho 45 anni. Non ho una vita sociale. Tutto mi fa' paura. Mi terrorizza. In poche parole non vivo. Mi sale ansia. Attacchi di panico. Ho provato tante cure senza nessun risultato. La mia vita non ha nessun senso
Buonasera,
Comprendo profondamente la sofferenza che descrive: l'ansia generalizzata e gli attacchi di panico possono essere debilitanti, ma è importante sapere che esistono percorsi efficaci per affrontarli.
Vi sono delle strategie/pratiche per iniziare a gestire l'ansia:
Tecniche di respirazione profonda: Imparare a respirare lentamente e profondamente può aiutare a ridurre la tensione e a calmare il sistema nervoso.
Esercizio fisico regolare: Attività come camminare o praticare yoga possono migliorare l'umore e ridurre l'ansia.
Tecniche di rilassamento: Il rilassamento muscolare progressivo e il training autogeno sono metodi efficaci per alleviare la tensione.
Mindfulness e meditazione: Queste pratiche aiutano a vivere nel presente e a ridurre la preoccupazione per il futuro.
Affrontare gradualmente le situazioni ansiogene: Iniziare con piccoli passi può aiutare a superare la paura e a ricostruire la fiducia in sé stessi.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata una delle terapie più efficaci per l'ansia generalizzata e gli attacchi di panico. In alcuni casi, può essere utile anche un supporto farmacologico, sempre sotto la supervisione di uno specialista.
Il passo più importante è iniziare. Anche piccoli cambiamenti possono portare a miglioramenti significativi.
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